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ITALIA

Giustizia

Caos Procure, la Cassazione conferma per Luca Palamara la rimozione dalla magistratura

I supremi giudici hanno dunque rigettato il ricorso presentato dalla difesa dell'ex consigliere del Csm. Secondo i giudici, l’ex magistrato voleva pilotare le nomine dei procuratori di Roma e Perugia

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Confermata la rimozione dalla magistratura di Luca Palamara. Lo hanno stabilito le Sezioni Unite Civili della Cassazione in linea con quanto deciso dalla sezione disciplinare del Csm lo scorso 9 ottobre.

La decisione arriva dopo l'udienza che si è svolta l'8 giugno dove i rappresentanti della Procura Generale della Suprema Corte si erano espressi per la conferma dell'espulsione di Palamara dall'ordine giudiziario.

Respinto, dunque, il ricorso presentato dalla difesa dell'ex consigliere del Csm. La sentenza diventa così definitiva.

"La battaglia continua. Rispetto la decisione che però ritengo ingiusta perché so per certo di non aver mai leso le prerogative del Csm. Pago perché qualcuno ha ritenuto che io mi fossi intromesso nella scelta del procuratore di Roma e per aver sostenuto posizioni evidentemente non gradite''. Così all'Adnkronos Luca Palamara dopo la decisione delle Sezioni Unite della Cassazione di confermare la sua rimozione dalla magistratura. ''Il mio impegno per la legalità, per l'affermazione della verità e per squarciare il velo di ipocrisia prosegue - sottolinea l'ex consigliere del Csm -. Porterò il caso in Europa, in attesa di tutti gli accertamenti sul trojan tuttora in corso''.

Il caso Palamara
Palamara è stato indagato quale sostituto procuratore a Roma ed "esponente di spicco" dell’Associazione nazionale magistrati e successivamente quale componente del Csm, per fatti contestati dal 2013 al febbraio 2018.

L’obiettivo di Palamara era, secondo i giudici, "condizionare in modo occulto l’attività del Csm", pilotando le nomine dei procuratori di Roma e di Perugia, e proponendosi egli stesso come procuratore aggiunto della Capitale dopo aver cercato di delegittimare Paolo Ielo.

Palamara è tuttora a processo per corruzione a Perugia.
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