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ECONOMIA

La stima

Trasporto aereo, il direttore generale Iata: altri 80 miliardi dai governi o molti falliranno

Alexandre de Juniac anticipa i temi dell'Assemblea generale:160 miliardi già stanziati non bastano, 40 compagnie sono sull'orlo del fallimento. Ritorno alla normalità non prima del 2024

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Le compagnie aeree avranno bisogno di 70-80 miliardi di dollari in aiuti aggiuntivi da parte dei governi per sopravvivere alla crisi della Covid-19. È la stima fatta da Alexandre de Juniac, direttore generale della Iata, l'associazione internazionale del trasporto aereo.

Il settore "ha già ricevuto 160 miliardi di dollari di aiuti dai governi, ma nei prossimi mesi dovrebbe avere bisogno tra i 70 e gli 80 miliardi di dollari di aiuti aggiuntivi", altrimenti "le compagnie non sopravvivranno", ha detto in un'intervista a La Tribune, che anticipa i temi in discussione all'Assemblea generale annuale dell'organizzazione, che riunisce 290 compagnie aeree in tutto il mondo, che inizia il 23 novembre prossimo.

Circa 40 compagnie sull'orlo del fallimento
Secondo de Juniac, "più dura sarà la crisi, maggiore sarà il rischio di bancarotta", indicando che "quasi 40 aziende sono in grande difficoltà o hanno già avviato procedure di salvaguardia o di fallimento".

Dall'inizio della crisi sanitaria, che la primavera scorsa ha costretto le compagnie aeree a tenere a terra gli aerei per diverse settimane o mesi, i governi hanno concesso aiuti sotto forma di prestiti, aiuti diretti e per il mantenimento dei posti di lavoro. Tuttavia, con la seconda ondata di contagi, il traffico aereo stenta a ripartire, ampliando le perdite delle aziende.

"Vero che le scoperte sui vaccini offrono speranza, ma il ritorno ai viaggi di massa rimane ancora un obiettivo quasi impossibile da raggiungere. "Nel frattempo - ha spiegato - un nuovo aumento delle infezioni da Covid19 e delle misure di restrizioni hanno ulteriormente offuscato le prospettive finanziarie per un settore".

Perdite per 100 miliardi
"È probabile che quest'anno si avvicinino ai 100 miliardi piuttosto che agli 87 miliardi annunciati in precedenza", ha detto de Juniac. Per quanto riguarda un possibile consolidamento del settore, "sarebbe necessario che le aziende avessero i mezzi per comprarsi l'un l'altra, ma in realtà si trovano in modalità di sopravvivenza".

Meno compagnie, più piccole
A lungo termine, tuttavia, egli ritiene "probabile" che in campo ci siano "meno player, a causa dei fallimenti" e "un po' più piccoli, perché saranno stati costretti a vendere gran parte della loro flotta o a chiudere rotte".

La Iata ha previsto un recupero dolorosamente lento con un ritorno ai livelli di traffico pre-crisi solo nel 2024 e un numero di passeggeri ancora in calo del 30% l'anno prossimo. Una stima che potrebbe rivelarsi ottimistica, ha avvertito de Juniac. "Stimiamo che il traffico aereo sarà al 33% del suo livello del 2019 alla fine del 2020 e poi, speriamo, al 50-60% alla fine del 2021", ha concluso.
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