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Coronavirus

Ferragosto, divieti per discoteche e feste in spiaggia

Vietati anche i falò  in riva al mare, a Napoli controlli sui lavoratori dei locali

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Ferragosto e Covid: stop alle feste in spiaggia e stretta su discoteche. In vista del ferragosto le regioni hanno firmano ordinanze per cercare di limitare gli assembramenti. Su discoteche e locali da ballo "bene la prudenza e il rigore massimo applicato dalle regioni, compreso l'utilizzo delle mascherine imposto in ogni luogo in cui si creano assembramenti", plaude il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia.

La Calabria, d'intesa con il governo, ha chiuso i locali mentre in Sicilia il governatore Musumeci ha imposto il numero chiuso. In Toscana, Emilia Romagna e Sardegna si può ballare, ma soltanto a due metri di distanza. Nuova ordinanza anche in Veneto, come in Emilia Romagna; nei locali non potrà entrare più di metà della capienza massima e saranno obbligatorie le mascherine anche durante il ballo. In Basilicata sono state sospese, sia all'aperto sia al chiuso, le attività del ballo mentre in Piemonte sono ancora consentite. 

In controtendenza la sindaca di Riccione, Renata Tosi:  "Chiudere è una follia. I controlli vanno fatti ma qui non c'è rischio", e critica il presidente della Regione Bonaccini per la sua ultima ordinanza per una nuova stretta sulle discoteche dopo la ripresa dei contagi di coronavirus.

Per evitare gli assembramenti, sul litorale laziale i comuni di Anzio e Ladispoli hanno disposto il divieto di accensione dei falò in spiaggia. Spiagge vietate anche ad Agropoli, Modica e Scicli e controlli anti-assembramento a Civitanova Marche e Porto Recanati.

A Napoli, i carabinieri del gruppo per la tutela del lavoro e il personale dell'ispettorato territoriale del lavoro controllano non soltanto i turisti luoghi della "movida", nelle discoteche, negli stabilimenti balneari ma anche la sicurezza dei lavoratori, contrastando l'impiego "in nero".

 
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