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POLITICA

Toti: "Serve esecutivo salute pubblica"

Crisi governo, Tajani: "Mai spinto per elezioni. Se Conte cade, parola al Colle"

"Noi abbiamo sempre anteposto l'interesse nazionale a quello di partito. Sono i loro veti incrociati che rischiano di portare l'italia al voto" spiega il vicepresidente di Forza Italia

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La crisi di governo sta creando qualche tensione anche nel centrodestra. Mentre Matteo Salvini e Giorgia Meloni continuano a chiedere a gran voce le elezioni dopo che "Conte ha fallito", Forza Italia e "Cambiamo!", la formazione politica del Governatore della Liguria, Giovanni Toti, continuano a lanciare l'idea di un esecutivo di unità nazionale (anche se bocciato da Pd e M5s come spiega Berlusconi) "di responsabilità pubblica" mettendo da parte le "proprie idee" per il bene nazionale. Dunque in questi mesi - in vista del voto - la priorità vada a risolvere "sfide gigantesche" - sostengono i due partiti - come la "campagna di vaccinazione, l'esigenza di mettere in sicurezza, col Decreto Milleproroghe, la sanità delle Regioni, l'opportunità, storica, di far ripartire l'Italia con il Recovery, ancora da definire nei suoi obiettivi e da trattare con l'Unione Europea".

Tajani: "Sono i loro veti incrociati che rischiano di portare l'italia al voto"
"L'opzione voto noi non l'abbiamo mai chiesta ma è la situazione che ci sta portando lì. Noi abbiamo sempre anteposto l'interesse nazionale a quello di partito. Non siamo noi che spingiamo per il voto, sono i loro veti incrociati che rischiano di portare l'italia al voto ma la la parole poi, se Conte cadrà, sarà al Capo dello Stato, che deve decidere il da farsi. Noi  abbiamo premuto noi per andare al voto ma le conseguenze rischiano di essere inevitabili". Lo dice il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani.

Per il governo Conte "non è garanzia di stabilità maggioranza raccogliticcia" prosegue Tajani a proposito della crisi di governo in corso. "É fallita l'operazione dei responsabili, è  fallita l'operazione dell'Udc", ha ricordato Tajani chiarendo che l'esecutivo a suo avviso non ha la maggioranza. Quanto all'avviso di garanzia ricevuto nei giorni scorsi dal leader  dell'Udc Lorenzo Cesa, Tajani ha detto: "Conosco Cesa e so che è una persona per bene e questa vicenda si chiarirà. Io faccio il giornalista - ha aggiunto - e non posso fare a  meno di notare che il giorno dopo che l'Udc ha votato contro al fiducia, a Cesa è stato recapitato questo avviso di garanzia. La tempistica - ha concluso - fa senz'altro riflettere". 

Toti: "E' momento responsabilità non dei responsabili"
 ''Le notizie di questi giorni sono preoccupanti, le sfide gigantesche e immediate. La campagna di vaccinazione, che proprio in queste ore rallenta per la mancata consegna delle dosi da parte delle aziende produttrici. L'esigenza di mettere in sicurezza, col Decreto Milleproroghe, la sanità delle Regioni. Il dovere di dare risposte alle categorie massacrate dal Covid con un nuovo Decreto Ristori. Lo sblocco dei licenziamenti il prossimo marzo. L'opportunità, storica, di far ripartire l'Italia con il Recovery, ancora da definire nei suoi obiettivi e da trattare con l'Unione Europea.

E tutte queste sfide vanno affrontate e definite subito, nei prossimi quattro mesi, e portate avanti con determinazione. Leggendo questa mattina i giornali e le dichiarazioni dei partiti, colgo che si sta facendo strada il concetto che per primi abbiamo lanciato come movimento politico Cambiamo! e cioè che questo è il momento della responsabilità, non  delle pattuglie di responsabili". Così su Facebook il governatore della Liguria e leader di Cambiamo Giovanni Toti, che apre a un esecutivo di salute pubblica.

"Appare ormai chiaro che un Governo con una maggioranza raccogliticcia ed eterogenea non può essere la risposta alle sfide mondiali che abbiamo davanti. E tuttavia la  soluzione non può essere neppure il chiamarsi fuori, auspicando urne immediate- sottolinea Toti - I problemi e le opportunità dei prossimi mesi sono problemi e opportunità di tutti, non di un singolo partito. Appare chiaro che questo Governo Conte, già la settimana prossima col voto sulla Giustizia, non avrà numeri sufficienti per proseguire il proprio cammino. Non si perda altro tempo con egoismi e tatticismi. Il Paese, in questo drammatico momento, o si salverà insieme, oppure darà nel suo complesso la peggiore  prova di immaturità.

Dopo tanti tentativi mi pare chiaro che nessun partito da solo abbia la forza e la classe dirigente per far fronte a questo sforzo. E allora tutti mettano  a disposizione le proprie energie e idee per un Governo forte, ''di salute pubblica'', in grado di battere i pugni con le case farmaceutiche per avere i vaccini, di trattare  autorevolmente con l'Europa per il Recovery, di dare risposte al sistema economico che, quando a marzo di sbloccheranno i licenziamenti, vivrà un momento difficile se non  drammatico. Il voto verrà, siamo una grande democrazia. E verrà il giorno in cui torneremo a dividerci su idee e progetti diversi. Come è giusto che sia. E in quel giorno sono  certo che gli italiani premieranno chi oggi ha saputo piegare le proprie ambizioni al senso di responsabilità collettiva''.
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