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MONDO

Lo riferisce uno degli avvocati del giovane

Egitto, rinnovata la custodia cautelare in carcere per Patrick Zaky

Lo studente egiziano dell'università di Bologna è in carcere al Cairo da quasi tre mesi, con l'accusa di propaganda sovversiva su Facebook

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E' stata rinnovata, per un durata che verrà resa nota in seguito, la custodia cautelare di Patrick George Zaky, lo studente egiziano dell'università di Bologna in carcere al Cairo da quasi tre mesi con l'accusa di propaganda sovversiva su Facebook. Lo ha riferito all'ANSA una sua legale, Hoda Nasrallah.

"Oggi c'è stato un rinnovo, non un rinvio", ha scritto in un messaggio la legale, aggiungendo solo che "domani si saprà la durata" del prolungamento (che in genere è quindicinale ma stavolta interviene dopo sette rinvii di una settimana). Patrick non ha partecipato all'udienza ed è rimasto al carcere di Tora, alla periferia sud-est del Cairo, ha precisato poi la legale.   

Nella capitale egiziana si è appreso che l'Ambasciata d'Italia al Cairo continua a seguire il caso, come ha fatto fin dall'inizio, con la massima attenzione e che sono state condotte numerose iniziative di sensibilizzazione in merito, anche negli ultimi giorni. L'Ambasciatore Giampaolo Cantini ha infatti sollevato il caso di Patrick a più riprese, sia con passi bilaterali nei confronti delle autorità egiziane, sia attraverso numerosi contatti con gli altri organismi egiziani competenti. In passi e contatti, Cantini ha attirato l'attenzione sulle condizioni di salute del giovane e ne ha auspicato il rilascio, in linea con le richieste depositate dai suoi avvocati presso la Procura. E' ad esempio su iniziativa italiana che il caso è stato inserito nel programma di "trial monitoring", di monitoraggio processale, dell'Unione europea. Una nuova iniziativa è stata poi messa in campo negli ultimi giorni dall'Ambasciata, insieme ad altri partner internazionali, per attirare l'attenzione sulla difficile situazione dei detenuti nelle carceri egiziane, menzionando in particolare quelli che, come Zaky, si trovano nella fase di indagine e soffrono per problemi di salute.   

Seppure continua a non essere possibile per le Ambasciate presenziare alle udienze a causa delle restrizioni imposte dall'attuale emergenza sanitaria di coronavirus, si è appreso inoltre che la Delegazione dell'Unione europea ha trasmesso alla Procura egiziana competente, su iniziativa italiana, un documento in cui afferma la propria intenzione di continuare a monitorare il caso. Nel documento si legge che la presenza dei funzionari è impedita dall'emergenza sanitaria ma che l'Unione continua a seguire il caso e potrà tornare a farlo anche in presenza fisica in futuro, quando le condizioni lo consentiranno.
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