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TECH

Brescia

Coronavirus, makers aiutano a creare valvole in 3D per l'ospedale di Chiari

La comunità dei 'creativi digitali' amanti della tecnologia fai-da-te accorre per aiutare a produrre le valvole respiratorie andate esaurite a Chiari. La ministra Pisano li ringrazia. E per gli appassionati di Arduino ci sono gli eventi su Youtube

L'ospedale di Chiari
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di Celia Guimaraes “Buoni samaritani con una stampante 3D stanno salvando vite umane creando nuove valvole di respirazione gratuitamente”, titola Fast Company, sito online indispensabile per chi cerca notizie su tecnologia.

Parla di due bresciani, Cristian Fracassi e Massimo Temporelli che, con l’aiuto di molte persone, hanno prodotto in proprio le valvole andate esaurite all’ospedale di Chiari, in provincia di Brescia.

Raccontata Giornale di Brescia, la notizia ha fatto il giro del mondo, grazie anche agli articoli pubblicati da testate come Bbc e New York Times.
Il ministero dell’Innovazione Paola Pisano su Twitter  ha fatto i complimenti ai due imprenditori:  

 
Spiega oggi il quotidiano bresciano che è stato Massimo Temporelli, fisico, imprenditore e divulgatore scientifico ad attivare “la rete dei makers dei FabLab, cercando di stampare quel pezzo 3D in loco”.  

Le valvole sono state prodotte molto velocemente, anche se bypassando alcune procedure come la certificazione e il marchio Ce. Temporelli, responsabile del FabLab, spiega che “in questo momento di emergenza non ci sono alternative. Si sono rotte delle regole, come la proprietà intellettuale, che dal punto di vista scientifico, industriale e legislativo in un periodo normale sono sacrosante. Ora però queste regole passano in secondo piano perché prioritario è salvare vite”.
 
Makers in prima linea
La ‘rete dei makers’ - c'è chi l chiama artigiani digitali - ancora una volta si dimostra determinante come leva della collaborazione tra gli appassionati di tecnologia fai-da-te, con in comune la passione per mettere in pratica i loro progetti. A fare la differenza e ad aumentare il numero dei membri della 'community' è stato l'arrivo della scheda Arduino, prodotta ad Ivrea, più facile e meno costosa per costruire prototipi, comprese le stampanti 3D. 

Massimo Banzi - il co-fondatore di Arduino e ritenuto il 'papà dei maker' - in questi giorni di permanenza obbligatoria a casa, ha chiamato a raccolta gli appassionati per il primo "#BarArduino", evento in  streaming su Youtube con la partecipazione di celebrità tra i creativi digitali e la presentazione di progetti di giovani maker. 

A una domanda sull'attività di Arduino, Banzi ci ha risposto che sono in piena produzione negli stabilimenti intorno ad Ivrea (il 95% delle schede è fabbricata in Italia), tutti in funzione fino a questo momento, con tutte le precauzioni sanitarie del caso, ha assicurato, aggiungendo, con una punta di orgoglio, che "sono molte le donne a produrre le nostre schede".

La prima puntata registrata di #BarArduino è disponibile sul canale 


 
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