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Coronavirus

Stop prima sulle autostrade poi nella viabilità ordinaria

Coronavirus, benzinai annunciano lo sciopero da domani. Il garante: revocare subito l'astensione

I sindacati: "Da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio" 

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Dopo l'annuncio dei sindacati di categoria di uno sciopero dei lavoratori degli impianti di rifornimento carburante a partire da mercoledì notte, interviene la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali che invita le organizzazioni sindacali a revocare l'astensione dal lavoro. I sindacati avevano annunciato lo stop da domani sera sulla rete autostradale, e a seguire anche negli impianti sulla viabilità ordinaria.

Garante, revocare subito sciopero benzinai
La Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali invita i benzinai a revocare immediatamente lo sciopero.     Il Garante, riferisce una nota, "dopo aver appreso oggi, a mezzo stampa, di una chiusura degli impianti di distribuzione carburante a decorrere da domani, 25 marzo 2020, proclamata dalle segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc Anisa Confcommercio, invita le stesse organizzazioni sindacali a revocare immediatamente l'astensione, dandone tempestiva comunicazione anche alla Commissione".   
 "Resta fermo - prosegue la nota - che la Commissione accerterà, in seguito all'eventuale apertura del procedimento di valutazione, ogni altra violazione che dovesse emergere".     Il Garante ribadisce il "fermo invito a tutte le organizzazioni sindacali, fino al 30 marzo 2020, considerato lo stato di emergenza epidemiologica dichiarato sul territorio nazionale, dovuto al diffondersi del virus Covid-2019, a non effettuare scioperi che coinvolgano i servizi pubblici essenziali, dal momento che essi non farebbero altro che aggravare la condizione dei cittadini".  

Mit-Mise studiano misure con benzinai e concessionari 
A seguito dell'annuncio dei rappresentanti dei distributori di carburanti, relativo alla chiusura del rifornimento prima sulle autostrade e poi sulle strade, la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, e il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, stanno agevolando e promuovendo le intese tra i concessionari e i benzinai. Lo si legge in una nota. Nell'ambito del confronto con le associazioni di categoria e i concessionari autostradali, sono state considerate una serie di misure che rappresentano una prima risposta alle difficoltà manifestate. In particolare, i concessionari autostradali, su richiesta del MIT e del MISE, si sono detti disponibili ad applicare misure provvisorie di sostegno che includono la sospensione del corrispettivo contrattuale da parte dei gestori di carburante e la gestione della pulizia dei piazzali. Dal canto loro, i gestori potranno concordare con i concessionari autostradali periodi di apertura alternata, in funzione della dinamica del traffico. Dovranno essere, in ogni caso assicurati, i rifornimenti in modalità self-service. L'iniziativa è rivolta ad assicurare, anzitutto, la mobilità delle merci e del servizio di trasporto che rientra tra quelli di interesse pubblico essenziale ai sensi del Decreto legge n.18 del 17 marzo 2020.

I sindacati dei benzinai annunciano la serrata da domani
"Da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio. Di conseguenza gli impianti di rifornimento carburanti semplicemente cominceranno a chiudere: da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali; e, via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria". Lo annunciano i sindacati dei benzinai Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc/Anisa Confcommercio.
 
"C'è una categoria di persone, oltre 100.000 in tutta Italia, che, senza alcuna menzione, ha finora assicurato, senza alcun sostegno né di natura economica, né con attrezzatura sanitaria adeguata, il pubblico servizio essenziale di distribuzione di energia e carburanti per il trasporto di beni e persone" sottolineano i sindacati. "100.000 persone che hanno continuato a fare il loro lavoro (ridotto mediamente dell'85%) a rischio della propria incolumità e mettendo in pericolo la propria salute, presidiando fisicamente il territorio, rimanendo dove sono sempre state e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarle ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada".
 
 
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