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ITALIA

A 26 anni dalla morte del giornalista

Parla il pm che accusò Enzo Tortora: "Sbagliai, mi scuso"

Fu lui, insieme ad altri suoi colleghi, nel maxiprocesso alla Nco (Nuova Camorra Organizzata) di Raffaele Cutolo ad imputare a Tortora di essere colluso con la camorra. "Il suo cliente è diventato deputato con i voti della camorra”, urla Marmo durante l’udienza del 26 aprile 1985, in seguito all’elezione del conduttore al Parlamento europeo

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"Dopo trent'anni è arrivato il momento. Mi sono portato dietro questo tormento troppo a lungo. Chiedo scusa alla famiglia di Enzo Tortora per quello che ho fatto". A parlare è il magistrato Diego Marmo, l'uomo che accusò il giornalista e conduttore televisivo di essere colluso con la camorra, in seguito all'elezione in Parlamento Europeo. Una decisione che venne ribaltata la prima volta nel 1986, quando Tortora era già in prigione da oltre tre anni, poi confermata con formula piena. Quello che ha coinvolto il giornalista Rai è stato uno degli errori giudiziari più eclatanti della giustizia italiana, ancora oggi citato quando si discute in merito all'opportunità di introdurre la responsabilità civile dei magistrati.

"Il rammarico c'era da tempo" racconta il magistrato ormai in pensione a Francesco Lo Dico per il Garantista. Torna alla dura requisitoria di quei giorni, quella in cui definì tortora "un cinico mercante di morte". Un'errore che Marmo fece in buona fede anche se "questo non vuol dire - spiega - che usai sempre termini appropriati. Mi feci prendere dalla foga". Non fu comunque il solo a sbagliare , perchè ci fu un'istruttoria, un rinvio a giudizio e un tribunale che accolse la sua richiesta di condanna.

Marmo è stato recentemente criticato per la sua decisione di entrare in politica. L'ex procuratore capo di Torre Annunziata è stato infatti nominato assessore alla Legalità di Pompei. Proteste si sono sollevate dal fronte del pentastellati e da Forza Italia. Mara Carfagna tempo fa aveva detto "Sarebbe più facile dimenticare la sua requisitoria se solamente Marmo chiedesse scusa". Ora le scuse,tante attese, sono arrivate, chissà se ripagheranno i familiari degli errori subiti, seppur in buona fede.
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