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ECONOMIA

Wall Street Journal

5G, Cina pronta a sanzioni verso le aziende tech europee

Se l'Ue dovesse escludere Huawei dall'implementazione del 5G, cedendo alle pressioni Usa, Pechino sarebbe pronta ad applicare sanzioni e restrizioni contro Ericsson e Nokia

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Un nuovo capitolo nella guerra commerciale tra Washington e Pechino potrebbe avere ricadute in Europa. La Cina starebbe prendendo in considerazione l'imposizione di restrizioni commerciali alle attività delle aziende europee Ericsson e Nokia nel Paese.

Le restrizioni scatterebbero se l'Unione Europea dovesse vietare a Huawei di partecipare alla realizzazione delle reti 5G nei Paesi membri, come desidererebbe l'amministrazione Trump. Lo riferisce il Wall Street Journal, sottolineando che il ministero del Commercio cinese starebbe anche valutando di aggiungere controlli per vietare l'esportazione di apparecchiature Ericsson e Nokia prodotte in Cina verso Paesi terzi. Una fonte ha detto al WSJ che le sanzioni scatterebbero soltanto nel peggiore dei casi, vale a dire a seguito di eventuali restrizioni alla partecipazione cinese alle infrastrutture 5G in costruzione.

Il rischio di un 'effetto Londra'
Nei giorni scorsi  la Cina aveva duramente condannato la decisione del Regno Unito di escludere Huawei di partecipare all'implementazione infrastrutture di rete 5G nel proprio territorio, rivedendo i piani già stabiliti, e il rappresentante del Ministero del Commercio, Gao Feng, aveva dichiarato che Pechino avrebbe adottato le "misure necessarie" per proteggere le loro aziende.

Nokia ed Ericsson hanno vinto gare d'appalto per piccole quote di offerte singole 5G dai tre operatori di telefonia mobile del Paese. Entrambe le aziende europee producono alcune attrezzature in Cina, e le fonti del WSJ sostengono che potrebbero aggirare i controlli alle esportazioni spostando la produzione altrove.

Johnson chiama Tokyo
Intanto, il governo britannico invita il Giappone a valutare la propria partecipazione alla costruzione e gestione della rete 5G in Gran Bretagna, dopo lo stop imposto alla cinese Huawei Technologies.
Funzionari britannici hanno incontrato a Tokyo i rappresentanti di Nec Corporation e Fujitsu Ltd - indicati come potenziali fornitori dal ministro per il digitale britannico Oliver Dowden, insieme agli operatori da Finlandia, Svezia e Corea del Sud. L'obiettivo del governo Johnson sarebbe quello di svincolarsi dalla scelta obbligata Usa-Cina e allo stesso tempo favorire la competizione per aumentare la concorrenza e ridurre i costi del servizio.
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