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EUROPA

Carabinieri: "Piano ricerche spostato, attività mai interrotta"

Caso Saman, Cartabia firma domanda estradizione genitori indagati per omicidio

Lo zio Danish Hasnain (ritenuto dagli inquirenti l'esecutore materiale dell'omicidio di Saman) fermato ieri in un appartamento di Garges les Gonesse, nella periferia di Parigi dopo mesi di latitanza, al momento non ha rilasciato alcuna dichiarazione

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La Ministra della Giustizia, Marta Cartabia - ricevuta dagli uffici la traduzione di tutti gli atti della pratica - ha firmato e trasmesso al Pakistan le due domande di estradizione per i genitori di Saman Abbas, indagati per l'omicidio della figlia e ricercati da Interpol a livello internazionale. 

Il 6 luglio scorso, infatti, il dicastero di via Arenula aveva disposto l'inserimento dei nomi del padre e della madre di  Saman Abbas nella banca dati Interpol, cosa che equivale a una richiesta di arresto provvisorio, ovunque siano localizzati, e annunciato che sarebbe stata chiesta l'estradizione dei genitori della ragazza, la 18enne pachistana scomparsa nel nulla il primo maggio scorso nel Reggiano. Il padre e la madre della giovane risultano tuttora ricercati: le ultime loro tracce emergono dai frame estratti dal video in cui i due - Shabbar Abbas e la moglie Nazia Shaheen - sono ripresi all'aeroporto di Malpensa poco prima di imbarcarsi, il primo maggio, per il Pakistan.

Lo zio Danish Hasnain (ritenuto dagli inquirenti l'esecutore materiale dell'omicidio di Saman) fermato ieri in un appartamento di Garges les Gonesse, nella periferia di Parigi dopo mesi di latitanza, al momento non ha rilasciato alcuna dichiarazione. I militari di Reggio Emilia intanto hanno fatto sapere che il piano delle ricerche della giovane è stato spostato, ribadendo però che l'attività non si è mai interrotta. Come confermato dai carabinieri, la Francia sarebbe stata collaborativa e solerte nel seguire il caso (visto anche che gli accertamenti nei confronti dello zio non si sarebbero mai interrotti dal momento del fermo del cugino della 18enne, individuato mentre cercava di raggiungere la Spagna in autobus). Secondo quanto risulta ai militari, che non possono escludere che in Francia si trovi anche l'altro cugino della giovane (Ikram Ijaz, è infatti l'unico, tra i cinque indagati, a essere detenuto nel carcere di Reggio Emilia), al momento del fermo non sono state ritrovate armi. Da oggi del caso si occupa la Corte d'Appello: la riconsegna all'Italia in caso di mandato d'arresto europeo avviene tra i 5 e i 10 giorni, se non ci sono inghippi.

Il principale accusatore di Danish Hasnain  è il fratello di Saman che ha dichiarato "secondo me l'ha uccisa strangolandola, anche perché quando è venuto a casa non aveva nulla in mano". In una chat a una persona a lui vicina, lo zio aveva inoltre scritto: "Abbiamo fatto un lavoro fatto bene".  Lui e i due cugini sono pure in un video che li ritrae il 29 aprile, vicino casa, con pala e piede di porco: secondo gli investigatori stavano andando a cavare la buca per seppellire la diciottenne. Il pomeriggio dopo lo stesso Hasnain, ha raccontato sempre il fratello di Saman, avrebbe partecipato a una riunione, a casa Abbas, dove si parlò di come far sparire il cadavere, facendolo a pezzi. Dopo la sparizione della giovane, le forze dell'ordine, supportate da strumentazioni di precisione e coadiuvate anche da unità cinofile e gruppi di volontari venuti da altri Paesi, avevano cercato incessantemente il suo corpo nelle serre vicine alla sua abitazione, attaccata all'azienda agricola Le Valli (dove il padre lavorava da tempo). Ma tra i campi assolati di Novellara, di Saman non è stato trovato nulla. Nemmeno una traccia.
 
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