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EUROPA

Proposta di regolamento

Ue, stretta normativa sul digitale. Cambia l'approccio su servizi e mercati

Sono due i passaggi legislativi che la Commissione propone per regolare servizi e mercati digitali. Responsabilità per contenuti, dati personali, prodotti. Previste multe del 6% o anche del 10% del fatturato

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Le proposte legislative dovrebbero prevedere un miglioramento dell'enforcement rispetto alla situazione attuale, in cui le grandi piattaforme digitali rischiano poco per le violazioni delle norme Ue: anche le multe che vengono inflitte, pur elevate in cifre assolute, sono spesso limitate se rapportate al giro d'affari di colossi che fatturano decine e decine, quando non centinaia, di miliardi di dollari. 

"Oggi nel collegio dei commissari adotteremo un pacchetto per regolamentare le piattaforme digitali", ha detto la presidente Ue Ursula von der Leyen. Una proposta di regolamento sui servizi digitali (Digital Services Act), un'altra proposta di regolamento sui mercati nel settore digitale (Digital Markets Act), nonché, separatamente, una proposta di direttiva su misure per un alto livello comune di cybersicurezza nell'Unione.

Servizi e mercati digitali
Il primo provvedimento, il regolamento sui servizi digitali (Digital Service Act), impone obblighi e i vincoli agli intermediari di contenuti con aggiornamento della direttiva sul commercio elettronico di vent'anni fa. Il secondo riguarda il regolamento sui mercati (Digital Market Act) che imporrà obblighi specifici per aziende definite 'sistemiche' tra cui rientrano, tra gli altri, Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft.

Il Digital service act (Dsa) è il pacchetto legislativo dell’Ue che regolamenterà le piattaforme digitali online, inclusi i marketplace, i social media, i motori di ricerca, i videogiochi arcade e altri servizi internet. E’ la prima iniziativa legislativa per il settore dal 2000 (anno della Direttiva sul commercio elettronico). Avrà impatto sulla governance di Internet, non solo in Europa, ma a livello globale. 

Il criterio tiene conto innanzitutto del numero degli utilizzatori nel mercato europeo e dell'estensione del business. La Commissione propone un nuovo strumento di regole per la concorrenza per poter intervenire senza la sollecitazione di ricorsi da parte di concorrenti, allo scopo di intervenire rapidamente, anche in settori nuovi come blockchain, cloud, IoT - internet delle cose.

L' approccio riflette la volontà di dotare Bruxelles di poteri preventivi che possano essere esercitati rapidamente, in base a una lista di pratiche proibite. Recentemente la Corte dei Conti Ue aveva indicato che la Commissione 'deve innalzare il livello di sorveglianza del mercato per tener testa alla globalizzazione e alla digitalizzazione, migliorando la propria capacità di rilevare in maniera proattiva le violazioni'.

La responsabile della concorrenza e vicepresidente della Commissione, Margrethe Vestager, in diverse occasioni aveva indicato che è necessario rendere accessibili certi dati alle imprese che usano le piattaforme e inoltre che i grandi player  non devono privilegiare i servizi propri a detrimento di quelli di altri concorrenti.

Obbligo di cooperare
"Internet non può rimanere un Far West", aveva ribadito più volte  il Commissario per il mercato interno, Thierry Breton, che con il vicepresidente della Commissione Vestager ha anticipato i contenuti dei regolamenti.

Il Digital Services Act (Dsa) obbligherà tutti gli intermediari di servizi online a cooperare con le autorità di regolamentazione
per rimuovere contenuti illegali. Le grandi piattaforme dovranno avere  un numero di moderatori sufficienti per intervenire rapidamente in caso di notifica e saranno audite dalla Commissione ogni sei mesi. Ogni Stato membro deve designare un'autorità nazionale responsabile della regolamentazione  dei social network : Le autorità faranno parte di un consiglio permanente a livello europeo per garantire il corretto rispetto delle leggi in vigore.

Le piattaforme di e-commerce sono spesso accusate di mancanza di controllo sui propri rivenditori, che portano avanti truffe, altri vendono prodotti contraffatti e altri prodotti che violano gli standard europei.

Il Dsa imporrà ai venditori online di "controllare l'identità dei rivenditori prima di ammetterli sulla propria piattaforma ", ha detto Vestager. Altra questione importante, i player più grandi dovranno fornire alle autorità di Bruxelles  "maggiori informazioni su come funzionano i loro algoritmi ". Vestager ha aggiunto che  "dovranno dirci come decidono in merito alle informazioni e ai prodotti. che ci raccomandano, quali vengono nascosti con la possibilità di influenzare le decisioni. Dovranno dirci chi paga quali degli annunci che vediamo e perché siamo oggetti della pubblicità mirata".

Un riferimento, si sottolinea, a pratiche anti concorrenziali come quelle di cui l'Antirust Ue accusa Google, per aver impostato il proprio motore di ricerca per rendere le proprie offerte più visibili di quelle dei concorrenti.

"Le persone che controllano i dati, controllano gli algoritmi e quindi la nuova economia, ha spiegato all'Afp Alexandre de Streel, esperto in digitale e professore di diritto presso l'Università di Namur. "Se si stabilire la concorrenza sulla base di parità, la soluzione  è condividere il dati".

Bruxelles vuole inoltre proibire alle "piattaforme sistemiche" di trarre profitto dai dati dei clienti aziendali per competere con loro, come Amazon, accusata di farlo con gli stessi rivenditori ospitati dalla sua piattaforma.  Non potranno più, inoltre, utilizzare i dati raccolti dai diversi servizi per profilare gli utenti contro la loro volontà.

Il commissario Breton ha promesso "sanzioni dissuasive": il Dsa prevede multe che possono raggiungere fino al 6% del fatturato del fornitore di servizi digitali e, "come ultima risorsa", il regolatore potrà vietare il servizio in Europa. La Dma prevede multe fino al 10% del fatturato e possibilità di 'spezzettare' l'azienda.
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