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ECONOMIA

Evergrande vicina al default. Borse asiatiche ancora giù

Se scoppia la bolla immobiliare cinese, sarà una nuova Lehman Brothers. In rosso tutte le borse. 

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Continua, per il secondo giorno consecutivo, il calo della borsa di Hong Kong per la crisi di Evergrande, il secondo sviluppatore immobiliare cinese che in avvio di seduta cede l'1,32% sui timori di un crack sempre più vicino. L'indice Hang Seng accusa un calo dell'1,15% in apertura. I mercati finanziari in Cina, Corea del Sud e Taiwan sono chiusi per festività.

Ieri Evergrande aveva chiuso in calo del 10,24% a Hong Kong, ai minimi dal maggio 2010, confermandosi sotto una crescente pressione in vista anche della scadenza di giovedì quando è in calendario il pagamento di interessi su bond offshore. Un pagamento che, con molta probabilità, salterà scatenando - è la paura diffusa - un effetto domino. Il tonfo di Evergrande in borsa porta con forza alla ribalta i timori degli investitori per il mercato immobiliare cinese e la paura che Pechino possa estendere le sue politiche sulla casa - un "bene per vivere, e non per la speculazione" - anche a Hong Kong. 

Timori che hanno fatto affondare tutte le piazze finanziarie. ieri sera le borse europee avevano chiuso tutte in rosso, con Milano che ha perduto il 2,5% appesantita dalle banche e dai petroliferi. Tonfo anche a Wall Street, che archivia la peggiore seduta da maggio confermando la cautela degli investitori nel mese di settembre. L'indice Vix, spesso chiamato il termometro della paura, è schizzato del 34% ai massimi da oltre quattro mesi. Non si salva neanche il petrolio, con le quotazioni in calo di quasi il 2%.

Le piazze finanziarie mondiali temono una Lehman Brothers cinese in grado di affondare il sistema finanziario globale. A innervosire i mercati, e alimentare un'ondata di vendite generalizzata, è anche l'attesa riunione della Fed, che mercoledì potrebbe annunciare la tempistica del ritiro degli stimoli all'economia messi in campo per la pandemia. Non facilita gli scambi neanche l'appello del segretario al Tesoro americano Janet Yellen per un aumento del tetto del debito subito, senza se e senza ma: non farlo - ha messo in guardia - significherebbe scivolare in una nuova crisi e in recessione. 

"Gli investitori si stanno riposizionando in attesa del probabile default dello sviluppatore cinese Evergrande nei prossimi giorni e delle più ampie implicazioni che questo potrebbe avere sul mercato", affermano alcuni analisti. Pur puntando il dito su Evergrande, e osservando come il timore è che sia solo la punta dell'iceberg della bolla immobiliare cinese, altri osservatori ritengono l'elevata volatilità del lunedì nero sulle borse normale dopo un lungo periodo di tranquillità e a fronte di valutazioni dei titoli molto elevate.
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