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POLITICA

Emergenza migranti

Caso Aquarius. Merkel: sosteniamo Italia. Kurz: asse Italia-Austria-Germania contro illegali

Rutte: crisi oggi più insidiosa di quella sui rifugiati del 2015-2016. Timmermans: crisi ha portato Ue su orlo del baratro 

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La decisione del ministro dell'Interno italiano, nonchè vicepremier, Matteo Salvini, di chiudere i porti italiani alla nave Aquarius e di seguire la linea dura in materia di soccorso e ricollocazione dei migranti, sta creando un vero e proprio terremoto a livello europeo, tanto che oggi pomeriggio si riunisce il Parlamento a Strasburgo, proprio per discutere degli ultimi sviluppi. 

Merkel: sosteniamo Roma, non può essere sola
"L'Italia per la sua posizione geografica è particolarmente esposta a un numero grande di profughi e di migranti. Noi siamo dell'idea che nessun Paese dovrebbe esser lasciato solo con questo compito. Per questo sosteniamo l'Italia, e la riteniamo un importante partner nella ricerca di una soluzione europea". Lo ha detto il Portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sulla cooperazione lanciata da Sebastian Kurz, stamattina nella Capitale tedesca, fra Vienna, Roma e Berlino. 

Kurz: asse Italia-Austria-Germania contro illegali
I ministri dell'Interno  di Berlino, Vienna e Roma, sono pronti a formare "un'asse" contro l'immigrazione irregolare. Lo ha detto il premier austriaco, Sebastian Kurz, nella conferenza stampa dopo l'incontro a Berlino con il ministro dell'Interno tedesco, della Csu bavarese, Horst Lorenz Seehofer.

L'Austria sta lavorando con alcuni stati dell'Unione per creare dei centri di accoglienza per migranti al di fuori dell'Europa per "ospitarli e fornire loro protezione ma non una vita migliore" ha dichiarato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz alla televisione pubblica Orf. Il conservatore, che governa con l'estrema destra, non ha specificato a chi saranno destinati i centri, ma la scorsa settimana il suo omologo danese Lars Lokke Rasmusen ha rivelato che sta discutendo con alcuni paesi, tra cui l'Austria, la creazione di "centri comuni" per i profughi che non possono chiedere asilo in Ue o che sono stati respinti. 

"Questo è un progetto a cui sta lavorando un piccolo numero di stati in un modo molto confidenziale per aumentarne la fattibilità", ha aggiunto Kurz. Tra i paesi che potrebbero ospitare questi centri, la stampa austriaca nei giorni scorsi ha avanzato il nome dell'Albania. "Vedremo", ha risposto il Cancelliere. La coalizione al potere in Austria dalla fine del 2017 ha fatto dell'attuazione di una politica migratoria restrittiva una delle sue priorità. Il governo vuole rendere l'Austria meno attraente per i richiedenti asilo e aumentare il numero dei rimpatri, un obiettivo ostacolato dalla mancanza di accordi di riammissione con molti paesi.

Rutte: crisi oggi più insidiosa di quella sui rifugiati del 2015-2016
L'attuale crisi legata ai migranti è "più insidiosa" di quella sui rifugiati del 2015-2016, quando piu' di un milione di persone arrivò nell'Unione Europea attraverso la rotta dei Balcani e del Mediterraneo centrale. Lo dice il primo ministro olandese, Mark Rutte. Durante la presidenza olandese dell'Ue nel 2016 "abbiamo affrontato la crisi dei rifugiati in tempi record con un grande sforzo concertato", ha ricordato Rutte in un discorso all'Europarlamento sul futuro dell'Europa. Secondo il premier olandese, ora occorre "dimostrare di nuovo, in questa crisi più insidioso, che l'Europa può assumersi assumersi le sue responsabilità".  

Timmermans: crisi ha portato Ue su orlo del baratro
La crisi migratoria negli ultimi anni ha portato l'Unione Europea "sull'orlo del baratro". Lo dice il vice-presidente della Commissione europea, Frans Timmermans, lanciando un appello ai capi di Stato e di governo per trovare un accordo sulla riforma di Dublino e un approccio comprensivo alla questione. "Se guardo agli ultimi due anni, qual e' la cosa che ha portato l'Unione Europea sull'orlo del baratro? E' la questione dell'immigrazione", ha detto Timmermans, in un dibattito all'Europarlamento sul futuro dell'Europa. L'Ue deve "convincere i nostri cittadini che abbiamo una risposta su questo", ha spiegato il vice-presidente della Commissione. "Non si può lasciare solo un paese", ma serve "un approccio comprensivo". 
 
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