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POLITICA

Governo Conte II

La Casa Bianca: telefonata Conte-Trump su temi bilaterali

Il premier intanto lavora al discorso sulla fiducia lunedì alla Camera. Lo stesso giorno scenderanno in piazza a Roma FdI e Lega

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Il presidente Usa, Donald Trump, ha parlato giovedì per telefono con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per discutere questioni bilaterali. Lo ha reso noto la Casa Bianca, senza aggiungere dettagli.

È il primo contatto tra Trump e Conte dopo la nascita del governo giallo-rosso. Un portavoce del Dipartimento di Stato in una dichiarazione all'Ansa di mercoledì aveva salutato il Conte bis sottolineando che gli Stati Uniti hanno "fiducia nelle forti istituzioni democratiche dell'Italia" e sono pronti a proseguire "la stretta cooperazione con il nuovo governo".

Conte lavora a discorso fiducia
Intanto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è al lavoro a Palazzo Chigi sul testo delle dichiarazioni programmatiche con cui chiederà la fiducia al governo Conte II lunedì alla Camera. Nella sede dell'esecutivo, il premier ha incontrato oggi la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, e il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri.

I numeri in Parlamento
Il Conte-bis, M5s-Pd, dovrà affrontare subito la prova dei numeri: alla Camera e soprattutto al Senato, che rappresenta il primo scoglio prima della legge di bilancio, altro passaggio particolarmente delicato. A sostenere il governo ci sono i due principali azionisti Pd e M5s, a cui si è aggiunta anche Leu, che ha anche ottenuto il ministero della Salute per Roberto Speranza. Disponibili anche i Gruppi per le Autonomie che però possono valutare un'astensione per i problemi avuti "con i cinquestelle sull'autonomia". Un "no" era stato pronunciato da Emma Bonino, leader di +Europa, ma Bruno Tabacci, presidente di +Europa, si è detto favorevole, provocando una spaccatura. Alla Camera si vota la fiducia lunedì 9 settembre. La situazione è tranquilla: i soli gruppi di M5s, con 216 deputati, Pd con 111 e Leu con 14 deputati raggiungono 341 voti, ben di più dei necessari 315. Il 10 settembre, invece, la fiducia al Senato ha numeri più risicati. I Cinquestelle hanno 107 senatori e il Pd 51: i 'giallorossi' da soli si fermano a 158, tre in meno rispetto a quelli che servono per la maggioranza. Mancano dal calcolo i sei senatori a vita, il gruppo Misto - Leu e la pattuglia degli ex Cinquestelle, Emma Bonino e i due rappresentanti del Maie - e di quelli delle Autonomie. Alcuni, come il dissidente M5s Gianluigi Paragone e il senatore del Pd Matteo Richetti, hanno annunciato che voteranno contro.

Di Maio: tanto da fare, pronti per taglio parlamentari
"C'è tanto lavoro da fare e non abbiamo tempo da perdere. Anche per questo motivo oggi ho incontrato i ministri M5s alla Farnesina. Ho visto persone motivate, pronte a dare il massimo per gli italiani. Con loro abbiamo fatto il punto su tutti i provvedimenti da portare avanti. Questo governo è nato per dare risposte immediate agli italiani. Intanto abbiamo il taglio dei parlamentari da concretizzare. Siamo pronti all'ultimo voto". Lo scrive in un post su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

FdI e Lega in piazza lunedì contro il governo
E nel giorno della fiducia scenderanno in piazza a Roma Fratelli d'Italia e la Lega contro il Governo. 

Quella di lunedì prossimo in piazza Montecitorio "è una manifestazione che noi abbiamo convocato perché potessero partecipare tutti gli italiani che pensano che quello che sta accadendo sia una schifezza. L'abbiamo convocata con bandiere tricolori e senza bandiere di partito, lo abbiamo fatto perché riteniamo che ci siano - trasversalmente - tanti italiani che la pensano come noi". Lo ha detto la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

"Lunedì sarò in piazza Montecitorio e sabato 19 ottobre chiamiamo a Roma tanti italiani che sono disgustati, inorriditi di fronte al mercato vergognoso di queste settimane". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, confermando che nel giorno della fiducia al neo governo M5s-Pd-Leu sarà in piazza Montecitorio alla manifestazione lanciata da Giorgia Meloni. "Una manifestazione pacifica - ha aggiunto - espressione di democrazia".
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