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POLITICA

Otto mesi fa il voto alla Camera

Ddl Zan al Senato: fischi e proteste. Casellati: no a clima da stadio

Il fronte del 'no' - con Lega e Forza Italia in testa - chiede più tempo per una mediazione, per limare il testo e blindarlo. Renzi: accordo a un passo, serve responsabilità. Zan: "Se Renzi sta dalla parte dei diritti il ddl passa"

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Battaglia in Senato sul ddl Zan, che mira ad introdurre nuove norme per contrastare l'omofobia. Nel primo atto dello scontro politico l'aula ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità  presentate dal centrodestra (bocciato con 136 no, 124 si' e quattro astenuti).

Un risultato che viene commentato con toni opposti da parte dei diversi schieramenti. 

"Giornata positiva. Il voto sulle pregiudiziali dimostra che anche al Senato c'è una maggioranza che può tranquillamente approvare il #ddlZan. Avanti per estendere tutele e diritti delle persone", commenta su Twitter la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi.

Per la Lega - che osteggia il provvedimento - il voto sulle pregiudiziali conferma che il Ddl Zan rischia di non avere i numeri. In Aula, Matteo Salvini ha ribadito l’appello per cercare un testo condiviso.

"Il voto striminzito sulle pregiudiziali, con una dozzina di voti di scarto, avendo stasera Renzi ancora dallo loro parte, vuol dire che il Pd di Letta ha già perso", dice il senatore di Fi Francesco Giro. "Hanno preso una clamorosa batosta. Domani vanno sotto. Quindi farebbero bene ad accogliere l'appello al dialogo lanciato da Matteo Salvini e trovare un'intesa in poche ore".

Cronaca di una giornata di tensioni
Dopo un'interruzione di oltre un'ora per la riunione della Conferenza dei capigruppo, è ripresa l'Aula del Senato sul ddl Zan. I lavori sono ripresi con l'esame e il voto sulle questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate da FdI e Lega. E' stata presentata anche una questione di sospensiva, da Forza Italia, che però potrebbe essere votata mercoledì mattina.

L'invito alla presidente del Senato, Casellati, di convocare la capigruppo era arrivato da Andrea Ostellari (Lega), presidente della commissione Giustizia e relatore del provvedimento, che aveva anche ribadito: l'accusa che "il ddl sia stato bloccato in commissione non è la narrazione reale".

Renzi: serve responsabilità, accordo a un passo
"Ora siamo a un passo, a un centimetro e io qui ragiono di politica: o fate di quest'Aula un luogo in cui gli ultrà si confrontano e non si porta a casa il risultato e lo scrutinio segreto è un rischio per tutti o si assume la responsabilità politica di trovare un accordo che è a portata di mano, è a un passo, il punto è anche un accordo di metodo". Lo ha detto in Aula del Senato Matteo Renzi sul ddl Zan, rivolgendosi a Pd, M5s e Leu che sono contrari a modifiche al testo approvato dalla Camera.

Intanto Alessandro Zan, autore della legge, spiega a RaiNews24 gli scenari possibili.

Casellati: no a clima da stadio
Richiamo in Aula da parte della presidente del Senato Elisabetta Casellati dopo l'intervento del presidente della commissione giustizia Andrea Ostellari sul ddl Zan. "La decisione finale la prendo io", ha detto rivolta all'Assemblea mentre alcuni parlamentari alzavano il tono di voce sul merito della convocazione della capigruppo. "Gli europei li abbiamo già vinti - ha aggiunto - non voglio un clima da stadio".

La situazione finora
A otto mesi dal voto alla Camera, il disegno di legge Zan è arrivato oggi in aula al Senato. Senza intese nella maggioranza, il rischio è quello del rinvio della discussione e del ritorno in commissione Giustizia. E si attende una guerra fra ostruzionismo, voti segreti ed emendamenti dei contrari. Il fronte del 'no' - Lega e Forza Italia in testa - chiederà più tempo per una mediazione, per limare il testo e blindarlo. Contro l'ipotesi rinvio in coro Pd, Leu e Movimento 5 stelle. Italia Viva ha già annunciato la presentazione di emendamenti per cambiare il ddl che così com'è, sostengono i renziani, non passerà mai.

In commissione Giustizia Lega e Fratelli d'Italia avrebbero chiesto al presidente Andrea Ostellari  di proporre in aula il rinvio in commissione del provvedimento sull'omotransfobia. Intanto, a quanto si apprende, tra i sostenitori della legge c'è preoccupazione per l'assenza di 11 senatori del Movimento 5 stelle. Tra l'altro, viene fatto notare, 11 sono stati i voti di scarto che hanno permesso l'approvazione del calendario che prevedeva l'approdo diretto del ddl Zan in aula.

Ostellari, in Aula confido in disponibilità a dialogo
"Andiamo in Aula e io riferirò del lavoro fatto, confido nella disponibilità ancora al dialogo per rendere la legge migliore. Dal punto di vista tecnico, il regolamento del Senato ci dirà poi cosa è meglio fare". Lo dice Ostellari al termine della riunione sul disegno di legge Zan, rispondendo ai giornalisti che gli chiedono di un eventuale rinvio del testo alla commissione, nonostante sia calendarizzato in Aula proprio oggi.   "La via maestra - aggiunge - è capire se c'è la disponibilità al dialogo. Se c'è, i tempi sono molto ragionevoli: in un paio di settimane si riuscirebbe ad avere il testo votato, modificato condiviso e quindi pronto a essere votato dalla maggioranza".

"Mi pare - continua Ostellari - che in queste ultime ore sia emerso un quadro diverso rispetto alla compattezza anche dall'altra parte. Penso che sia arrivato il momento di verificare quella disponibilità". "Le disponibilità ci sono, vanno ricercate e vanno messe assieme, quindi uniamo coloro che vogliono modificare un testo e renderlo condiviso il più possibile. Allontaniamo quelli che non sono d'accordo".

Il dibattito
Sarà dirimente la conferenza dei capigruppo che dovrà fissare i tempi della legge e il termine per la presentazione degli emendamenti: un'impresa non di poco conto visto che mercoledì ci sarà il voto sulla Rai, poi c'è da incardinare il decreto sostegni bis (che scade 24 luglio) e da stabilire quando rimandare il decreto reclutamenti P.a. alla Camera. Il rischio insomma è che il ddl Zan potrebbe trovarsi nel tradizionale ingorgo parlamentare che precede la pausa estiva e finire nel calendario di settembre.

Al Senato i numeri a favore del provvedimento sono risicati e al voto segreto i franchi tiratori potrebbero affossare definitivamente la legge. "Con un accordo la legge Zan viene approvata rapidamente al Senato in due giorni, alla Camera ci vorrà un po di tempo. Vogliamo portare a casa la legge o vogliamo fare una battaglia di principio?", ha detto il leader di Iv Matteo Renzi. "Se si vuole trovare un accordo lo si fa, se si vuole andare alla conta per fare contenti quelli che vogliono dire di avere la bandierina, tenete la bandierina, ma poi se si va sotto sapete la colpa di chi è", ha aggiunto. "Farò un appello al  buonsenso, abbiamo la possibilità di dare una legge che dia maggiore tutela alle persone omosessuali e transessuali, siamo a un passo dal portare a casa il risultato. Ci sono due avversari: da un lato la destra che fa ostruzionismo e dall'altro una parte della sinistra che vive di ideologismo. Spero che torni il buonsenso", ha ribadito oggi leader di  Iv ad 'Agorà Estate'.

E' di undici voti il margine che divide il fronte dei senatori contrari al ddl Zan da quello favorevole. Per questo alla prova dell'aula, il prossimo 14 luglio, saranno decisivi i 17 senatori di Italia viva. La pietra di paragone è la votazione che c'è stata martedì scorso sul calendario di palazzo Madama. Dopo aver fissato l'approdo per martedì 13 luglio, il centrodestra ha chiesto il rinvio di un'altra settimana. La proposta è stata votata da 134 senatori e respinta da 145. Nei 134 ci sono i senatori di Fi, Lega e Fdi.

Il vero banco di prova è il voto segreto, che sul ddl Zan può essere richiesto in ogni momento del suo cammino parlamentare. Si tratta, infatti, di una tematica che attiene i diritti della persona. A tal fine da regolamento bastano 'venti Senatori o uno o più Presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica'. 

Dopo le pregiudiziali e la discussione generale, le votazioni sul ddl Zan inizierebbero quindi mercoledì pomeriggio col voto sugli articoli. In questo caso, per decretare la modifica del disegno di legge devono convergere i voti di Italia Viva e quelli del centrodestra. Questo può accadere, evidentemente, sugli emendamenti che Italia viva deciderà di presentare. A quel punto i 134 del centrodestra, con i 17 di Iv sarebbero maggioranza rispetto ai 145 pro Zan. A pesare, inoltre, almeno dieci voti in dissenso, secondo i calcoli di queste ore. I franchi tiratori dovrebbero essere 5-6 nel Pd e 5-6 nel M5s.

Flash mob di Fratelli d'Italia
Con lo striscione "Liberi di essere,liberi di pensare. No al ddl Zan", Fratelli d'Italia ha protestato davanti al Senato prima dell'avvio della discussione del disegno di legge Zan. Protagonisti del flashmob, deputati e senatori del partito che hanno chiesto di bloccare la proposta già approvata alla Camera. "Non ci accontenteremo di qualche modifica al testo e di un compromesso al ribasso - ha detto il capogruppo al Senato, Luca Ciriani - La legge va cambiata in maniera radicale e profonda perché è una legge liberticida". 

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