Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/dazi-tregua-cina-ue-europa-usa-trump-accordo-cf7e8594-6f92-4f3d-a9b5-76d23b4e8573.html | rainews/live/ | true
MONDO

Mike Pence: "E' un bel giorno per America, Cina e mondo"

Dazi, arriva la tregua tra Usa e Cina. Trump: "Accordo storico"

Toni entusiastici per il suggello all'accordo tra Washington e Pechino che di fatto metterà fine ai dazi sugli scambi commerciali. La cerimonia si è svolta nella East Room della Casa Bianca, addobbata per l'occasione con le rosse bandiere cinesi alternate a quelle a stelle e strisce statunitensi

Condividi

Clima di grande soddisfazione, quasi festoso, durante la cerimonia per la firma dell'accordo tra Usa e Cina sul libero scambio commerciale. "E' un bel giorno per l'America, per la Cina e per il Mondo intero ha detto il vicepresidente Usa, Mike Pence.

"E' un passo importante, che andava fatto già 25 anni fa. E' un accordo storico, una pietra miliare" ha chiosato il presidente Donald Trump, tra un sorriso e una battuta con i suoi collaboratori, avvisando anche che in un prossimo futuro vorrà andare in Cina in visita ufficiale. La visita di Trump in Cina dovrebbe avviare i negoziati per la 'fase 2' dell'accordo commerciale tra i due paesi.


"Molti pensavano che non sarebbe mai accaduto. Insieme - ha continuato Trump alla presenza del vice premier cinese Liu He - stiamo riscrivendo gli errori del passato per offrire un futuro di giustizia economica e di sicurezza per i lavoratori, gli agricoltori e le famiglie americane".

Un grande ringraziamento del presidente Donald Trump è poi andato al presidente cinese Xi Jinping: "Voglio ringraziare il presidente Xi che ci sta seguendo, un mio grande grande amico. Rappresentiamo due paesi diversi, lui la Cina, io gli Stati Uniti, ma abbiamo sviluppato un grande rapporto. Grazie per la collaborazione".

La firma dell'accordo commerciale di fase 1 tra Cina e Stati Uniti "è buono per la Cina, gli Stati Uniti e per il mondo intero". Lo scrive il presidente cinese Xi Jinping in una lettera inviata al presidente Usa, Donald Trump e letta dal vice premier Liu Hie che poi ha aggiunto: "E' un'intesa vantaggiosa per tutti".



L'accordo di fase 1 sui dazi tra Washington e Pechino per il momento non farà vedere i suoi effetti. Le tariffe resteranno inalterate almeno fino a novembre. "I dazi esistenti saranno rimossi se la fase 2 dell'accordo commerciale con la Cina sarà chiusa". Lo ha detto il presidente Donald Trump, sottolineando che la fase 2 inizierà a breve. Secondo Trump potrebbe non esserci bisogno di una fase 3 dell'accordo.

L'intesa
Comprende trasferimenti di tecnologia, proprietà intellettuale, prodotti alimentari e agricoli, servizi finanziari ed espansione del commercio. La Cina aumenterà significativamente le importazioni di prodotti agricoli dagli Usa, come carne di maiale, pollame, fagioli di soia, grano, mais e riso, uno dei punti a cui teneva maggiormente il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Complessivamente Pechino acquisterà beni e servizi a stelle e strisce per 200 miliardi di dollari nei prossimi 2 anni. Gli Usa dal canto loro revocheranno il rischio di nuove tariffe al 15% che sarebbero scattate il 15 dicembre scorso su quasi 160 miliardi di dollari di prodotti made in China, a cui Pechino avrebbe risposto con tariffe su 3.300 prodotti statunitensi, ma non elimineranno i dazi al 25% su 250 miliardi di dollari di importazioni cinesi che rimarranno come sono, mentre verranno ridotte al 7,5% le tariffe su molto del resto, per un totale stimato in 120 miliardi di dollari di prodotti cinesi. 

Minaccia dazi sulle auto all'Ue se non avesse denunciato violazioni nucleare da parte di Teheran
L'amministrazione Trump ha  minacciato l'imposizione di dazi del 25% sulle auto europee se l'Ue  non avesse denunciato le violazioni dell'accordo sul nucleare da parte di Teheran, attivando, come ha fatto ieri, il meccanismo sulle dispute previsto dal Jcpoa. Lo rivela il "Washington Post", citando fonti  europee e precisando che non è al momento chiaro se la minaccia fosse  necessaria, dal momento che Germania, Francia e Regno Unito - le tre potenze firmatarie dell'accordo - erano comunque intenzionate a denunciare l'intesa. Un funzionario europeo citato dal quotidiano ha comunque parlato di "un'estorsione" da parte della Casa Bianca.

Condividi