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Coronavirus

Concorrenza con Rotterdam e Tangeri

La ripartenza economica del Porto di Gioia Tauro

Nella classifica relativa alla connettività dei porti a livello internazionale, elaborata dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo globale, lo scalo calabrese si pone al vertice del mercato italiano di settore

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Il porto di Gioia Tauro ha visto nel 2020, anno del lockdown, un incremento del 26% del suo traffico container movimentandone oltre 3 milioni in netta controtendenza con gli altri porti, nazionali ed internazionali, che hanno avuto decrementi in un range tra il -10%  fino al -20%.

Un porto, quello di Gioia Tauro, aperto, da febbraio 2020, 24 ore su 24 in cui è possibile scaricare anche di notte e che può ospitare le navi container più grandi al mondo: lunghe 400 metri, larghe 62 e che trasportano oltre 23 mila unità. Dallo scorso dicembre è attivo il gateway ferroviario che che ha dato inizio al servizio di intermodalità dello scalo calabrese. I lavoratori impegnati sono 1200 in un territorio dove la disoccupazione ha numeri impressionanti.

Nella classifica relativa alla connettività dei porti a livello internazionale, elaborata dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo globale, lo scalo calabrese si pone al vertice del mercato italiano di settore, confermando il traguardo già raggiunto lo scorso anno. Lo dichiara  il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli a margine di un incontro  per analizzare l’attuale scenario dei mercati e promuovere le iniziative verso una rapida ripartenza del settore soprattutto nel Mediterraneo.

L'attenzione rimane alta verso il controllo del traffico internazionale della cocaina gestito dalla 'ndrangheta: nel 2020 record di sequestri: il 45% è avvenuto nel porto di Gioia Tauro, come evidenziato dalla relazione annuale della Direzione centrale per i servizi antidroga.

Molte le attese, inoltre, per  le opere infrastrutturali che hanno trovato finanziamento all’interno della programmazione europea. Tra queste, nello specifico, per un importo di 10 milioni di euro, l’urbanizzazione primaria e secondaria dell’area retro portuale di estensione pari a 50 ettari, preliminari a futuri insediamenti industriali e logistici e quindi ad una maggiore possibile occupazione legale che può essere uno strumento di contrasto alla criminalità
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