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TECH

Mountain View avrebbe utilizzato un nome di proprietà della Casa automobilistica

Bmw contro Google: quell'Alphabet è nostro

Attivati i legali per verificare che Google non abbia leso i diritti di esclusiva di Bmw sul nome in uso dalla controllata Alphabet Fuhrparkmanagement. In pratica, Google non avrebbe usato il motore di ricerca per controllare la proprietà di Alphabet 

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di Celia GuimaraesFrancoforte Sarà battaglia legale tra Google e Bayerische Motoren Werke per l'uso del nome Alphabet o la 'zuppa di lettere' finirà con un accordo risarcitorio? La decisione di trasformare Google in una conglomerata, ribattezzandola Alphabet (il cui sito è abc.xyz) ha messo in allarme Bmw. Secondo quanto riportato dal settimanale tedesco Wiwo (WirtschaftsWoche), l'annuncio arrivato da Mountain View ha creato problemi alla casa automobilistica di Monaco di Baviera, perché migliaia di utenti avrebbero intasato i server alla ricerca di informazioni su Alphabet (il cui sito è alphabet.com).

Il nostro Alphabet
La casa costruttrice tedesca ha detto di avere attivato i propri legali per verificare il diritto di esclusiva sul marchio 'Alphabet', che è la ragione sociale di una filiale di Bmw (Alphabet Fuhrparkmanagement) per servizi di leasing di lunga durata per privati e imprese e di carsharing.

Semplice routine
"Si tratta di una procedura di routine", ha detto un portavoce di Bmw, comunque indirettamente confermando le indiscrezioni pubblicate dal settimanale tedesco WiWo, secondo il quale lunedì sera, subito dopo l'annuncio della ristrutturazione e del cambiamento di nome da parte di Google, il server di Alphabet tedesco è rimasto bloccato per ore per eccesso di contatti.

Neanche una telefonata
Secondo il settimanale, Bmw è rimasta spiazzata dall'annuncio anche perché non sarebbe stata in alcun modo contattata da Google riguardo all'uso del marchio, che è depositato, sul quale "si dovranno ora esaminare le implicazioni in termini di diritti".

Secondo Business Insider, il nuovo organigramma di Mountain View dopo la nascita di Alphabet vedrebbe la conglomerata così composta:



La valutazione giuridica si preannuncia complessa anche perché Google e Bmw sono in concorrenza, ad esempio nel segmento delle auto elettriche e in quello delle mappe digitali, con Bmw che ha di recente acquisito, insieme a Daimler e Audi, il servizio di cartografia di Nokia, Here.

La tecnologia è di casa a Monaco
Non solo Google tra le preoccupazioni a Monaco di Baviera. All'inizio di quest'anno, Bmw ha dovuto rilasciare una patch software dopo che hacker da remoto erano riusciti a sbloccate le porte delle vetture. Ma non è la vulnerabilità del software l’unico problema che i proprietari di ‘connected car’ dovranno affrontare. La stessa Bmw nel gennaio scorso denunciava come le aziende tech e il settore della pubblicità stiano sempre più facendo pressioni sulle Case automobilistiche perché rendano disponibili i dati raccolti e conservati sui veicoli.  

In un’intervista al Financial Times durante il Motor Show di Detroit, Ian Robertson, responsabile vendite e marketing della Bmw, raccontava che ormai tutte le auto da loro prodotte hanno una connessione wireless che raccoglie informazioni su rotta, velocità, accelerazione e persino numero degli occupanti del veicolo. “C’è un sacco di gente in giro che ci chiede: ‘Dateci tutti i dati in vostro possesso e noi vi mostreremo cosa potete fare con essi’, ma noi rispondiamo no, grazie”. 

Intanto, su Twitter
C'è già chi prende le distanze da possibili vertenze legali: ad esempio il signor Chris Andrikanich, di Cleveland, negli Stati Uniti, titolare su Twitter del nickname @alphabet, ci tiene a precisare che "** I'm not affiliated w/ Google/Alphabet Inc. **".

E sullo 'scivolone' del più popolare motore di ricerca al mondo ci ironizza su Twitter anche il New York Times: si dava per scontato che Larry Page e Sergey Brin lo avessero googlato prima.

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