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ITALIA

Maltempo

"Christian" resta in Italia tutta la settimana: danni in Liguria e Piemonte, tornado a Catania

Pioggia e grandine con danni e feriti nella città siciliana

Ieri pioggia record nel savonese
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La perturbazione d'autunno "Christian" continuerà ad abbattersi per tutta la settimana su molte Regioni italiane, secondo gli esperti, dopo la prima di ieri che ha provocato numerose esondazioni di fiumi e torrenti tra Liguria e Piemonte, "un pericoloso vortice ciclonico" si formerà a partire dal Nord e arriverà fino al Sud dello stivale.

E già un forte tornado seguito da pioggia e grandine, si è abbattuto nel pomeriggio sul centro storico di Catania, causando seri danni anche nelle abitazioni e negli esercizi commerciali. Segnalata la presenza di feriti. Lo scrive in un post su Facebook il Comune di Catania precisando che diversi alberi sono stati sradicati: caduti anche dei lampioni. Circonvallazione in tilt per diversi alberi caduti sul selciato. Il fenomeno atmosferico, seppure in attenuazione, è ancora in corso. Allertati il 118, vigili del fuoco e protezione civile comunale e regionale per gli interventi di soccorso: vista la situazione critica, si raccomanda ai cittadini di prestare la massima attenzione e di non uscire di casa se non per motivi d’urgenza.

Intanto si contano i danni in Liguria e Piemonte, ieri al centro della prima perturbazione che si è estesa da nord a sud della Penisola provocando allagamenti, frane e smottamenti. In Piemonte 138 le segnalazioni, giunte da 107 Comuni alle sala operativa della Protezione civile regionale. 100 i volontari del coordinamento regionale mobilitati, aperti 105 Coc (Centro operativi comunali). Nel frattempo Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) comunica che il fiume Bormida ad Alessandria e il Tanaro a Montecastello sono scesi sotto il livello di guardia. 

A Verbano Cusio Ossola piove ininterrottamente da 72 ore, alcuni corsi d'acqua sono cresciuti, ma non hanno raggiunto il livello di guardia e la notte è passata bene, dice la Protezione Civile.

Il livello del fiume Po si è alzato di quasi 3 metri nelle ultime 24 ore sotto la spinta della nuova ondata di maltempo che con precipitazioni intense ha colpito la Penisola. Il dato emerge dal monitoraggio del livello idrometrico effettuato dalla Coldiretti al Ponte della Becca.

Migliora la situazione anche in Liguria dove si sono verificati "rovesci sparsi, deboli localmente moderati (cumulata oraria massima 21 millimetri a Cuccarello, nel comune di Sesta Godano-La Spezia)". L'allerta meteo aperta ieri, si chiuderà alle 10 e riguarderà tutto il territorio. Dalla serata di ieri - dice l'Arpa - i livelli dei corsi d'acqua del Centro Ponente maggiormente interessati dalle precipitazioni (i torrenti Bormida di Spigno, Erro, Orba, Stura, Letimbro che ieri sono esondati), sono rientrati al di sotto delle soglie di esondazione e di guardia e adesso i livelli sono in lenta discesa, calo che proseguirà nel corso delle prossime ore. Arpal non esclude comunque fenomeni d'instabilità in "coda" alla perturbazione nelle prossime ore. I venti sono ancora forti con raffiche anche superiori ai 100 km/h (115.6 km/h a Casoni di Suvero, nello spezzino, 100.1 km/h a Fontana Fresca, Sori). 

Fino a mercoledì sarà soprattutto il Centro-Nord a essere colpito da precipitazioni a tratti abbondanti, soprattutto sui settori alpini, prealpini e appenninici. Da giovedì l'ingresso di venti freddi di Bora, Grecale e poi Tramontana innescherà la formazione di un ciclone mediterraneo che dal Nordest si sposterà verso Sud passando per il Mar Tirreno.

Sotto nubifragi e rischio alluvionale si troveranno inizialmente il basso Veneto e l'Emilia Romagna, poi le regioni adriatiche centro-meridionali dall'Abruzzo alla Puglia e la Campania. Con l'arrivo dei venti settentrionali le temperature crolleranno bruscamente su tutte le regioni, anche di 10 C nei valori notturni che, quanto meno al Nord, andranno facilmente sotto gli 8 gradi.

Infine, nel weekend giungerà un nuovo vortice con altro maltempo e venti forti anche al Sud.

A  Varese è già temporaneamente chiuso il tratto lungo la strada statale 344dir "Porto Ceresio - Luino", in entrambe le direzioni, a causa di una frana. Le deviazioni avvengono in loco. Sul posto sono presenti il personale di Anas, i vigili del Fuoco e le forze dell'ordine per consentire le operazioni di ripristino e della normale transitabilità appena possibile. 

Roma un centinaio gli interventi della polizia locale sul territorio capitolino a causa della forte pioggia caduta nella notte. Disagi su ruota e sui binari ferroviari a causa di un forte temporale notturno che ha provocato allagamenti e caduta rami e alberi. Ferrovie fa sapere che "Il traffico ferroviario sulle linee Roma-Napoli via Formia e Roma-Nettuno è sospeso fino a nuovo avviso per danni dovuti al maltempo nella stazione di Torricola". Nonostante il servizio di autobus sostitutivi, sono forti disagi anche su ruote a causa del traffico intenso, con pesanti rallentamenti sulla Pontina in direzione Roma.  Ancora in corso l'intervento dei caschi bianchi su tutto il territorio capitolino.

Tempeste che fanno salire il conto dei danni in un 2021 segnato fino ad ora a +31% eventi estremi tra nubifragi, grandinate, tempeste di vento che hanno colpito le città e le campagne, secondo l'analisi della Coldiretti su dati Eswd. La perturbazione si abbatte su un territorio duramente provato dalla siccità con i terreni che non riescono ad assorbire l'acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento aggravando il dissesto idrogeologico. 

Un pericolo concreto su un territorio in cui a causa della cementificazione e dall'abbandono - precisa la Coldiretti - sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che hanno parte del proprio territorio a rischio frane e/o alluvioni ma la percentuale sale al 100% per la Liguria. 

Siamo di fronte - dice Coldiretti - alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l'eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma con le coltivazioni nei campi compromesse per oltre 14 miliardi di euro in un decennio.
 
"Sono 25 anni che in Italia non si investe significativamente nella difesa del suolo, nonostante i fenomeni di dissesto interessino oltre il 90% dei comuni e circa 3 milioni di persone vivano in aree ad alta vulnerabilità; il rischio è accentuato dalla estremizzazione degli eventi atmosferici, che rende inadeguata la rete idraulica del Paese", dice Francesco Vincenzi, presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi) di fronte "alle allarmanti conseguenze, che stanno accompagnando "Christian", la prima ondata di maltempo" di autunno. 
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