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ITALIA

Emergenza nei comuni del versante est del vulcano

Eruzione Etna: Musumeci dichiara stato di crisi per cenere vulcanica

Stanziato un milione di euro come primo intervento per i comuni colpiti

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Il governo regionale siciliano dichiara lo stato di crisi e chiederà a Roma lo stato di emergenza per le decine di Comuni raggiunti dalla cenere dell'Etna. Lo ha annunciato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, dopo un incontro con il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina.

Stamane una ulteriore fontana di lava e la ricaduta piroclastica sui Comuni del versante Est, in particolare, Sant'Alfio, Giarre, Mascali, ha reso la situazione ancora più critica. La Protezione civile regionale ha già attivato i suoi funzionari della sede di Nicolosi e Catania per effettuare dei monitoraggi e sopralluoghi.

Musumeci ha annunciato una prima erogazione di un milione di euro a favore dei Comuni colpiti e l'avvio delle procedure per l'acquisto di mezzi idonei all'asportazione della cenere, da tenere a disposizione dei sindaci in caso di necessità.

Al tempo stesso il governatore ha affidato all'assessore alla Salute, Ruggero Razza, il compito di verificare con le istituzioni sanitarie nazionali se la cenere vulcanica possa costituire pregiudizio alla salute delle persone che ne vengono a contatto. "È solo un eccesso di prudenza - puntualizza Musumeci - ma, come si sa, la prudenza non è mai troppa".

Cenere sui paesi
Un nuovo parossismo dell'Etna si è verificato questa mattina, attorno alle 7.25, con una fontana di lava dal cratere di Sud-est. L'attività stromboliana del vulcano iniziata nella notte si è poi evoluta dando vita a un primo trabocco lavico e, in seguito, in una eruzione con una nube lunga dieci chilometri poi dispersa verso Est.

L'eruzione ha provocato la ricaduta di cenere e lapilli sui Milo, Fornazzo, Trepunti, Giarre, Macchia di Giarre, Mascali, Riposto e Torre Archirafi. La fontana di lava è cessata attorno alle 8:30, mentre la copertura nuvolosa non ha consentito agli esperti dell'Osservatorio etneo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di studiare la colata lavica avanzata lungo la desertica valle del Bove.

A18: riaperte due corsie tra Giarre e Fiumefreddo
Rimarranno a lavoro tutta la notte le squadre di Autostrade Siciliane impegnate a liberare l'autostrada ricoperta da terra lavica piovuta quest'oggi a seguito dell'eruzione dal cratere di Sud-Est dell'Etna. Interessata in particolare la tratta autostradale compresa tra Fiumefreddo e Giarre della A18 Messina- Catania (dal km. 51 al km. 58), rimasta chiusa per qualche ora e dove la pioggia sta complicando le operazioni di rimozione del terriccio nero. Al momento sono state riaperte due corsie e il traffico ha ricominciato a scorrere sia in direzione Messina che in direzione Catania. Rimane ancora sospeso il pagamento del pedaggio ai caselli di Giarre e Fiumefreddo, per qualsiasi mezzo in transito, e si raccomanda sempre di fare molta attenzione e di essere prudenti alla guida.

Coldiretti: "Gravi danni a colture di piante e fiori"
"L'emissione di cenere sta provocando danni a piante e fiori coperti da una coltre nera che soffoca le produzioni con la necessità di avviare l'iter per la richiesta di calamità naturale". La richiesta viene da Coldiretti, che sottolinea come "i fenomeni eruttivi dell'Etna con l'emissione di cenere e lapilli hanno colpito pesantemente il comparto florovivaistico e delle piante aromatiche. Le piante prodotte nell'area etnea in questo momento raggiungono tutt'Italia quindi bisogna sostenere maggiori costi sia per una selezione sia per la pulizia che dev'essere fatta attentamente per i danni che potrebbero derivarne".

"La manutenzione straordinaria va estesa anche alle serre ed in generale a tutti gli strumenti di lavoro e questo - conclude Coldiretti - fa lievitare i costi aziendali. Danni anche alle colture nonostante gli effetti reali, soprattutto sugli ortaggi e sugli agrumi, saranno visibili solo tra qualche tempo".
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