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Coronavirus

L'annuncio di Speranza, ma restano divisioni nella maggioranza

Green pass: verso l'estensione. Confindustria-sindacati: lo stato paghi i costi dei tamponi

L'estensione dell'obbligo di Green pass appare scontato. Probabilmente non servirà la fiducia. Si attende la convocazione della cabina di regia. Sì di Confindustria all'obbligo di green pass sul lavoro. Bonomi: "il governo si faccia carico del costo dei tamponi"; Bombardieri: "il costo non ricada sui lavoratori". 

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Il decreto sul Green pass è arrivato alla Camera e potrebbe incassare l'ok del Parlamento senza la necessità di apporre la fiducia del Governo, che intanto si prepara a un nuovo provvedimento per estenderlo da ottobre ai dipendenti statali, alle categorie impegnate in quei settori dove il certificato è già obbligatorio e - forse - anche ai lavoratori delle imprese. Su quest'ultimo aspetto il premier Mario Draghi ha visto a Palazzo Chigi il segretario della Cgil, Maurizio Landini, mentre tutti i sindacati hanno incontrato Confindustria.

L'annuncio dell'estensione del Green pass arriva al termine del G20 Salute a Roma. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, conferma che : "A breve ci sarà l'estensione del Green pass. C'è una discussione in corso, che avverrà anche nei prossimi giorni, che ci porterà a determinazioni che ci consentiranno di estendere la campagna vaccinale, penso all'estensione del Green pass e altre ipotesi per rafforzare la campagna vaccinale". 

Alla Camera è intanto cominciato l'esame del decreto legge sull'emergenza Covid che contiene le disposizioni sul certificato verde e si ragiona ancora, tra i gruppi parlamentari di maggioranza, sulla possibilità di evitare che nelle prossime ore il Governo ponga la fiducia sul testo. Nuovi provvedimenti matureranno dopo la cabina di regia del Governo prevista giovedì, in cui si deciderà per l'estensione del passaporto verde: non si esclude al momento che possa riguardare anche i passeggeri del trasporto pubblico locale. 

Mentre si attende un punto definitivo a una discussione tutt'altro che conclusa, il primo passo avanti giunge da Confindustria e sindacati, concordi sull'obbligatorietà per i lavoratori, a patto che i costi non vadano a pesare sulle aziende o sui lavoratori.

Bonomi, Confindustria: "Obbligo sul lavoro e tamponi gratuiti"
"Noi da sempre siamo stati per l'obbligo vaccinale ma non possiamo non renderci conto che al momento la politica non sembra trovare una sintesi e quindi abbiamo necessità di mettere in sicurezza i luoghi di lavoro". Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, dopo l'incontro con i sindacati.

"Siamo per l'adozione del Green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro e su questo si è aperta una discussione". Sul costo dei tamponi "sappiamo che giovedì c'è la cabina di regia del governo, laddove si dovesse decidere, come noi auspichiamo, l'obbligo del Green pass all'interno dei luoghi di lavoro e le parti sociali trovassero un accordo su questo, credo che il governo potrebbe pensare di fare un'operazione di utilità sociale e quindi di potersi far carico del costo dei tamponi, che sicuramente non può essere a carico delle imprese".

Sbarra, Cisl: "Costi non ricadano sui lavoratori"
Cgil, Cisl e Uil al tavolo del confronto hanno portato un'apertura, ma hanno anche dettato i termini del sì: "Abbiamo dato a Confindustria la nostra disponibilità a sederci per rafforzare i contenuti dei protocolli, per rendere i luoghi di lavoro più sicuri. E abbiamo dato la nostra disponibilità a discutere nel merito, in caso di legge sull'obbligo del Green pass, a patto che i costi non ricadano sui lavoratori". Lo ha detto il leader della Cisl, Luigi Sbarra, dopo l'incontro Confindustria-sindacati sul Green pass.

Si lavora per evitare ricorso a fiducia
Sul decreto di conversione del Green pass si sta lavorando per evitare il ricorso alla fiducia. La trattativa è ancora in corso, il governo ha chiesto rassicurazioni alla Lega affinché non si sfili e non faccia barricate in Aula. Pd e Movimento 5 stelle spingono affinché la Lega non abbia margini di azione, il partito di via Bellerio ha detto no alla richiesta di ritirare gli emendamenti, ma si punta a far sì che le modifiche non vadano nella direzione opposta al provvedimento.

Il premier Draghi ha riscontrato comunque un clima di maggiore unità e punta a scongiurare uno scontro interno al governo. Lo stesso ministro Giorgetti ha certificato che si andrà verso una nuova estensione del passaporto sanitario. Una linea opposta a quella cavalcata da esponenti del partito di via Bellerio come Borghi che in caso di fiducia voterebbe - e insieme a lui perlomeno un'altra decina di deputati - contro l'esecutivo.

"Le condizioni di sicurezza - ha sottolineato Giorgetti al Salone del Mobile - esigono che chi frequenta i luoghi affollati in qualche modo dia garanzie di non contagiare nessuno. Quindi, il Green pass è una misura che va esattamente in questa direzione. Quindi, ne prevedo un'ulteriore estensione". 
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