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Coronavirus

Presenti i ministri Gualtieri, Speranza e Catalfo

Conte alle parti sociali: se riapriamo adesso rischiamo di vanificare i risultati

Confronto sul nuovo decreto del presidente del Consiglio. Si va verso una proroga di 14 giorni o fino al 3 maggio delle misure di distanziamento sociale per contenere l'epidemia. Barbagallo, Uil: per Conte non ci sono ancora condizioni per far ripartire le attività sospese

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Non siamo nelle condizioni, al momento, di riaprire le attività produttive perché rischieremmo di far risalire la curva dei contagi e di vanificare i risultati che abbiamo ottenuto con le misure messe in atto dal governo. E' quanto ha spiegato, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte nel corso della videoconferenza con parti sociali, Regioni, Anci e Upi sul prolungamento del lockdown.

Per le parti sociali erano presenti i segretari di Cgil, Cisl e Uil: Landini, Furlan, Barbagallo; Boccia (Confindustria); Casasco (Confapi); De Luise (Reteimprese); Lusetti e Gardini (Alleanza Cooperative); Agnelli (Confimi Imprese). Sul tavolo dell'incontro la "Fase 2" e il nuovo Dpcm che deve essere firmato dal presidente del Consiglio entro sabato prossimo. Si attende che il nuovo dpcm possa prorogare le misure di contenimento del coronavirus fino al 3 maggio. Si guarda anche alla programmazione della fase due. Confindustria è in pressing ma il ministro Boccia replica: "Prima la salute degli italiani". Intervistato dalla Bbc, Conte spiega che bisogna individuare alcuni settori che possano ricominciare la loro attività. Possibile qualche allentamento entro fine mese, se c'è l'ok degli scienziati.

"Il Presidente del Consiglio ci ha confermato che, ad oggi, non ci sono ancora le condizioni per far ripartire le attività sospese. Prima di tutto la salute dei lavoratori". Lo ha detto il leader della Uil Carmelo Barbagallo, al termine dell'incontro tra il premier Giuseppe Conte e le parti sociali sull'emergenza coronavirus. "Abbiamo convenuto stasera con il Governo che non ci sono ancora le condizioni per una ripresa delle attività produttive.Tutti vogliamo che si riapra nel massimo della sicurezza e con le necessarie garanzie per la salute in tutti i luoghi di lavoro.Oggi e’ questa la priorità". Lo scrive su Twitter la segretaria Cisl Annamaria Furlan dopo l'incontro con il premier Conte.

Nota congiunta Cgil-Cisl e Uil
"Cgil, Cisl e Uil, hanno oggi ribadito al presidente del Consiglio la necessità di mantenere al centro delle decisioni dell'esecutivo la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori, dei pensionati - alcuni dei quali vittime di fatti gravissimi avvenuti in alcune case di riposo e sui quali chiediamo alla magistratura di indagare - e di tutti i cittadini, obiettivo che deve diventare un requisito permanente dentro e fuori i luoghi di lavoro". È quanto si legge in una nota unitaria delle tre sigle sindacali. Le tre confederazioni, prosegue la nota, "hanno anche avanzato la richiesta di lavorare, dentro lo schema presentato dal Presidente Conte alle parti sociali, per attrezzare il Paese a riprendere in sicurezza le attività produttive. II governo ha ribadito la necessità di proseguire sulle misure restrittive in quanto siamo in presenza di segnali incoraggianti e di un'inversione di tendenza nei contagi. Il governo ha perciò comunicato la necessità di continuare, con qualche aggiustamento delle scelte sin qui compiute in riferimento alle sole attività essenziali e indispensabili, sulla strada intrapresa di contrasto al Covid-19. Questo significa che le misure restrittive devono proseguire". Cgil, Cisl e Uil "nel prendere atto di questo orientamento hanno sottolineato l'importanza di continuare a dare piena attuazione al protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro già sottoscritto e al contempo di dare uniformità, evitando le forzature che si sono registrate in alcuni territori, alle decisioni prefettizie in merito alle autocertificazioni delle imprese, coinvolgendo le organizzazioni sindacali più rappresentative. Le tre confederazioni hanno anche chiesto di individuare un percorso condiviso per l'uscita dalla crisi che metta in campo un'azione coordinata per approntare le necessarie modifiche organizzative e le strumentazioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, i presidi e la prevenzione sanitaria, le misure di carattere sociale ed economico per garantire una progressiva uscita dall'emergenza. A questo proposito il governo ha annunciato la costituzione di una cabina di regia con le parti sociali ed esperti che affiancherà il comitato tecnico-scientifico". Cgil, Cisl e Uil, conclude la nota, "restano ferme nel pretendere sicurezza e salvaguardia della salute, lavorando perché questo imperativo sia presente in tutte le future fasi di uscita dall'emergenza".
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