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Coronavirus

Le decisioni del governo

Cambia certificazione, stretta sulle sanzioni. Governo approva dl con sanzioni più dure

A Palazzo Chigi terminata la riunione del Consiglio dei ministri. Nuovo decreto con misure urgenti contro il Coronavirus.

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Il Consiglio dei ministri ha approvato, a quanto si apprende, il decreto legge che introduce sanzioni più dure per chi viola le norme anti contagio da coronavirus e uniforma il quadro normativo.

Terminata la riunione del consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto una conferenza stampa in diretta Facebook sulle decisioni prese.



La bozza all'esame del governo 
Chi non rispetta le misure di contenimento contro il Coronavirus, "è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 4.000". E' quanto prevedeva la bozza del dl decreto.

A quanto si apprende, nel governo c'è chi ritiene sia opportuno abbassare a 2000 euro la sanzione massima. Prevista inoltre la "chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni" se si violano gli obblighi previsti per le attività commerciali.

La bozza prevedeva che una relazione a cadenza mensile del presidente del Consiglio o un ministro da lui delegato alle Camere sulla misure adottate per il contenimento del contagio da Coronavirus. 

Le Regioni possono adottare o sospendere le misure anti contagio sul loro territorio - sempre secondo la bozza -: entro 24 ore le devono comunicare al presidente del Consiglio e perdono efficacia dopo 7 giorni. Il nuovo decreto mira a regolare i rapporti tra governo ed enti locali nella gestione delle ordinanze anti-Coronavirus. Anche i sindaci possono adottare o sospendere le misure restrittive per 7 giorni previa comunicazione alla Regione. I sindaci non possono adottare ordinanze in contrasto con le misure statali.

Il provvedimento, spiegano più fonti di governo, serve a uniformare il quadro normativo delle disposizioni finora adottate per frenare l'emergenza, aggiornando e sostituendo il primo decreto di fine febbraio, varato per istituire le prime zone rosse. Nel provvedimento, che nell'attuale bozza ancora suscettibile di modifiche sarebbe composto da 5 articoli, viene espressamente previsto che i decreti del presidente del Consiglio siano inviati alle Camere.

Sono 28 gli ambiti entro i quali potranno essere stabilite restrizioni per combattere l'epidemia del Coronavirus, che andranno attuate comunque "secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente su specifiche parti ovvero sull'intero territorio nazionale". Sempre secondo la bozza il decreto riordinerebbe le misure messe in campo finora attraverso i vari dpcm e che assorbe, abrogandolo, anche il primo decreto legge che aveva dato la possibilità di istituire le zone rosse all'inizio dell'emergenza. Tra le voci compaiono la possibilità di chiudere negozi, bar ristoranti, le attività produttive, gli uffici della P.a. mandando i lavoratori in smart working. Ci sono poi le limitazioni ai movimenti, sia dall'abitazione per chi è in quarantena (divieto assoluto) sia dai Comuni di residenza o anche, come fatto di recente da alcuni governatori e nel weekend dal governo, dai territori regionali o comunali. Si possono chiudere strade e parchi, oltre che scuole, teatri, cinema, musei, chiese, palestre e parchi.

L'uso dei droni 
Oggi poi è arrivata l'autorizzazione ufficiale dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, all'uso in deroga dei droni per monitorare gli spostamenti dei cittadini sul territorio comunale "nell'ottica di garantire il contenimento dell'emergenza epidemiologica coronavirus".     L'obiettivo dunque è quello di ridurre ancor di più i contatti ed evitare che il coronavirus possa diffondersi, soprattutto al Sud.

Nuova certificazione
Intanto per spostarsi occorrerà un'altra autocertificazione. Ovvero sarà necessario dichiarare "di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio previste da: art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11 marzo 2020; art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020; art. 1 dell'Ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all'interno di tutto il territorio nazionale". E di "non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al virus COVID-19 di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c), del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell' 8 marzo 2020; e di essere a conoscenza delle sanzioni previste dal combinato disposto dell'art. 3, comma 4, del D.L. 23 febbraio 2020, n. 6 e dell'art. 4, comma 2, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell' 8 marzo 2020 in caso di inottemperanza delle predette misure di contenimento (art. 650 c.p. salvo che il fatto non costituisca più grave reato)".

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