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ITALIA

Darkweb

Droga. Chat tra sorella Muti e figlio, "pacco arrivato e nascosto"

La donna era stata arrestata lo scorso 15 settembre dopo che nella sua abitazione gli agenti della Polaria di Fiumicino avevano trovato e sequestrato tre flaconi contenenti complessivamente un litro di sostanza Gbl, conosciuta come la "droga dello stupro"

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La signora Claudia Rivelli "incensurata" è "risultata autrice di 8 condotte di importazione di rilevanti forniture di Gbl dall'estero, poi, a seguito di accurate operazioni di dissimulazione del contenuto dei plichi di spedizione, inviate al figlio Giovanni Maria Leone,residente a Londra". Così scrive il gip del tribunale di Roma in un passo dell'ordinanza di custodia eseguita oggi dai carabinieri del Nas nei confronti di 39 persone per traffico di sostanze stupefacenti, o Nsp nuove sostanze psicoattive come la cosiddetta 'droga dello stupro'.

"Pacco arrivato a nascosto" e poi "fammi sapere notizie mano a mano, se no mi agito troppo fino a giovedì". Questo il tenore di alcuni messaggi trovati nel telefonino sequestrato della signora Claudia Rivelli, sorella della stella del cinema Ornella Muti. La Rivelli è finita oggi agli arresti domiciliari e nell'ordinanza che riguarda 39 persone il giudice scrive che nel telefonino della donna sono stati isolati "numerosi messaggi whatsapp scambiati con il figlio Giovanni, nel testo dei quali risultavano indicate le modalità per la spedizione e per l'occultamento alla frontiera della sostanza stupefacente".

Nel provvedimento del gip Roberto Saulino si ricostruisce l'intera galassia del traffico di droghe sintetiche acquistate dall'estero sul web o sul darkweb. "Il tenore delle chat WhatsApp che Rivelli e la circostanza che l'indagata camuffasse il reale contenuto delle spedizioni appaiono elementi oggettivamente indicativi della piena consapevolezza e della volontà di quest'ultima di realizzare condotte penalmente rilevanti - scrive ancora il giudice - ponendosi quale schermo per agevolare il figlio nell'importazione di sostanza nel Regno Unito dove è considerata illegale al pari dell'Italia, in tal modo riuscendo ad aggirare i controlli doganali".

Il Gbl era fatto arrivare dall'Olanda dalla Rivelli e dal figlio Giovanni. Secondo gli inquirenti l'uomo "effettuava l'ordine da Londra facendolo poi spedire a Roma all'indirizzo della madre, intestando il pacco alla nonna, con il pieno assenso della Rivelli". Una volta arrivato il pacco - si aggiunge - "la Rivelli provvedeva alla sostituzione del confezionamento ed al travaso della sostanza in una bottiglia, in maniera tale da farla risultare a prima vista contenere semplice shampoo, di poi organizzando la nuova spedizione per l'Inghilterra".

Nell'inchiesta della Procura di Roma, coordinata dall'aggiunto Giovanni Conzo, è emersa la responsabilità della donna, sorella dell'attrice e modella Ornella Muti, che era già stata arrestata lo scorso 15 settembre dopo che nel suo appartamento gli agenti della Polaria avevano trovato e sequestrato tre flaconi contenenti complessivamente un litro di sostanza Gbl. Il nome della signora è coinvolto in un passaggio della complessa indagine che ha svelato le responsabilità di una lunga serie di soggetti, titolari di strutture ricettive e docenti, sacerdoti, impiegati di Asl, in cui ci si procurava la droga sintetica spesso quasi sempre facendola arrivare dall'estero, comprandola tramite il web o sul darkweb.

La signora Rivelli quando venne arrestata a settembre si era difesa spiegando di aver spedito la sostanza al figlio a Londra "perché lui la usa per pulire la macchina, io invece lo uso per pulire casa". In particolare la donna è accusata di importazione e cessione di sostanze stupefacenti perché "illecitamente dall'Olanda, con cadenze trimestrali, importava vari flaconi di Gbl provvedendo a inviarne parte al figlio residente a Londra dopo averne sostituito confezione ed etichetta riportante indicazione 'shampoo' in modo da trarre in inganno la dogana", si spiega nel provvedimento giudiziario eseguito oggi dal Nas. 

Gip: "Traffico esteso, due i 'modus operandi' "
"Quello che a prima vista apparirebbe come un traffico 'di nicchia', devoluto solo ad alcuni 'amanti' del settore, si è rivelato essere molto più esteso ed alimentato da pressanti richieste dei consumatori". Lo scrive il gip di Roma Roberto Saulino nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di 39 persone arrestate dai carabinieri del Nas. 

''Le indagini hanno svelato il modus operandi adottato per l'importazione dall'estero delle pericolose droghe. Più specificatamente - scrive il gip Roberto Saulino - una prima modalità prevede l'ordinazione on line, il pagamento e la ricezione di spedizioni direttamente dai fornitori esteri''. ''Le attività tecniche condotte sulle utenze in uso ai principali protagonisti del gruppo della famiglia romana hanno consentito di far luce anche su un modus operandi alternativo, anche se certamente più classico. In seguito ai sequestri operati tra ottobre e novembre 2019 si coglievano dalle intercettazioni e dal rinvio al diffuso utilizzo di chat criptate, i riferimenti organizzativi a viaggi all'estero, verso la Germania e la Spagna, effettuati per provvedere al trasporto degli stupefacenti, che venivano quindi importati in Italia utilizzando anche la pericolosa tecnica degli ovulatori''.
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