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MONDO

L'ex presidente

Usa, Corte Suprema respinge lo stop su dichiarazione fiscale richiesto da Trump

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Tradito a pochi giorni dal suo rientro in politica Donald Trump. La Corte Suprema ha bocciato la richiesta di fermare la consegna delle sue dichiarazioni dei redditi alle autorità di New York. 

Niente scudo sulle tasse, dunque, per il tycoon, i saggi respingono la sua richiesta. Ma perché il presidente avrebbe chiesto questo? Qualcuno dice che è per impedire che le banche blocchino eventuali prestiti a lui destinati.

Sono otto anni che le dichiarazioni dell'ex-presidente attendono di essere pubblicate, una situazione senza precedenti nella storia dei presidenti Usa. Anche se non è detto che questi documenti fiscali saranno resi pubblici: secondo i media locali, la Corte ha stabilito che i documenti saranno soggetti alle regole di segretezza del gran giurì, che ne limitano quindi la pubblicazione.

Si tratta quindi di una sconfitta definitiva nella lunga battaglia innescata dall’ex presidente per impedire che i suoi documenti finiscano nelle mani degli investigatori. Ora il procuratore di Manhattan, Cyrus Vance, può ottenere i documenti fiscali degli ultimi otto anni che il tycoon si è sempre rifiutato di consegnare agli investigatori e al Congresso, fino alla decisione di oggi. Vance sta indagando sui pagamenti fatti dall’allora avvocato di Trump, Michael Cohen, a favore dell’ex pornostar Stormy Daniels e di un’ex modella di Playboy, Karen Mcdougal, per comprarne il silenzio su presunte relazioni sessuali avute con Trump.

Lo scorso anno, i procuratori di Manhattan hanno spiccato un mandato di consegna documenti nei confronti della società Mazars Usa, in possesso delle dichiarazioni dei redditi personali e societarie di Trump, e di tre istituti finanziari usati da lui e dalla Trump Organization.

Intanto il tycoon, scampato a una doppia richiesta di impeachment e con la maggioranza dei repubblicani in mano, è atteso domenica a Orlando alla Conservative Political Action Conference (Cpac), la conferenza dei conservatori americani, che quest'anno si è spostata dal Maryland alla Florida, lo stato dove si è trasferita tutta quasi tutta la famiglia Trump. È proprio da quel palcoscenico che l'ex presidente intende rilanciare la sua corsa alla Casa Bianca e la sua Opa sul partito Repubblicano.

Trump conta su un Comitato elettorale (Pac), Save America, che ha già 75 milioni di dollari e su una database con decine di milioni di nomi. In settimana a Mar-a-Lago ci sarà una prima riunione per programmare le prossime mosse e per mettere a punto la macchina per le elezioni di metà termine del 2022, dove Trump conta di schierare candidati fedelissimi contro chi gli ha voltato le spalle. 

Ma non finisce qui perchè la stessa Corte Suprema americana che oggi lo ha schiaffeggiato sempre in giornata ha annunciato che riesaminerà le politiche dell'amministrazione Trump sulle sovvenzioni federali per la pianificazione familiare e le restrizioni sulla residenza negli Usa basate sul reddito per l'immigrazione.

I giudici hanno dichiarato che stanno prendendo in considerazione la legalità delle regole dell'amministrazione Trump che proibivano le sovvenzioni federali per la pianificazione familiare alle cliniche sanitarie che offrono aborti in loco o rinvii all'aborto. I tribunali di grado inferiore si sono divisi sulla legalità dell'approccio di Trump e hanno chiesto l'intervento della Corte Suprema. Sul fronte dell'immigrazione, i giudici si pronunceranno sulle norme che hanno concesso al governo maggiore libertà nel negare green card e visti per gli Stati Uniti a persone che utilizzano programmi di assistenza pubblica o potrebbero fare affidamento su tali programmi in futuro.
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