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SPORT

Riforma Spadafora

Coni, Malagò: senza riforma dello sport ci sarà l'intervento del Cio

Se dovesse cadere la legge delega sulla riforma dello sport, le sanzioni per l'Italia saranno sicure e immediate, ammonisce il presidente del Comitato olimpico nazionale

Il presidente del Coni (archivio)
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Se non sarà approvata la riforma dello sport ,"le conseguenze a livello internazionale sono sicure e immediate. Non c'è alcuna possibilità che il Comitato olimpico internazionale non intervenga. Stiamo scherzando col fuoco: siamo arrivati al limite, anzi il Cio ci ha anche aspettato troppo".

Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, al termine della Giunta, che aggiunge: "Per altro l'Italia non sarebbe la prima e neppure l'ultima: molti Paesi, malgrado le ammonizioni del Cio, non hanno voluto applicare i dettami della Carta Olimpica e sono stati sanzionati".

Per l'Italia sarebbe un motivo di dolore, una grande sconfitta, sottolinea il presidente del Coni. A quali sanzioni si riferisce? "Dovete chiedere ai vertici del Cio, ma la Carta è chiara. Il mio auspicio è che tutto possa risolversi con un testo soddisfacente per tutte le parti".

Malagò ha poi precisato che il Dipartimento voluto e creato dal ministro Spadafora "non è assolutamente un problema per il Cio, anzi è quello che avviene in moltissimi Paesi. L'anomalia è dettata dalla Sport e Salute: una situazione del genere non esiste in nessuna parte del mondo".

La riforma attesa da più di un anno e mezzo
"Nessuno poteva immaginare di trovarsi in questo contesto", ha detto il presidente del Coni in conferenza stampa. Per ciò che riguarda il Coni, lo dico con serenità e fermezza, noi è esattamente dalla fine del 2018 che stiamo aspettando i decreti di quella che era una legge e non una riforma, qualcosa di calato che non aveva gli aspetti pratici. Sono passati ad oggi un anno e 8 mesi, ed è incredibile che siamo ancora in questa situazione".

"Sarebbe una sconfitta assoluta per il Paese e una perdita di credibilità clamorosa proprio dopo aver avuto fiducia con l'organizzazione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Non stiamo bluffando, stiamo letteralmente scherzando col fuoco. E siamo arrivati", ha concluso Malagò.

Rinvio a settembre
La riforma dello sport slitta con ogni probabilità a settembre. Sullo sfondo lo scontro interno al M5S: la lettera inviata martedì dal direttivo in cui si chiede al ministro dello sport Spadafora di fermarsi ha avuto come conseguenza un irrigidimento delle posizioni: anche nel comunicato diramato dai componenti della commissioni Cultura, Istruzione e Sport di palazzo Madama si difende il ministro ma lo si invita a conservare l'impianto del provvedimento adottato durante il precedente governo giallo-verde, in cui veniva ridimensionato il ruolo del Coni, con il 'no' al terzo mandato a Malagò e più potere alla struttura 'Sport e Salute'.  
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