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ITALIA

Giornata internazionale per eliminazione della violenza sulle donne

Cartabia: la gravità della situazione richiede nuove norme

Il pacchetto cui lavorano cinque ministre dovrebbe arrivare sul tavolo del governo la prossima settimana, punta a interventi sul Codice Penale e di Procedura Penale per rafforzare gli strumenti di prevenzione, rafforzamento degli strumenti e "formazione e specializzazione dei giudici"

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"Barbarie non è un termine esagerato" e "la gravità dei fatti chiamano le istituzioni anche a ripensare norme e procedure più adeguate, consapevoli che serve un approccio globale: questi fenomeni non si correggono solo a colpi di leggi, ma servono anche le leggi. E serve una formazione aggiuntiva", queste le parole della ministra della giustizia, Marta Cartabia, alla presentazione della relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio. Al convegno tenutosi ieri in Senato, su iniziativa della commissione, la ministra ha accennato alle misure previste nel nuovo pacchetto contro la violenza sulla donne, in fase di affinamento.

L'attenzione è rivolta su tre aspetti fondamentali "formazione e specializzazione" sia dei pm che dei giudici, "chiamati a prendere difficili decisioni sulla base del rischio e della pericolosità del soggetto", "la comunicazione tra autorità procedenti", perché occorre migliorare gli strumenti di raccordo tra la autorità giudiziarie, ad esempio tra le aule dei tribunali per i minori e alle procure, e "monitoraggio del fenomeno", poiché "la verifica costante dello stato di attuazione della normativa è uno strumento indispensabile per migliorare la normativa vigente". 

La Commissione ha preso in esame 211 procedimenti penali su omicidi compiuti da uomini tra il 2017-2018, che hanno fatto 216 vittime donne. Solo il 15% delle donne poi uccise aveva in precedenza denunciato, nel 63% dei casi non avevano parlato con nessuno delle violenze subite. 

La ministra è a lavoro con altre cinque ministre a un pacchetto di nuove norme con interventi sul Codice Penale e di Procedura Penale "in stretta sinergia, in modo da aggredire da ogni angolatura questa piaga, dalla sicurezza alla prevenzione, al sostengo anche economico delle vittime". Ma ancora più importante secondo Cartabia è "rafforzare gli strumenti che ci permettono di prevenire. Dobbiamo fermare la violenza prima che sia troppo tardi ed è in questa direzione che si sta muovendo". Il pacchetto dovrebbe arrivare già la settimana prossima sul tavolo del Governo.

Ogni giorno, in Italia, ci sono 89 donne vittime di violenza di genere, 1 ogni dieci minuti nel mondo. E 109 quelle uccise dall'inizio dell'anno, l'8% in più rispetto all'anno scorso, 63 per mano del partner o dell'ex.  L'ultima è quella di Juana Cecilia Loayza, 34 anni, uccisa venerdì notte in un parco a Reggio Emilia, da un recidivo. "La gravità dei fatti - dice la ministra della Giustizia - chiamano le istituzioni a ripensare norme e procedure più adeguate": la violenza di genere non si corregge "solo a colpi di leggi", ma le leggi servono. 

In particolare in questa fase di prima elaborazione si lavora - dice la titolare della Giustizia - per rafforzare "la disciplina dell'ammonimento sulla falsa-riga di quello che avviene per lo stalking", riproducendolo per i delitti di percosse e lesioni nell'ambito della violenza domestica, "significa aumento di pena e procedibilità d'ufficio". Sono all'esame anche alcune misure per rendere più efficace l'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla vittima, "perché troppe volte la violazione di queste prescrizioni si rivela fatale per le vittime": si sta valutando ai accompagnare queste misure con il braccialetto elettronico, e nel caso di rifiuto, sarebbe possibile disporre misure cautelari più afflittive. Inoltre in caso di violazioni dei divieti, oltre all'arresto in flagranza si interverrà per consentire l'applicazione di misure cautelari coercitive per evitare che la persona arrestata sia rimessa in libertà in attesa di giudizio. 

Cartabia intervenendo ieri alla cerimonia per il decennale della Scuola superiore di magistratura di Scandicci a Firenze aveva detto "Troppe le donne uccise, troppe le richieste di aiuto non adeguatamente e tempestivamente raccolte. Una vergogna della nostra civiltà". "Ogni giorno - ha ricordato - leggiamo di donne vittima di violenza. Ogni giorno abbiamo conferma che i casi di femminicidio sono in costante crescita". 

Con la scuola, "abbiamo già avuto modo di dirci quando sia importante dedicare un adeguato spazio di formazione a questi drammatici problemi: rispetto alla violenza di genere occorre una formazione che attinga non solo al sapere giuridico, ma necessariamente ad altri saperi e coltivi una sensibilità umana, oltre che linguistica", ha concluso.
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