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Coronavirus

Longo: atto d'amore verso la Calabria

Calabria, Conte: Longo nuovo commissario, sempre a difesa legalità

Cdm nomina prefetto Longo commissario sanità Calabria su proposta di Gualtieri e di concerto con Speranza

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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze Roberto Gualtieri, di concerto con il Ministro della salute Roberto Speranza, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto-legge l° ottobre 2007, n. 159, ha deliberato la nomina del prefetto Guido Nicolò Longo a commissario ad acta per l'attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria. La riunione, iniziata alle 18.10, si è conclusa alle 18.25

Longo: atto d'amore verso la Calabria
"Ho accettato di fare il Commissario per la Sanità come atto d'amore verso la Calabria, che é la regione in cui mi sono formato professionalmente come funzionario di polizia. Il mio è anche un dovere istituzionale verso il Governo, che mi ha scelto e che ringrazio". Lo ha detto all'Ansa Guido Longo, nominato stasera dal Consiglio dei ministri Commissario per il piano di rientro dal deficit della sanità calabrese.

Conte: Longo sempre a difesa legalità
"Il nuovo commissario per la sanità calabrese è il prefetto Guido Longo. Un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità".Così su Twitter il premier Giuseppe Conte.

 
Spirlì: a Longo la nostra massima collaborazione
"Fermo restando che lo strumento del commissariamento resta per noi una offesa alla capacità istituzionale dei calabresi, prendiamo atto della scelta del Governo, a cui abbiamo dato un collaborativo parere positivo, e ci mettiamo subito al lavoro al fine di garantire al nuovo commissario ad acta, il prefetto Guido Longo, la massima collaborazione in un momento di evidente grave emergenza sanitaria, e non solo a causa degli assalti del Covid-19". Lo afferma il presidente facente funzioni della Giunta regionale della Calabria, Nino Spirlì. "Il neo commissario - continua il presidente - dovrà risolvere l'annoso patimento dei calabresi che si ammalano di tumore, a causa del quale indossano gli scomodi panni di viaggiatori disperati. Dei cardiopatici e dei diabetici. Di chi soffre di malattie genetiche. Dei giovani e meno giovani affetti da disturbi della psiche e del corpo. Si dovrà occupare delle macerie di ospedali costruiti e mai battezzati, di ospedali arrivati ormai all'agonia architettonica e strumentale, di ospedali semivuoti e semipieni orfani di personale di ogni ordine e grado. Si dovrà occupare di una medicina di territorio mai nata o nata male, abbandonata a se stessa, senza alcuna attenzione del Palazzo, quando, addirittura, non offesa da silenzi burocratici annichilenti. Si dovrà occupare dell'arrogante arroccamento di responsabili irresponsabili, sordi agli squilli di telefono, ai tocchi sulla porta, alle richieste verbali o affidate alla penna vera e virtuale. Si dovrà occupare di rendere umano ciò che umano, fino a oggi, nell'universo sconquassato della sanità calabrese, non è stato". 


 
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