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SPETTACOLO

Festival di Berlino

Orso d'Oro al romeno "Bad luck, banging or loony porn": satira dei video intimi sul web

I trofei verranno assegnati a giugno, nel corso di una cerimonia in cui i premiati potranno esserci di persona

Il regista Radu Jude
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Il film romeno "Bad luck, banging or loony porn", una satira sulla doppia morale in tempi di video intimi che diventano virali a insaputa degli interessati, si è aggiudicato l'Orso d'oro alla settantunesima edizione, solo virtuale, del Festival del cinema di Berlino.

La pellicola di Radu Jude ha al centro una maestra di Bucarest che subisce le conseguenze della pubblicazione online, suo malgrado, di un video dove fa sesso. La Romania conquista così di nuovo il trofeo più prestigioso della Berlinale dopo averlo portato a casa nel 2018 con 'Touch me not' di Adinia Pintilie, presente tra i giurati di questa edizione.

I trofei verranno assegnati a giugno in una cerimonia dove i premiati ci saranno in persona. Il Premio Speciale della Giuria è andato a "Wheel of Fortune and Fantasy" del giapponese Ryusuke Hamaguchi.

Secondo Orso d'argento in tre anni per il messicano Alonso Ruizpalacios, in corsa con il documentario "Una película de policías", premiato per il miglior contributo artistico, che va a "l'uso magistrale del montaggio", con Yibran Asuad. L'Orso d'argento per la migliore sceneggiatura vai invece al sudcoreano Hong Sang-soo, il cui "Introduction" era partito come favorito. 

I padroni di casa tedeschi, con quattro pellicole in concorso su quindici, portano a casa l'Orso d'argento per la migliore attrice a Maren Eggert in "I'm your Man" di Maria Schrader e l'Orso d'argento della giuria per il documentario "Herr Bachmann und seine Klasse", dedicato a un anziano maestro alle prese con alunni immigrati, di Maria Speth.

A bocca asciutta i cineasti francesi, presenti con Céline Sciamma ("Petite Maman") e Xavier Beauvois ("Albatros") in un'edizione che ha visto in grande spolvero il cinema dell'Europa dell'Est.

Altri due Orsi d'argento sono infatti andati alla rappresentanza ungherese: Dénes Nagy per la miglior regia con "Natural Light", e Lilla Kizlinger come migliore attrice non protagonista per "Forest" di Bence Fliegauf. 
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