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Coronavirus

La lotta alla pandemia

​Covid, verso soluzione condivisa per Rsa. Linee guida Regioni con carta verde

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Il governo accelera per sbloccare le Rsa. Secondo quanto apprende LaPresse da fonti della maggioranza, l'esecutivo sta studiando uno strumento che risolva l'impasse e superi la condizione di solitudine in cui sono finiti gli anziani ospiti delle strutture di degenza. La misura, viene spiegato, detterà linee certe per le visite dei parenti ai degenti, senza lasciare troppo spazio alla discrezionalità dei direttori sanitari, compreso il momento più doloroso, quello dell'ultimo saluto in punto di morte. Seguendo questo principio, sembra escluso l'emendamento al dl Riaperture, che dovrebbe approdare in aula alla Camera a fine mese dopo la lettura del Senato. Le ipotesi sono diverse, proprio perché si vuole rendere la normativa più chiara e incisiva.

Tra gli strumenti una circolare del ministero della Salute, ma anche l'adozione delle linee guida che domani le Regioni proporranno al governo su questo tema. La situazione a macchia di leopardo che si sta creando sul territorio nazionale, con Regioni che stanno dando risposte diverse al problema, rischia infatti di andare fuori controllo, pertanto l'intenzione è imprimere "equità di trattamento" uguale per tutti, e l'operosità dei governatori "potrebbe aiutare a raggiungere l'obiettivo", viene spiegato.

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, discuterà infatti domani con i governatori le linee guida che territori vorrebbero adottare all'unisono per riportare il sorriso sui volti dei nostri anziani, per poi portarlo all'attenzione dell'esecutivo nella conferenza Unificata. Tra le proposte, contenute nella bozza, la possibilità di visita solo a persone o familiari "in possesso di Certificazione Verde Covid-19" o in alternativa "l'attestazione di una delle condizioni necessarie per il rilascio delle stesse purché non scadute" ovvero vaccinazione avvenuta, guarigione dalla malattia o tampone negativo nelle 48 ore precedenti. Per evitare assembramenti, le Regioni inoltre prevedono che "la struttura garantisca una programmazione degli accessi dei familiari lungo l'arco della giornata" e "non più di due visitatori per ospite per visita e per una durata definita". Infine, accessi e uscite saranno consentiti "esclusivamente sulla base delle valutazioni della Direzione Sanitaria ovvero del referente medico/referente Covid-19 della struttura".

Le Rsa sono chiuse ai parenti dal 13 ottobre scorso, quando il Dpcm legato alla seconda ondata di contagi aveva reso più restrittive le misure di contenimento del virus. Le direzioni sanitarie, infatti, si limitavano ad ammettere visite solo in casi di estrema necessità, come gli ultimi giorni di vita dei ricoverati. Il 30 novembre una circolare distingueva tra strutture dove erano presenti focolai di Covid (e dove le visite dall'esterno erano sospese tout court) e quelle invece 'Covid free': qui le visite erano ammesse con adeguati dispositivi di protezione, in seguito a vaccinazioni oppure attraverso supporti digitali o in apposite 'sale degli abbracci'. Secondo i sottosegretari Sileri e Costa, lo sblocco di questa situazione potrebbe arrivare a breve. "E' un'esigenza a cui la politica deve dare risposta. C'è un aspetto morale, un aspetto sociale, un aspetto legato agli affetti, alle emozioni. I nostri anziani hanno bisogno di vedere i propri cari e viceversa", insiste Costa. Per Sileri i dati lasciano ben sperare: "Oggi nelle Rsa il 94,4% degli ospiti ha ricevuto la prima dose di vaccino e l'80% ha la seconda dose, compreso il personale", per cui "con ingressi contingentati, una lista a rotazione e tamponi all'ingresso, non vedo perché non dovrebbero riaprire le visite ai parenti".
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