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POLITICA

Attese oggi le dimissioni di Di Maio da capo politico del M5S

Di Maio verso la rinuncia

La sorpresa a due mesi dagli Stati Generali del movimento. Il M5S verso una gestione collegiale. I dubbi del capo sulla svolta riformista

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Dopo settimane di indiscrezioni, questo pomeriggio, durante la presentazione dei neo-eletti 'facilitatori' regionali a Roma, Luigi Di Maio dovrebbe annunciare ufficialmente le dimissioni da capo politico dei Movimento. In mattinata le anticiperà ai ministri dei 5 Stelle riuniti a Palazzo Chigi.

Le dimissioni, o il passo di lato, di Di Maio porterebbero ad una gestione più collegiale del movimento. I nuovi "facilitatori" consentirebbero di portare il movimento agli stati generali, convocati per metà marzo, con un leader dimissionario. Nel Comitato dei Garanti siedono il viceministro Giancarlo Cancelleri, la consigliera regionale Roberta Lombardi e il sottosegretario Vito Crimi che, come  componente anziano del Comitato, è il favorito ad ereditare, almeno fino agli stati generali, il ruolo di capo politico. Per quello di capo delegazione al governo si parla del ministro della giustizia Alfonso Bonafede o di quello dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Le, per ora solo probabili, dimissioni di Di Maio arriverebbero a cinque giorni dalle Regionali in Calabria e Emilia Romagna, una sconfessione del proprio operato, ragionano i critici di questa gestione del movimento. Dopo due anni e tre mesi di guida del M5S, il bilancio di Di Maio è in profondo rosso. I consensi si sono più che dimezzati, come evidenziano gli ultimi sondaggi rispetto alle elezioni nazionali del marzo 2018. 

Dalle elezioni la linea politica del movimento è molto cambiata. Dalla maggiore vicinanza alla destra del governo Conte 1 si è passati ad un'alleanza, da Di Maio mai gradita, con il PD e ora i gruppi parlamentari che lo contestano chiedono addirittura l'adesione all'area riformista. Le defezioni aumentano, verso destra e verso sinistra.

Ieri hanno lasciato il Gruppo alla Camera Nadia Aprile e Michele Nitti, annunciando il passaggio al Misto. I due potrebbero trovare rifugio nella futura formazione dell'ex ministro Lorenzo Fioramonti, ma non sono in pochi a temere nuove espulsioni dei probiviri nelle prossime ore.

A soli due mesi dagli Stati Generali del Movimento, in Luigi Di Maio avrebbe prevalso la tentazione di mettersi alla finestra, di fare come fece due anni fa Alessandro di Battista, tenersi le mani libere per pensare al proprio rientro, nonostante le responsabilità, meriti e colpe, che in questi ventisette mesi Di Maio ha avuto e Di Battista mai.
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