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ECONOMIA

Il presidente del Consiglio

Rapporto Svimez. Conte: al Sud vera emergenza sociale

La crisi esplosa con la pandemia - ha detto il premier commentando i dati del rapporto Svimez di oggi  - si è abbattuta più fortemente sul Sud perché nel Meridione "ha incrociato criticità strutturali"

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L'emergenza Covid ha portato "una crisi inaspettata, uno choc che riguarda non la sola Italia ma l'intera Europa e non solo. Si è creato un grande solco nel nostro territorio, un dualismo che fatichiamo a superare. Questa crisi ha colpito tutti, ma non ha colpito tutti allo stesso modo. Sta generando nuove diseguaglianze, sta accrescendo alcune diseguaglianze strutturali. La crisi si è estesa al Mezzogiorno con più drammaticità traducendosi in vera emergenza sociale", perché nel Meridione "ha incrociato criticità strutturali".

Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenendo in videocollegamento, alla presentazione del Rapporto Svimez 2020 "L'economia e la società del Mezzogiorno". 

Il premier ha poi reso noto che "proprio in questi giorni stiamo definendo l'accordo con ArcelorMittal per completare il progetto di investimento all'insegna di un partenariato pubblico-privato per l'Ex Ilva di Taranto". "Sappiamo - ha sottolineato Conte - come quella comunità stia soffrendo. Insieme al ministro Provenzano stiamo offrendo un piano articolato per rilanciare il cantiere Taranto e, tra le varie iniziative varate nel segno di una transizione energetica, della mobilità, trasporto pubblico locale, ecologia, rispetto dell'ambiente, riqualificazione e riforestazione della città, riqualificazione del centro storico e del'arsenale, ci sarà un rilancio dell'Ex Ilva in direzione spiccata della transizione energetica. Ci vogliamo caratterizzare anche in questo: il progetto messo a punto con ArcelorMittal va proprio in questa direzione", ha rimarcato Conte.

E ancora illustrando parte delle risorse impiegate del Recovery plan italiano ha detto che "dal punto di vista industriale, a Napoli ci sarà un polo Agritech per lo sviluppo di tecnologie nel settore agroalimentare". 

"Per essere forte e resiliente un Paese deve essere unito. Serve crescere insieme, colmare le carenze strutturali, valorizzare le diversità e che tutti abbiano la medesima possibilità di crescita nella propria terra". "Se ci fossero possibilità molti giovani rimarrebbero nella loro terra - aggiunge - non solo per lo smart working ma per la possibilità di poter scegliere dove vivere con pari dignità e salario", conclude. 

Il premier ha concluso il suo intervento assicurando che "non ci sarà tregua finché il paese sarà diviso", occorre esca "unito dalla pandemia affinché ne esca più forte", con la capacità di "colmare carenze strutturali".
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