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ITALIA

Condannata a un anno, parla nel processo dell'insegnante di sostegno

Bimbo precipitato, maestra in aula: "Lo fece uscire la collega"

La collaboratrice scolastica aveva accolto il patteggiamento a 2 anni di reclusione. Tra i testimoni anche un'altra maestra: "Ho visto qualcosa che precipitava"

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"Ho visto l'insegnante di sostegno sulla soglia della porta della classe, con di fianco il bambino. Ho pensato che ci fosse qualcuno nel corridoio, anche perché la bidella aveva sicuramente già preso servizio visto che era entrata in classe pochi minuti prima". Lo ha detto oggi in aula, durante la sua deposizione, la maestra elementare condannata a un anno, con rito abbreviato, per la morte del piccolo di 5 anni e mezzo precipitato nella tromba delle scale della sua scuola, il 18 ottobre di due anni fa a Milano. La donna testimonia nel processo a carico dell'altra maestra che era in classe quella mattina, la docente di sostegno, che ha scelto di essere giudicata con rito ordinario. Mentre la posizione di una terza persona, la collaboratrice scolastica, è già stata definita con un patteggiamento a 2 anni di reclusione.

La maestra ha raccontato che il piccolo aveva già chiesto a lei, poco tempo prima, di potere andare in bagno, e che lei gli aveva però chiesto di aspettare altri dieci minuti. A quel punto, secondo il suo racconto, è stata la collega ad accordare al bimbo il permesso di uscire: "Anche l'insegnante di sostegno è maestra di classe, non ho pensato di chiederle di accompagnare il bambino, l'ho vista sulla soglia della porta mentre gli diceva: 'Puoi andare, tranquillo'. A un certo punto abbiamo sentito delle urla, abbiamo inizialmente pensato che qualcuno stesse rimproverando un bambino. Poi l'altra maestra è uscita a vedere, poi mi ha chiamata: 'Vieni, qualcuno è caduto'. Così io sono andata in bagno a prendere il piccolo che era uscito dalla classe, ma lì non c'era, così mi sono affacciata e l'ho visto".

Sempre nel processo a carico della docente di sostegno, difesa dagli avvocati Michele Sarno e Valentina Lamberti, ha testimoniato anche un'altra maestra della scuola, che al momento dell'incidente stava accompagnando i piccoli della sua classe in palestra. Secondo l'indagine della pm, Maria Letizia Mocciaro, il bambino, che era uscito per andare in bagno dalla sua classe che si trova al secondo piano dell'edificio, sarebbe salito su una sedia girevole per affacciarsi dalle scale, proprio perché attratto dal vociare dei piccoli che stavano andando a fare educazione fisica. Si è però sporto troppo ed è precipitato nella tromba delle scale, facendo un volo di circa 10 metri.

"Ho visto qualcosa che precipitava e che per poco non è finito addosso a un altro bambino - ha raccontato la donna - e appena ho capito che era il corpo di un alunno ho riportato i miei studenti in classe, perché non lo vedessero". La donna ha aggiunto: "Ero sconvolta, ho gridato 'Aiuto, aiuto, accorrete' ma era un momento di nebbia assoluta e c'era una grande confusione. Era una situazione totalmente anomala". Ha poi raccontato che, secondo la prassi, quando i bambini hanno bisogno di andare in bagno fuori dagli intervalli, il docente chiede al collaboratore scolastico, che si trova nel corridoio, di accompagnarlo. "Noi insegnanti non prossimo lasciare la classe per accompagnare il singolo bambino", ha spiegato. Oggi tra i testimoni anche la preside della scuola. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 10 novembre per l'ascolto di altri testimoni.
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