Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/boccia-regioni-ci-rimproverano-linee-guida-troppo-stringenti-no-passi-indietro-su-sicurezza-68057f9d-95c0-41ba-b97b-bab352be0412.html | rainews/live/ | true
Coronavirus

Fase 2

Boccia: "Regioni ci rimproverano linee guida troppo stringenti? No passi indietro su sicurezza"

Il ministro per gli Affari Regionali poi - intervistato dalle Sardine - afferma che la richiesta avanzata dai Comuni per maggiori risorse, deve essere una priorità per il Mef, senza polemiche. Inoltre, non esclude l'estensione del reddito di cittadinanza ai lavoratori regolarizzati. Sulla App infine assicura: "Si userà. Tracciamento per mettere al sicuro tutti"

Condividi
"A chi ha la foga di cavalcare l'onda politica della ripartenza economica, dico che siamo in un'altra era". Lo ha affermato il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, intervistato dalle Sardine a proposito della Fase 2. Sottolineando l'importanza di garantire la sicurezza all'interno dei luoghi di lavoro, Boccia ha rilevato che "la ripartenza economica la rivogliamo tutti e io penso che dobbiamo semplificare al massimo e trasformare i burocrati in semplificatori". 

 "So per certo che molte Regioni, nonostante noi stiamo definendo linee guida per aprire quasi tutto, ci rimproverano che sono stringenti - prosegue Boccia - Ma noi sulla sicurezza sul lavoro non facciamo passi indietro, perché deve essere chiaro che i prossimi luoghi di contagio saranno quelli di lavoro. 

A Regioni: "Non mandare imprenditori al massacro"
"Ora collaboriamo nell'interesse esclusivo dei cittadini, sapendo che tutti noi vogliamo che riparta l'economia. Ora ripartiamo dagli italiani più resistenti" ovvero "imprenditori e lavoratori che sono stati fermi, ma consentiamo loro di farlo in sicurezza. Non mandiamoli al massacro, perché ci andremmo tutti noi e questo non me lo perdonerei mai" sottolinea il ministro. 

Battaglia Comuni, priorità per ministero economia
"I Comuni non chiedono risorse per se stessi. La battaglia di Decaro la condivido. Da questo punto di vista, il ministero dell'Economia deve ritenere le richieste dei sindaci una priorità assoluta, molto più delle dinamiche solite che caratterizzano la vita quotidiana del ministero stesso. Lo dico senza polemiche, ma se si fa un accordo con i Comuni quest'accordo deve essere soddisfacente per entrambi" sottolinea Boccia a proposito delle richieste avanzate dai Comuni italiani. 

App si userà. Tracciamento per mettere al sicuro tutti
"Il tracciamento già si fa, io ho avuto vicine persone positive, e sono stato tracciato anche io, a mano, dalla Asl, ora si farà con il telefonino" spiega il ministro per gli Affari regionali, sottolineando che si arriverà al tracciamento digitale. "La app serve per mettere al sicuro tutti - assicura - nessuno farà il censore per i lavoratori e per i datori di lavoro, ma se qualcuno non rispetta le linee guida ne sarà responsabile". "Il tracciamento serve per identificare un eventuale focolaio, e a quel punto devi intervenire", conclude il ministro.

Errori in ospedali e Rsa ci sono stati, ma lezione è servita
"Errori? Rimproverarmi qualcosa? Quando sarà finita sarà più facile fare l'analisi, con tutti i dati sanitari sul tavolo, forse si potevano concentrare gli acquisti 15 giorni prima" dei presidi sanitari dall'estero. Così Boccia, sottolineando che "forse doveva essere il governo a chiamare subito la diplomazia cinese".

Mes: Soldi con interesse simbolico, si discuterà in Parlamento
Quelli del Mes sono soldi, 37 miliardi, con un interesse simbolico, si discuterà in Parlamento, sarà poi interessante guardare quante risorse vanno alle varie regioni. Il riparto non è ancora stato deciso, spiega Boccia, parlando in generale delle varie risorse mese in campo dal governo. "Quello che significa questo decreto da 55 miliardi - sottolinea - è che proviamo a far ripartire il Paese".

Non escludo allargare reddito di cittadinanza a lavoratori ora regolarizzati
"Non lo escludo, ora avremo quadro più chiaro della condizione economica generale, anche per fasce". Così il ministro per gli Affari regionali, risponde a una domanda del leader delle Sardine, Mattia Santori, che gli chiede se si possa pensare ad allargare il reddito di emergenza anche per quei lavoratori ora regolarizzati dal decreto varato ieri sera dal governo.
Condividi