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Coronavirus

La pandemia

Covid-19, Biden accelera sui vaccini. Nel mondo 2 milioni e 800 mila morti da inizio pandemia

Il presidente Usa anticipa la scadenza di due settimane: il 19 aprile tutti gli americani vaccinabili

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Almeno 530 nuovi decessi per coronavirus e 76.594 nuovi contagi sono stati segnalati negli Stati Uniti nella giornata di ieri, stando all'autorevole database del New York Times.

Nell'ultima settimana, si sono verificati in media 64.851 casi al giorno, con un aumento del 20% rispetto alla media di due settimane prima. A livello di singoli paesi, gli Stati Uniti restano di gran lunga la nazione più colpita al mondo e hanno ormai oltrepassato la soglia dei 550mila morti (555.597) su oltre 30 milioni di contagi (30.784.405).

Le segnalazioni di nuovi casi sono aumentate, soprattutto a causa della propagazione dei ceppi mutati del virus, anche se il ritmo delle vaccinazioni è stato fortemente incrementato, con più di tre milioni di somministrazioni al giorno. Quasi un terzo di tutte le persone negli Stati Uniti ha assunto almeno una dose. Secondo gli ultimi dati disponibili, negli States da dicembre sono stati iniettati 165.053.746 vaccini. Della popolazione totale, 106.214.924 persone (32%) hanno ricevuto almeno una dose del vaccino, mentre 61.416.536 (18,5%) hanno completato il processo di vaccinazione, secondo i dati pubblicati dal Cdc. In particolare, è stato battuto un nuovo record quotidiano venerdì scorso con la vaccinazione di più di 4 milioni di persone.

Biden accelera: tutti gli americani vaccinabili entro il 19 aprile
Joe Biden rivede la tabella di marcia per le vaccinazioni e si appresta ad annunciare che tutti gli americani saranno dichiarati vaccinabili entro il 19 aprile, ovvero due settimane prima della precedente scadenza del 1 maggio. Lo riportano i media americani citando fonti dell'amministrazione.

Brasile, dati finalmente in calo
Nella giornata di ieri, il Brasile ha registrato altri 1.319 decessi e 28.645 contagi da Covid. Con questi numeri, il Paese ha raggiunto i 13.013.601 contagi confermati e le 332.752 vittime dall'inizio della pandemia. I numeri risultano in calo rispetto agli ultimi due lunedì nei quali si erano registrati 1.383 e 1.660 decessi. Tali dati comunque devono essere considerati con prudenza in quanto nei periodi festivi si verificano spesso dei ritardi nelle comunicazioni da parte delle amministrazioni sanitarie. Le medie degli ultimi sette giorni di decessi e infezioni sono comunque diminuite, raggiungendo rispettivamente 2.698 e 62.855. Lo stato di San Paolo continua a rappresentare la maggior parte delle contaminazioni (2.532.047) e delle vittime totali (77.165). relativamente alla mortalità, al secondo posto si trova lo stato di Rio de Janeiro (37.693), seguito da Minas Gerais (25.713), Rio Grande do Sul (20.600) e Paraná (17.405).Sul fronte delle infezioni, compaiono in sequenza Minas Gerais (1.159.039), Rio Grande do Sul (860.924) e Paraná (860.424). Tuttavia, lo stato di Rio de Janeiro è quello con il più alto tasso di mortalità, con il 5,7%, seguito da Pernambuco (3,5%), Amazonas (3,4%) e San Paolo (3%). La media nazionale, a sua volta, è passata dal 2,5% al 2,6%.

India, contagi in forte crescita
Dopo un lungo periodo di forte calo sia di contagi che di decessi da Covid, in India la malattia sembra ormai aver ripreso una curva decisamente ascendente con oltre 100mila contagi registrati lunedì, che rappresentano un picco decisamente preoccupante a cui ha fatto seguito il dato odierno, anch'esso estremamente pesante, 96.982 contagi, per un totale di 12.686.049 casi dalla comparsa del morbo, inclusi 165.547 decessi. Per far fronte alla nuova diffusione del virus, lo stato indiano del Maharashtra e la provincia di Delhi hanno chiesto al governo centrale di abbassare il limite di età di coloro che possono assumere il vaccino, finora somministrato a chi ha più di 45 anni. In particolare, la richiesta è quella di iniettare il vaccino anche alle fasce in età scolare, considerate quelle che maggiormente creano nuovi focolai.

I numeri della pandemia secondo l'Oms e Jojns Hopkins University
1.453.621 contagi e 21.897 morti. Questa l'incidenza della pandemia da Covid-19 a livello planetario nelle ultime 72 ore, dalle 6.30 di venerdì mattina alla stessa ora odierna stando all'autorevole database della Johns Hopkins University.

Complessivamente, dalla comparsa del morbo, la malattia ha causato nel mondo 131.715.671 infezioni, di cui almeno 2.860.092 rivelatesi letali.  Da parte sua, nelle 24 ore comprese tra le 18.30 di domenica e la stessa ora di ieri, l'Oms ha documentato 510.365 contagi e 10.173 decessi da Covid. Il Nord e il Sud America rappresentano circa il 34% del conteggio di queste nuove infezioni (177,098). Seguono l'Europa (169.858) e il Sudest asiatico (103.810).

A livello di singoli paesi, gli Stati Uniti restano di gran lunga la nazione più colpita al mondo e hanno ormai oltrepassato la soglia dei 550mila morti (555.597) su oltre 30 milioni di contagi (30.784.405).

Sul fronte delle infezioni la classifica (limitatamente alle 14 nazioni che hanno oltrepassato i due milioni di casi, nove delle quali sono ormai sopra i tre milioni) prosegue con il Brasile (13,01 milioni di casi) quindi con l'India (12,58), la Francia (4,89) che precede la Russia (4,58).  Al sesto posto figura la Gran Bretagna (4,37), quindi l'Italia (3,67), la Turchia (3,52), la Spagna (3,31). La drammatica lista continua con la Germania (2,90), la Colombia (2,45), la Polonia (2,44) l'Argentina (2,40), e il Messico (2,25).

Per quanto riguarda i dati relativi alla mortalità, al secondo posto alle spalle degli Usa si colloca sempre il Brasile con ben 332.752 (di cui 4.546 da venerdì a oggi). La tragica classifica prosegue con il Messico (204.399), quindi con l'India (165.101) mentre in quinta posizione figura la Gran Bretagna, (127.106) seguita dall'Italia (111.326) quindi la Russia che ha superato il 4 aprile i 100mila decessi totali (100.374, dato aggiornato a domenica), la Francia (97.005) e la Germania (77.136).

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