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Coronavirus

'Test svolti in autonomia'

Covid. Antitrust: pubblicità ingannevole, sanzioni per 450mila euro su vendita U-Mask

Consumatori sarebbero stati tratti in inganno sull'effettiva capacità protettiva. U-mask ricorre al Tar e rivendica correttezza del proprio operato e conformità alle norme

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Antitrust ha sanzionato per 450mila euro le società U-Earth Biotech Ltd e Air Zone Italy srl perché hanno indebitamente equiparato le mascherine U-Mask ai dispositivi FFP3 oltre ad aver vantato un'inesistente approvazione da parte del Ministero della Salute. Per oltre un anno, spiega il Garante, le due società hanno promosso su internet le mascherine chirurgiche biotech 'U-Mask' (nelle versioni 'Model 2', 'Model 2.1' e 'Model 2.2'), registrate come dispositivi medici, equiparandole indebitamente a facciali filtranti di efficacia protettiva superiore, quali i dispositivi di protezione individuale di classe FFP3, ed attribuendo loro qualità ulteriori, ad esempio proprietà virucide e una durata di 200 ore, certificate sulla base di test svolti in autonomia.

Secondo l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, si tratta di una pratica posta in essere da un lato per ingannare i consumatori sull'effettiva capacità protettiva della mascherina, mettendo in pericolo la loro salute e, dall'altro - facendo leva sulla situazione di emergenza sanitaria - per indurre indebitamente questi ultimi all'acquisto del prodotto. Inoltre, continua la nota, le due società non rispettavano la disciplina in tema di informazioni precontrattuali per il consumatore nei contratti a distanza, non fornendo indicazioni sulle modalità di esercizio del diritto di recesso del consumatore, alla garanzia legale di conformità e alla possibilità di servirsi di un meccanismo extra-giudiziale di reclamo e ricorso.

La nota dell'azienda
U-Earth non ha mai commercializzato mascherine dannose per la salute né ha mai ingannato, né inteso ingannare i consumatori. Anche per questi motivi, la Società contesterà le conclusioni raggiunte dall’Antitrust con il provvedimento odierno circa la comunicazione asseritamente ingannevole ai consumatori delle attività di promozione e vendita della U-Mask, e presenterà ricorso al TAR del Lazio per il suo annullamento, certa della correttezza del proprio operato e della piena conformità delle mascherine alla normativa di settore. Il TAR del Lazio, peraltro, si è espresso già a favore della Società, annullando il provvedimento del Ministero della Salute di ritiro dal mercato della mascherina.

Inoltre, quanto alla comparazione della U-Mask con le mascherine di tipo FFP2 e FFP3, si sottolinea che l’azienda non ha mai affermato che la mascherina avesse le stesse caratteristiche delle mascherine di tipo FFP2 o FFP3; anzi, ha sempre espressamente chiarito come la mascherina fosse registrata come semplice Dispositivo Medico di Classe 1 e non come DPI. La società ha soltanto inteso illustrare la migliore efficacia della U-Mask rispetto alle normali mascherine chirurgiche e le ulteriori specificità che ne caratterizzano le capacità di filtrazione e anti-proliferazione assente nei DPI usa e getta.

Inoltre, le qualità protettive della mascherina sono state oggetto di molteplici e comprovati test, svolti da autorevoli laboratori e soggetti certificatori terzi. In particolare, con riferimento alla contestata efficacia protettiva fino a 200 ore della mascherina, le performance della stessa sono state certificate da indagini specifiche svolte sempre da laboratori terzi e autorevoli come il Laboratorio Sana e il Laboratorio Microbe Investigations AG di Zurigo, specializzati in analisi su materiali antivirali.

In merito all’asserita inesistente approvazione da parte del Ministero della Salute, si sottolinea che la U-Mask è stata sempre regolarmente registrata.

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