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SPETTACOLO

"Amo la mia città ma non potrei mai fare il sindaco"

Carlo Verdone e il sondaggio che lo voleva sindaco di Roma

Il regista ha ricordato l'episodio del 2012 quando la testata online Globalist lanciò un sondaggio: in due giorni fu votato da oltre 30mila persone che si espressero all'85% a favore della candidatura a sindaco

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Alla Festa del Cinema di Roma irrompe Carlo Verdone con la sua serie tv "Vita da Carlo" in streaming su Prime Video il 5 novembre. "Molto di quello che si vede fa parte della mia vita, episodi capitati realmente, avvenimenti, dinamiche familiari e amici, ho messo me stesso in maniera sincera e vera" dice l'attore-regista e "c'è poi il filo conduttore che è la richiesta di fare il sindaco di Roma".

Ha ricordato l'episodio del 2012 quando la testata online Globalist lanciò un sondaggio che in due giorni fu votato da oltre 30mila persone che si espressero all'85% a favore della candidatura del regista a sindaco. Dopo alcuni giorni Carlo Verdone scrisse una lunga lettera di risposta

"Cari Amici di Globalist,
leggo con molto stupore ed un pizzico di imbarazzo l’idea di farmi candidare a Sindaco di Roma o ad Assessore Alla Cultura. Francamente non me lo sarei proprio aspettato. Credo che tutto nasca da una normalissima intervista da me rilasciata al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, nella quale muovevo delle critiche ad un grande regista, attore e sceneggiatore quale Woody Allen. Ravvisavo in quel film una rappresentazione ovvia, banale e poco veritiera della città di Roma. Una città rappresentata per i soliti stereotipi che, molto superficialmente, all’estero vogliono vedere. Un presepe perfettino, colorato e colorito, assai infantile e molto provinciale a livello europeo. 

Da romano che ama la sua città e che la vorrebbe veder rispettata da tutti (politici e cittadini) ho sottolineato che Roma invece ha tanto bisogno di cure e regole. Regole da far rispettare ad ogni costo perché sulla carta ci sono. Sembrerebbe una considerazione banale, quasi qualunquista, ma in realtà così non è. Permane un senso di sciatteria che ha portato negli anni a far diventare questa città da “grande città” a “città solo grande”....."

Oggi ricordando l'episodio ha detto: "Amo la mia città ma non potrei mai fare il sindaco". 
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