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Coronavirus

La pandemia in Europa

GB: +26% in una settimana, Galles in lockdown. L'Olanda manda i pazienti in Germania

Saturi gli ospedali dei Paesi Bassi. La Spagna con oltre 3 milioni di contagi reali vara ulteriori restrizioni. In Francia situazione ad altissimo rischio, Macron: "Virus con noi fino all'estate". Bruxelles-Valonia le regioni più colpite d'Europa. Romania, record di contagi, oltre 5.000 nuovi casi

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Continuano a stringersi nel Regno Unito le misure precauzionali per arginare il contagio da coronavirus, mentre il National Office of Statistics segnala un numero di infezioni nel Paese molto alto, il 26% in più rispetto alla settimana scorsa. Nel Regno Unito sono stati registrati altri 20.530 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, pochi meno rispetto ai 21.242 di ieri, e 224 morti. 

A rendere il dato particolarmente preoccupante è che l'impennata dei nuovi casi (443.300 infezioni negli scorsi 7 giorni contro 336.500 nei giorni precedenti) non è proporzionale all'aumento dei tamponi (uno ogni 130 cittadini contro uno ogni 160 la settimana precedente).Le restrizioni più dure entrano in vigore in Galles, dove da questo pomeriggio vige un lockdown parziale della durata di 17 giorni: dalle 18 la popolazione deve rimanere in casa salvo necessità e dovranno chiudere pub, ristoranti, alberghi e i negozi che vendono beni non essenziali.

In Scozia la premier Nicola Sturgeon ha tenuto un discorso alla nazione nel quale ha annunciato un sistema di allarme su cinque livelli, che prevede restrizioni crescenti a seconda dell'incidenza del contagio. Sturgeon ha ammesso che alcune aziende dovranno restare chiuse per un po', ma ha garantito fondi pubblici per dar loro ossigeno. In Inghilterra, intanto, sono sempre più le contee che stanno imponendo il livello massimo di restrizioni, quello previsto dall'allerta 3, ovvero chiusura di bar, pub, palestre e centri scommesse e, dalle 22, anche dei ristoranti.

Le autorità locali del Warrington hanno concordato con il governo di porre le limitazioni di livello 3 e una decisione analoga dovrebbe essere presa nel pomeriggio nel Nottingham. All'allerta di livello 3 passa oggi anche la regione del Greater Manchester, seguita dallo Yorkshire dalle 12 di domani. Passano invece al livello 2 Stoke-on-Trent, Coventry e Slough

Bruxelles e la Valonia sono le regioni d'Europa più colpite dal coronavirus e il Belgio, nel suo insieme, (11 milioni di abitanti) ha sfondato il tetto dei 10mila casi al giorno (10.454 casi, + 69% rispetto  alla settimana precedente). Sono gli ultimi dati diffusi dalle autorità. Intanto il premier Alexander De Croo ha annunciato nuove misure di contenimento in vigore da oggi fino al 19 novembre. Per le scuole scende a un massimo del 20% la presenza degli studenti delle scuole superiori, con l'obbligo di indossare la mscherina. Senza pubblico tutte le manifestazioni sportive. Sospese le competizioni amatoriali.

La situazione sanitaria è così drammatica in nove delle 10 province del Belgio che le autorità hanno recentemente avvertito che le unità di terapia intensiva raggiungeranno la saturazione entro metà novembre, se i nuovi casi di coronavirus continueranno a crescere allo stesso ritmo. Per evitare un collasso del sistema sanitario, il ministro della Sanità Frank Vandenbroucke, ha affermato che il numero di posti letto disponibili nelle unità di terapia intensiva sarà aumentato a 2.300, mentre le operazioni non urgenti saranno rinviate nelle prossime quattro settimane.

Il Lussemburgo ha deciso di stabilire un coprifuoco notturno, tra le 23 e le 6 del mattino e di limitare i raduni a un massimo di 4 persone a seguito dell'aumento dei contagi da coronavirus. Lo ha annunciato il premier Xavier Bettel su twitter. "La situazione è peggiorata negli ultimi giorni e dobbiamo evitare che diventi più drammatica" ha spiegato il primo ministro invitando a indossare le mascherine. Il coprifuoco, scrivono i media locali,  dovrebbe durare un mese.

In Francia nuovo record di contagi in Francia: 42.032 da ieri, secondo il sito del governo, contro i 41.622 registrati ieri. I tamponi sono, in media quotidiana, 232.000. I morti sono stati, da ieri, 184. A questa cifra, relativa agli ospedali, si deve aggiungere quella delle vittime degli ultimi 4 giorni nelle case di cura e negli istituti per disabili, che sono state 114. Il totale dal 1 marzo sale a 34.508. In aumento le rianimazioni, dove oggi ci sono quasi 300 pazienti in più rispetto a ieri, per un totale di 2.441 letti occupati da ammalati Covid.

Il direttore generale degli Ospedali di Parigi, Martin Hirsch, lancia l'allarme, affermando di ritenere "possibile" che la "seconda ondata" del Covid-19 "sia peggio della prima". La situazione è "temibile per tutti noi", ha detto in tv, mettendo in guardia sul numero quotidiano di casi positivi, "probabilmente tre volte" superiore ai diagnosticati in questi ultimi giorni: "Ci sono molte persone positive senza saperlo".

"E' troppo presto per dire se ricorreremo a lockdown locali" ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine di una visita in un ospedale di Pontoise, a nord di Parigi.   "Valuteremo ogni settimana l'efficacia delle misure prese. Almeno fino a inizio dicembre, avremo tutto quello che è stato annunciato dal governo. Queste misure, di certo, posso dirvelo già oggi, non saranno ridotte. Forse saranno rafforzate, se non sono sufficientemente efficaci".

"Ci sbarazzeremo del virus soltanto per un colpo di fortuna, ma abbiamo visto che finora di fortuna non ne abbiamo avuta, o per immunità collettiva o per un abbinamento vaccino-cure" ha aggiunto Macron, sottolineando che "avremo questo virus almeno fino all'estate".

Il "vero numero" di persone contagiate da Covid in Spagna è pari a oltre 3 milioni, e non a poco più di un milione come risulta dai dati ufficiali. Lo ha dichiarato il premier spagnolo, Pedro Sanchez, in un discorso alla nazione. Sanchez ha spiegato che i numeri reali sono molto più alti di quelli ufficiali perché all'inizio dell'epidemia fu effettuato un basso numero di tamponi. "Il numero reale dei contagiati supera ora i tre milioni di connazionali. Dobbiamo ridurre la mobilità e i contatti. Non c'è altra soluzione" ha detto questa mattina in un discorso rivolto alla nazione.

Pazienti affetti da Coronavirus provenienti dai Paesi Bassi vengono trasferiti da oggi in Germania per alleggerire il carico delle unità di terapia intensiva in Olanda, dove quasi un letto su due è attualmente già occupato da malati di Covid. Ad annunciarlo è stato il Centro di coordinamento di Rotterdam per la distribuzione dei malati, precisando che uno dei pazienti trasferiti è stato portato questa mattina in elicottero in un ospedale di Muenster. I Paesi Bassi sono tra gli stati più colpiti dalla seconda ondata della pandemia, con circa 9300 nuove infezioni in 24 ore registrate ieri. Dall'inizio di aprile, la Germania ha accolto 58 pazienti olandesi, curati in diverse unità di terapia intensiva. Nel corso del fine settimana verranno trasferiti altri pazienti in altre regioni del paese. Tra i Laender che hanno manifestato disponibilità all'accoglienza figurano il NordReno Westfalia e la Bassa Sassonia.

La Romania ha fatto registrare nelle ultime 24 ore un nuovo record assoluto di contagi da Covid. Superata per la prima volta quota 5mila con 5.028 casi registrati su 41.238 test effettuati (12.2%). Con questi dati il paese balcanico supera anche il muro dei 200mila contagi (201.032) dall'inizio della pandemia. Record anche per quanto riguarda i pazienti in terapia intensiva: 782. I morti nelle ultime 24 ore sono stati 82 per un totale di 6.245.

Il numero di infezioni da coronavirus nelle ultime 24 ore in Croazia ha toccato il record di 1.867, mentre sette persone sono morte. Finora la Croazia ha registrato 31.717 casi con 413 decessi, attualmente sono 7.313 i casi attivi. Anche la vicina Bosnia ha riportato un record di 1.169 infezioni nelle ultime 24 ore e 14 morti, portando il totale dei casi a 38.493. La Slovenia ha introdotto il coprifuoco questa settimana a causa di un picco di eventi. Ha riportato 1.656 infezioni nelle ultime 24 ore e due morti. Le autorità sanitarie del Montenegro, che nelle ultime settimane ha registrato un alto livello di contagi rispetto alla sua popolazione, hanno segnalato 3.913 casi attivi. Finora 253 persone in Montenegro sono morte a causa della malattia, mentre 16.259 si sono ammalate. Le autorità sanitarie della Macedonia del Nord hanno segnalato 6.552 casi di attività entro la fine di giovedì. Finora 874 persone sono morte e 25.473 si sono ammalate dell'infezione. La Serbia, che ha ancora meno casi rispetto ai suoi vicini balcanici, la scorsa settimana ha ordinato il divieto di raduni di massa come matrimoni e feste, ha reso le maschere obbligatorie all'interno e ha raccomandato alle persone di indossarle anche all'aperto. Giovedì la Serbia ha segnalato un aumento di 416 casi, portando il totale delle infezioni a 37.536. 

In Svizzera ci sono stati 6.634 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, il doppio rispetto alla settimana scorsa, con un rapporto nuovi contagi/100 mila abitanti pari a 495. "Abbiamo superato tutti i nostri vicini", ha sottolineato Stefan Kuster del ministero della Salute, precisando che il tasso è più alto di Francia, Austria e cinque volte maggiore della Germania. La previsione è che la capacità limite del sistema ospedaliero verrà raggiunta "tra il 5 novembre e il 18 se non ci saranno cambiamenti", ha sostenuto Martin Ackermann, presidente della task-force nazionale anti-Covid.

Ecdc: "In Europa servono misure immediate e mirate"
"L'attuale situazione epidemiologica nella maggior parte dei paesi" europei e nel Regno Unito "desta seria preoccupazione per il rischio crescente di trasmissione" di SarS-Cov-2 "che richiede misure immediate e mirate in materia di salute pubblica". E' quanto si legge nell'ultimo bollettino del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), in cui si fa il punto sulla situazione dei contagi, definendo la situazione "ad alto rischio" e "in progressivo deterioramento" nella maggior parte dei paesi e si esorta "a una forte azione di salute pubblica al fine di prevenire l'imminente rischio che i sistemi sanitari siano sopraffatti, rendendoli incapaci di fornire cure sicure e adeguate". L'Ecdc aggiunge inoltre che i vari interventi attuati dai paesi Ue e Gb "non sono stati sufficientemente efficaci nel controllare la trasmissione a causa di diversi fattori: l'adesione alle misure non è stata ottimale; le misure non sono state attuate abbastanza rapidamente; o le misure erano insufficienti per ridurre l'esposizione". 

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