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Coronavirus

Il punto sull'epidemia

Coronavirus, Protezione civile: da ieri 178 nuovi casi, 848 guariti e 60 morti

​Continua il calo dei contagiati, quello odierno è il dato più basso dal 26 febbraio. 6 Regioni a zero nuovi casi e 9 senza vittime nelle ultime 24 ore

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I dati aggiornati in Italia e nel mondo

Continua il calo dei contagiati per il coronavirus: sono complessivamente 233.197, con un incremento rispetto a ieri di soli 178 casi (dato più basso dal 26 febbraio).

Ieri si era registrato un aumento di 355. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono 50 in più (ieri 210), pari al 28% dell'aumento odierno in Italia. I dati sono stati resi noti dalla Protezione civile.

Ci sono 6 Regioni che comunicano zero nuovi contagiati: Marche,Sicilia, Umbria, Molise, Calabria e Basilicata.

60 le vittime nelle ultime 24 ore in Italia, in calo rispetto alle 75 di ieri. In Lombardia nell'ultima giornata se ne sono registrate 19, mentre ieri erano state 33. I morti a livello nazionale salgono così a 33.475. In 9 regioni non si sono registrate vittime: Veneto, Marche, Sicilia, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d'Aosta, Calabria, Molise e Basilicata.

41.367 i malati, 708 meno di ieri, quando il calo era stato di 1.616.

Saliti a 158.355 i guariti e i dimessi, con un incremento rispetto a ieri di 848. Domenica l'aumento era stato di 1.874.

424 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 11 meno di ieri. Di questi,167 sono in Lombardia, 3 meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 6.099, con un calo di 288 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 34.844, con un calo di 409 rispetto a ieri.

Il punto per Regione
Nel dettaglio, gli attualmente positivi sono 20.861 in Lombardia (-135), 5.062 in Piemonte (-99), 3.068 in Emilia-Romagna (-95), 1.468 in Veneto (-32), 1.082 in Toscana (-29), 611 in Liguria (-58), 2.894 nel Lazio (-89), 1.327 nelle Marche (-11), 939 in Campania (-41), 1.155 in Puglia (-22), 293 nella Provincia autonoma di Trento (-11), 967 in Sicilia (-19), 266 in Friuli Venezia Giulia (-12), 744 in Abruzzo (-9), 123 nella Provincia autonoma di Bolzano (-4), 31 in Umbria (+0), 161 in Sardegna (-24), 17 in Valle d'Aosta (+2), 135 in Calabria (-9), 135 in Molise (-10), 28 in Basilicata (-1).

Quanto alle vittime, sono in Lombardia 16.131 (+19), Piemonte 3.876 (+9), Emilia-Romagna 4.124 (+10), Veneto 1.918 (+0), Toscana 1.048 (+7), Liguria 1.465 (+2), Lazio 739 (+4), Marche 987 (+0), Campania 413 (+1), Puglia 506 (+2), Provincia autonoma di Trento 462 (+0), Sicilia 274 (+0), Friuli Venezia Giulia 335 (+2), Abruzzo 408 (+3), Provincia autonoma di Bolzano 291 (+0), Umbria 76 (+0), Sardegna 131 (+1), Valle d'Aosta 143 (+0), Calabria 97 (+0), Molise 22 (+0), Basilicata 27 (+0). 

I tamponi per il coronavirus sono finora 3.910.133, in aumento di 31.394 rispetto a ieri. I casi testati sono finora 2.451.674.

Lincei: dati pubblici "estremamente scarsi"
"Al momento attuale i dati che l'Istituto Superiore di Sanità e la Protezione Civile rendono pubblici sono estremamente scarsi: in questo modo la comunità scientifica nel suo insieme non è in grado di fare valutazioni affidabili": lo scrive l'Accademia dei Lincei nel documento in cui lancia un appello all'importanza di rende pubblici i dati relativi all'epidemia di Covid-19 in Italia.

"Poiché la scienza si basa sulla riproducibilità dei risultati, è fondamentale che gruppi diversi di ricercatori, lavorando sugli stessi dati resi pubblici, siano in grado di ritrovare lo stesso risultato". Ma questo, secondo i Lincei, "è impossibile se è vero che un solo gruppo di scienziati è in possesso dei dati necessari per fare le analisi".

L'Accademia scientifica più antica del mondo ritiene che "superata la fase acuta della epidemia, sia giunto il momento, per le istituzioni sanitarie regionali, l'Iss e la Protezione Civile di pianificare una condivisione dei dati concertata con la comunità scientifica". I Lincei concludono che "solo con la trasparente alleanza tra scienza e politica possiamo affrontare efficientemente la convivenza con il coronavirus e prevenire una possibile risorgenza del Covid-19 o gestire l'emersione di future, possibili, epidemie".

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