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Coronavirus

Due nuovi sbarchi a Lampedusa

Coronavirus, i porti italiani non sono "luogo sicuro" per le navi da soccorso

Sulla richiesta di soccorso della nave Alan Kurdi, il ministero dei Trasporti conferma l'impossibilita di garantire porti sicuri in Italia a navi battenti bandiera straniera.

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L'Italia chiude i porti alle navi delle ong a causa dell'epidemia da coronavirus. In seguito all'emergenza Coronavirus, i porti italiani "non assicurano i necessari requisiti per la classificazione e definizione di 'Place of safety' ('luogo sicuro') in virtù di quanto previsto dalla convenzione di Amburgo sul salvataggio marittimo" per i soccorsi effettuati da navi con bandiera straniera al di fuori dell'area sar italiana. E' quanto prevede la bozza di un decreto firmato da 4 ministri- Trasporti, Esteri, Interni e Salute - che punta ad evitare l'arrivo di navi di soccorso straniere con i migranti. Il decreto è valido per "l'intero periodo dell'emergenza".

Mit, porti privi dei requisiti di sicurezza
Sulla richiesta di soccorso della nave Alan Kurdi, il ministero dei Trasporti conferma l'impossibilita di garantire porti sicuri in Italia a navi battenti bandiera straniera. Attualmente - si legge in una nota del Mit -, a causa dell'emergenza Covid19, i porti infatti non presentano più i necessari requisiti sanitari richiesti dalla convenzione di Amburgo. È quanto stabilito nel decreto interministeriale firmato ieri anche dal ministro Paola De Micheli che aveva già assunto decisioni analoghe per le navi da crociera e le navi passeggeri battenti bandiera straniera. Il decreto, precisa il Mit, è"ispirato ai principi di tutela della salute dei passeggeri e di eguaglianza di trattamento dei cittadini italiani ai quali le attuali ordinanze hanno impedito anche lo spostamento da un comune all'altro e dettato norme stringenti per il rientro dai paesi esteri".

Il sindaco di Pozzallo dice no allo sbarco dalla Alan Kurdi
Il decreto arriva nel momento in cui la nave della ong Alan Kurdi, con a bordo 150 migranti, è in attesa al largo di Lampedusa dell'assegnazione di un porto di sbarco. "Nonostante siamo una città di accoglienza e lo abbiamo dimostrato a più riprese in passato ma stavolta uno sbarco in questo momento di emergenza sanitaria non possiamo accettarlo perché la salute della mia comunità viene al primo posto". Lo dice il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, sulla possibilità che la nave "Alan Kurdi"della Ong "Sea Eye" con 145 migranti a bordo che si trova nel mare Mediterraneo ed è in attesa di un porto sicuro, possa essere autorizzata ad attraccare a Pozzallo .Il sindaco di Pozzallo che è anche un medico dell'emergenza richiama ad una procedura che codifichi gli sbarchi."Si pensi a sottoporre a tamponi direttamente i migranti sulla nave prima di accettare lo sbarco. Sorprende anche il fatto che non si parla neanche di distribuzione degli stessi migranti in altre realtà portuali. Senza garanzie non consentiremo nessuno sbarco", dice.

Unhcr a governo, "garantire domande di asilo" 
L'Unhcr invita il governo italiano a "garantire le richieste di asilo" per i migranti che fuggono dalle guerre. Lo ha detto all'AGI Carlotta Sami, portavoce dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati per il sud Europa rispondendo a una domanda sulla bozza di decreto che definisce "non sicuri" i porti italiani nel caso di sbarchi di migranti da navi di ong. "Qualsiasi restrizione - spiega - deve comunque assicurare che le persone che fuggono da guerre abbiano accesso alla possibilità di fare richiesta di domanda di asilo". "Le misure sanitarie - aggiunge -  sono comprensibili", ma queste "non possono avere conseguenze gravi sulle persone che fuggono dalle guerre" e "impedire che si facciano domande di asilo". "Le persone continuano a fuggire dalla guerra in Libia, che l'epidemia da coronavirus non ha fermato", ricorda Sami, che sottolinea come oggi "la capacita' di ànel Mediterraneo sia ridotta, e la Alan Kurdi sia "l'unica" nave ong nell'area". Inoltre, "le condizioni meteo favorevoli" spingono all'attraversamento del mare. La chiusura dei porti non impedisce di fatto la possibilità di domande di asilo? "Certo, infatti", ha risposto la portavoce dell'Unhcr.

Due sbarchi a Lampedusa proteste per nuovi arrivi
"Una sessantina di lampedusani, fra cui pescatori, stamani, sono scesi in strada e hanno protestato davanti al Comune di Lampedusa contro i lsindaco Salvatore Martello per l'arrivo di altri migranti. "Noi siamo in quarantena e loro vanno passeggiando. Non deve venire nessuno su quest'isola, nessuno", hanno urlato gli esasperati lampedusani. La protesta è stata inscenata perché ieri tre dei 46 migranti sbarcati lunedì, e posti con ordinanza del sindaco in quarantena, sono riusciti ad allontanarsi dall'hotspot e sono stati sorpresi dopo che erano riusciti ad arrivare nella centrale via Roma. I lampedusani hanno paura del contagio da Coronavirus e sono soprattutto arrabbiati perché rispettano i decreti e le ordinanze del presidente del Consiglio e della Regione e i migranti "vanno invece a spasso". Il sindaco Totò Martello ha dato ragione ai concittadini e sta cercando di capire cosa sia accaduto all'hotspot.  Stamani è sbarcata a Lampedusa l'imbarcazione con circa 67persone a bordo che ieri aveva chiesto aiuto ad Alarm Phone.Successivamente sono sbarcati sull'isola altri 50 immigrati.Sul molo Favarolo, dove anche i nuovi arrivati sono stati portati, stamani c'erano quasi 120 persone.
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