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MONDO

Egitto, 15 giorni di carcere per il direttore dell'ong di Zaki

Formalizzato l'arresto di Razek dopo quello di due colleghi. Lo studente egiziano dell'università di Bologna Zaki è in carcere da oltre dieci mesi in Egitto

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La Procura per la Sicurezza dello Stato egiziana ha disposto 15 giorni di custodia cautelare in carcere anche per un terzo e più importante dirigente dell'ong per cui lavorava Patrick Zaki: Gasser Abdel Razek, fermato ieri dopo l'arresto di altri due colleghi.

La custodia cautelare di Razek, direttore esecutivo dell'"Iniziativa egiziana per i diritti personali" (Eipr), è stata resa nota oggi su Twitter dalla stessa ong per la quale Patrick, lo studente egiziano dell'università di Bologna in carcere da oltre dieci mesi in Egitto, è ricercatore in studi di genere. 

L'ong in un tweet, aggiunge che contro Abdel Razek sono stati contestati i reati di "adesione a gruppo terrorista", "diffusione di false dichiarazioni atte a danneggiare la sicurezza pubblica" e "uso di internet per divulgare fake news".

Il caso rientra nell'inchiesta 855, aperta a giugno scorso e che al momento coinvolge vari esponenti di spicco della società civile egiziana, tra cui l'avvocato e direttore del Adalah Center for Rights and Freedoms, Mohammed El-Baqer, l'avvocata Mahinour El-Masry, la blogger Esraa Abdel Fattah e Mohamed Ibrahim, meglio noto come Mmohamed Oxigen.

Coinvolto più di recente anche il direttore amministrativo dell'Eipr, Mohamed Basheer, arrestato sabato scorso. L'Eipr è l'ong con cui collaborava il ricercatore e attivista per i diritti di genere Patrick Zaki, arrestato al Cairo nove mesi fa, e di cui domani è prevista l'udienza per il rinnovo della detenzione cautelare di 45 giorni. Zaki, che prima dell'arresto frequentava un master alla Alma Mater di Bologna, e' ancora in attesa del processo.

L'Eipr, oltre a farsi portavoce con i media internazionali del suo caso e di altre violazioni dei diritti umani in Egitto, sta fornendo anche supporto legale allo studente. Da sabato scorso, anche un terzo esponente dell'Eipr, Karim Ennarah, e' finito agli arresti.

Secondo la testata Al-Monitor, sull'ondata di arresti all'interno della ong avrebbero scritto anche due testate egiziane, Youm7 e Sawt Al-Umma, accusando l'Eipr di stare danneggiando la reputazione dell'Egitto all'estero. Youm7 e Sawt Al-Umma sono definiti portali di informazione che vanterebbero "legami con gli apparati dell'intelligence egiziana".  
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