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Coronavirus

Riapertura chiese, Sala: "Salvini cerca solo titoli giornali"

Coronavirus, Lombardia: Fontana, "Mascherine per tutti". Sala, "E' disorientante"

La Regione Lombardia mette l'obbligo delle mascherine, ma autorizza anche le sciarpe mentre il sindaco di Milano "non capisce, ma si adegua" e polemizza con la dichiarazione del leader della Lega che vorrebbe riaprire le chiese oggi

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"Ogniqualvolta ci si rechi fuori dall'abitazione, vanno adottare tutte le misure precauzionali consentite e adeguate a proteggere se stesso e gli altri dal contagio, utilizzando la mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca, contestualmente a una puntuale disinfezione  delle mani. In ogni attività sociale esterna deve comunque essere mantenuta la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro". E' quanto dispone l'ordinanza della Regione Lombardia sull'obbligo della mascherina.

Fontana precisa
"Non siamo così matti da prevedere un'ordinanza che non sia realizzabile", ha sottolineato Fontana, "lo sappiamo benissimo che le mascherine sono poche e che sono di difficile reperimento. Nell'ordinanza abbiamo detto che ogni volta che ci si reca fuori dall'abitazione si devono adottare tutte le misure precauzionali consentite e adeguate a proteggere se stessi e gli altri dal contagio, anche utilizzando la mascherina. O, in subordine, utilizzando qualunque altro indumento per coprire il naso e la bocca".

No scontri col governo
"Non voglio avere nessun tipo di scontro con il Governo, voglio cercare di avere il massimo rapporto di collaborazione".Ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, "ogni volta che c'è una polemica, io mi sento di offendere i miei cittadini, mi sento di perdere del tempo che vorrei dedicare a cose più utili e mi sento umiliato nei confronti dei lombardi che vorrebbero vedermi lavorare invece che essere costretto a rispondere a certe cose".

Servono tutte le armi
Con i dati sul contagio da coronavirus in Lombardia "siamo in pianura e bisogna stringere i bulloni per cominciare la discesa": "E' un'iniziativa che ho deciso di fare sia dopo aver letto cosa fanno in altri Paesi stranieri sia parlando con i nostri scienziati. Certo - ha aggiunto Fontana - le mascherine risolvono il problema al 100%, i foulard al 30-40%", ma "piuttosto che niente è meglio piuttosto".

Voglia di autonomia
Se la Lombardia avesse avuto l'Autonomia, e dunque anche la possibilità di assumere medici e infermieri all'emergenza coronavirus "ci saremmo presentati con un migliaia di medici in più e la cosa sarebbe stata molto utile". "Sarebbero stati molto utili. Il nostro personale - ha osservato - non si sarebbe trovato nella situazione in cui si è trovato", praticamente "distrutto". Secondo Fontana non ci sono alternative all'autonomia per avere una sanità migliore altrimenti si torna al "pantano centralistico di Roma".

Le mascherine lombarde
"Oggi la Protezione Civile inizierà a distribuire nelle varie città circa un milione di mascherine" prodotte da un'azienda lombarda, la Fippi, azienda di pannolini di Rho che si è riconvertita a produrre le mascherine e che ha appena avuto l'ok dell'Istituto Superiore di Sanità.

Servono investimenti
Sugli interventi per il rilancio dopo l'emergenza coronavirus "abbiamo bisogno di un intervento fortissimo" dello Stato "non con le cifre di cui parlano oggi". Fontana ha detto che c'è necessità di moltiplicarle "per dieci" o si rischia di "rimanere travolti dalla crisi". "Abbiamo bisogno di fare scelte, di avere un governo in grado di programmare. Bisogna fare in modo che si prevedano investimenti per riprogettare il futuro del nostro Paese. Non possiamo fermarci a metà. Se ci fermiamo a metà con piccoli pannicelli caldi rischiamo di rimanere travolti da questa crisi".

Sala: "Su mascherine rispetto, ma è disorientante
 "Da oggi per uscire in strada dobbiamo indossare una mascherina o, al limite, un foulard o una sciarpa. Lasciatemi dire che è un po' disorientante ricevere questa disposizione dalla Regione Lombardia e sentire Borrelli, il capo della Protezione civile, persona che stimo, dire 'io non la metterò e terrò le distanze'". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato l'ordinanza della Regione che istituisce per i cittadini l'obbligo di usare mascherine, o comunque di coprire bocca e naso, quando si esce di casa. "Però io voglio rimanere fedele a ciò che ho detto dall'inizio e cioè le ordinanze, le direttive vanno applicate e non discusse perciò non posso che dirvi applichiamo questa ordinanza della Regione Lombardia", ha concluso nel video quotidiano sui social.

Regolamentare i prezzi, però
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala,  chiede di regolamentare i prezzi delle mascherine che vengono vendute nelle farmacie. "E' il momento di regolamentare il prezzo delle mascherine nelle farmacie. Non è una cosa normale? Questi non sono momenti normali e a mio parere va fatto. Certo è che chi è responsabile della sanità a vari libelli deve fornire le mascherine perché oggi non ne arrivano".

Riapertura chiese, "Salvini cerca solo i titoli dei giornali"
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è "contrario" alla riapertura delle chiese per Pasqua come ha proposto il leader della Lega, Matteo Salvini. "Mi sono sempre imposto in questo spazio di evitare polemiche e di usare toni moderati e lo farò - ha detto Sala nel video che ogni giorno posta sulle sue pagine social - però a Matteo Salvini devo rivolgere una osservazione e una domanda, visto che chiede la riapertura delle chiese per Pasqua. Io non sono d'accordo perché penso che in questi momenti la propria fede possa e debba essere anche un fatto personale e privato". "Ma la domanda è: se tu vuoi fare arrivare davvero ad aprire le chiese, se non è solo un titolo per un giornale, allora devi fare una cosa molto chiara - ha concluso - cioè devi chiedere o alla Lombardia o al Veneto, Regioni che governi, di fare un'ordinanza in questo senso. Altrimenti siamo sempre alla ricerca delle parole e non dei fatti".

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