Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/coronavirus-la-parola-fituro-essenziale-per-i-ragazzi-c7283f6a-f94f-426e-a667-2c752ccb3b7c.html | rainews/live/ | true
Coronavirus

Che gioventù sarà?

La parola futuro nel vocabolario dei ragazzi

Intervista al professore Andrea Balbi, direttore del Dipartimento Salute Mentale Roma 3

Condividi
di Silvia Rocchi

  Un percorso tutto in salita quella dei giovani e delle nuove generazioni. È l’eredità del Covid19. Generazioni, si legge nel  report del Global Risks 2021 del World Economic Forum, che saranno  escluse dalle opportunità del prossimo decennio. Generazioni “orfane” della capacità di vivere le relazioni. “L’uomo, l’essere umano, è un animale sociale. Il problema – spiega il Professore Andrea Balbi Direttore del Dipartimento Salute Mentale Roma 3- si è amplificato per gli adolescenti, nei ragazzi. Nella fascia di età tra i 16 e 29 anni l’identità si costruisce in un gruppo. Il contatto attraverso il pc o i collegamenti come ci siamo abituati a dire a “distanza”, non rimanda il senso di identità. Quando si sta insieme o “in presenza” si percepisce in modo più completo il mondo delle emozioni e come affrontarle. Al contrario i rapporti a “distanza” possono portare a chiusure, a relazioni complicate”.

Il rapporto con i social sempre più presenti nelle nostre vite, quanto ci ha spersonalizzato?
“I social vanno bene se sono un’integrazione ai rapporti in “presenza”. Il rischio- sottolinea Andrea Balbi- è un distacco dal contatto reale. Avere contatti superficiali non vuol dire stare insieme”.

Il report del Global Risks 2021 del World Economic Forum mette in evidenza come per 15 anni è stato ignorato l'allarme sui rischi legati ad una qualsiasi pandemia che incide, meglio, sta incidendo su una crisi economica globale. Al disagio economico, scrive sulle pagine di Le Monde Léa Iribarminegaray, si aggiunge quello psicologico. Ansia e solitudine, si legge nell’articolo,  hanno già lasciato tracce nei ragazzi.

Professor Balbi, sarà dunque una gioventù disillusa?
“Il rischio c’è. I ragazzi hanno poca fiducia e poco rispetto nelle altre persone. A livello globale vediamo un crollo delle ideologie o peggio, degli ideali. Un crollo che ha portato al consumismo, a relazioni superficiali, alle battute, a contare sull’aspetto esteriore, ad accettare schemi che portano a non avere fiducia in se stessi e nelle proprie capacità”.
 
Il report del Wef avverte che il Covid 19 rischia di ampliare le disparità nell’uso delle tecnologie, nelle competenze digitali, e questo in futuro potrebbe "mettere in discussione la coesione sociale".

“Siamo di fronte a un mondo che cambia, ci saranno nuovi lavori, e il tramonto di altri. Qui il ruolo centrale è l’istruzione – sottolinea Andrea Balbi - non solo per dare nozioni ma di essere in grado di accompagnare i giovani a riprendere in mano le relazioni, le emozioni, spazzate via dal Covid. Abbiamo visto, purtroppo scene di violenza. È il sintomo del crollo nei ragazzi della socialità e dell’empatia. Stando a “distanza” si percepisce l’altro come se stessi. Come si legge nella poesia di John Donne “Per chì suona la campana” scrive “non chiedete mai per chi suona la campana, la campana suonerà anche per te”.

Lo Shock globale è legato a doppio nodo con la ricostruzione. Da dove si deve ripartire con i ragazzi?
“Dall’idea di un mondo sempre più verde, di una vita a contatto con la natura. Questo potrebbe farci sentire abitanti di un pianeta “comune”.

Professor Balbi la parola futuro resterà nel vocabolario?
“È essenziale che esista. Il mondo degli adulti deve chiedersi come può aiutare il mondo dei ragazzi, a vedere un futuro accessibile, non una ricerca di oggetti da ostentare impossibili per tantissimi e che porterebbe solo frustrazioni. I ragazzi devono avere un futuro semplice e più sensato”.

Condividi