Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/ex-ilva-sciopero-tavolo-mise-7dcbc656-2c95-48b7-bebb-0bba328a2a61.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Piano industriale

Ex Ilva, no al piano di Arcelor Mittal. Patuanelli convocherà i vertici. Stabilimenti in sciopero

L'incontro tra governo e sindacati sull'ex Ilva al ministero dello Sviluppo economico, durato circa due ore e mezza, finito senza decisioni. Nuovo vertice la prossima settimana, presente Arcelor Mittal.  Catalfo: piano inaccettabile. Gualtieri: va ben oltre emergenza covid. Mercoledì si riunisce il consiglio di fabbrica

Condividi
Il governo boccia il nuovo piano industriale per l'ex Ilva presentato da Arcelor Mittal. Nel corso della riunione con i sindacati, i ministri Stefano Patuanelli, Roberto Gualtieri e Nunzia Catalfo sono andati all'attacco della multinazionale bollando il piano come "inadeguato", "inaccettabile" e "insoddisfacente". Stesso giudizio espresso dai commissari di Ilva in amministrazione straordinaria. Per Fiom, Fim e Uilm, che avevano proclamato uno sciopero di 24 ore alla vigilia dell'incontro con il governo.  Un nuovo incontro, questa volta anche con i vertici di Arcelor Mittal, verrà convocato da Patuanelli per la prossima settimana.

Il piano presentato dalla multinazionale, secondo il ministro dello Sviluppo economico, "è inaccettabile per due motivi: mette in discussione i livelli occupazionali e il piano d'investimenti, allungandone i tempi a dismisura". Per Patuanelli, convinto che lo scudo penale sia stata solo una scusa per restituire gli impianti, l'obiettivo è ribaltare il piano di Arcelor Mittal, ribadendo gli obiettivi del Governo: piena occupazione, investimenti sugli impianti, newco per una produzione green.

Patuanelli avrebbe detto in riunione che  "oggi non c'è l'azienda perché il piano presentato ritengo non si debba nemmeno discutere. La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro con Arcelor Mittal per poter trovare una soluzione", riferiscono fonti sindacali.  "L'accordo sindacale è parte integrante. Non c'è da parte del governo nessuna intenzione di portare avanti la proposta di Mittal", avrebbe assicurato.

Sciopero generale
Tutti gli stabilimenti dell'ex Ilva sono in sciopero di 24 ore contro il nuovo piano industriale presentato da Arcelor Mittal e, a Taranto, i lavoratori presidiavano lo stabilimento.   E' terminato, intanto, dopo due ore e mezza, l'incontro tra governo e sindacati sulla sorte delle acciaierie. Il confronto al ministero dello Sviluppo economico è stato aggiornato alla prossima settimana con la presenza anche dei vertici di Arcelor Mittal.  Mercoledì si riunirà il consiglio di fabbrica e non sono escluse nuove iniziative di mobilitazione.

Piano respinto
Fiom, Fime e Uilm respingono al mittente il nuovo piano che prevede, tra l'altro, circa 5mila esuberi tra dipendenti diretti e lavoratori in capo all'amministrazione straordinaria. I sindacati delle tute blu giudicano "inaccettabile" l'atteggiamento del governo che "continua a trattare con Arcelor-Mittal, una controparte che ha dato dimostrazione di essere un soggetto inaffidabile, che non rispetta gli impegni sottoscritti continuando a rinviare gli investimenti sulle innovazioni tecnologiche e non garantendo la manutenzione degli impianti".

Catalfo: piano inaccettabile
"Questa mattina, con i ministri Stefano Patuanelli e Roberto Gualtieri, i commissari straordinari e le organizzazione sindacali, ho partecipato in videoconferenza al tavolo ex-Ilva, dove ho ribadito che il nuovo piano industriale presentato da Arcelor Mittal e la riduzione occupazionale prospettata sono inaccettabili", ha scritto il ministro del Lavoro Catalfo su Facebook. "È necessario che ci sia chiarezza da parte dell'azienda: la questione deve essere risolta con la massima celerità", ha concluso.

Gualtieri: piano inadeguato
Per il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che ha partecipato al tavolo Governo-sindacati al Mise sull'Ex Ilva, il piano presentato da Arcelor Mittal è "inadeguato" e "va ben oltre l’adattamento agli effetti del Covid-19". "Si distacca sostanzialmente dall’accordo del 4 marzo e non è una base accettabile", ha detto secondo quanto si apprende.

Bentivogli (Fim):  piano inconsistente e discutibile
Arcelor Mittal Italia "ha stracciato l'accordo del 6 settembre 2018 fatto col sindacato e quello del 4 marzo fatto col Governo e altrettanto farà con quello inviato il 5 giugno". Lo sostiene Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl, al termine dell'incontro sull'ex Ilva tra governo, sindacati e
commissari dell'Ilva in amministrazione straordinaria. Bentivogli spiega che "il nuovo piano prevede 3.200 lavoratori in Cigs già nel 2020 a cui aggiungere quelli in amministrazione straordinaria. Far slittare dal 2023 al 2025 come traguardo per ambientalizzazione e piena occupazione non solo inaccettabile ma è anche solo teorico, perché inconsistente sul piano degli investimenti e discutibile dal punto di vista dell'efficacia per il rilancio produttivo". 

Sbarra (Cisl): pretese che rasentano la provocazione
"La Cisl condivide e sostiene le ragioni della mobilitazione dei  lavoratori dell'Ex-Ilva, in sciopero per difendere il sacrosanto diritto al lavoro attraverso la continuità produttiva degli stabilimenti Arcelor Mittal. In queste settimane e in questi mesi l'azienda si è dimostrata interlocutore inaffidabile e si è  caratterizzata per una gestione cinica e predatoria". Lo afferma Luigi Sbarra, segretario general aggiunto Cisl, dopo l'incontro odierno tra sindacati e il ministro Patuanelli sulla vicenda ex-Ilva. "Il piano presentato dal gruppo - ha aggiunto - è del tutto irricevibile, frutto di un metodo inaccettabile e unilaterale, in cui le relazioni industriali sono state gravemente mortificate. Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Siamo di fronte a richieste e pretese che rasentano la provocazione".
Condividi