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EUROPA

Parigi

Francia, exit poll: Repubblicani in testa, Le Pen non sfonda

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Secondo i primi exit poll delle elezioni regionali e dipartimentali in Francia i repubblicani avrebbero ottenuto complessivamente il maggior numero di voti, mentre il Rassemblement National di Marine Le Pen non avrebbe sfondato.

Al primo turno delle elezioni regionali in Francia, ultimo scrutinio importante prima delle presidenziali del 2022, la destra, che aveva già otto regioni, sembra essere molto più avanti di tutte le altre formazioni. I Repubblicani (LR), Les Republicains in francese, sono accreditati con il 29% dei voti in tutta la Francia, secondo Ipsos/Sopra.

I primi exit poll vedono in vantaggio i gollisti di Les Republicains, al 29% secondo l'istituto Ipsos, seguiti dal Rassemblement National di Marine Le Pen, al 18,5%, e dai socialisti al 18%. Il blocco dei partiti ecologisti è dato al 12% mentre La Republique en Marche del presidente Emmanuel Macron si ferma al 10% in coalizione con Modem, stessa percentuale raccolta dalla sinistra radicale di France Insoumise. Il voto conferma quindi la scarsa capacità di En Marche di radicarsi nei territori.

Il Rassemblement National, il partito di estrema destra di Marine Le Pen, incassa un risultato deludente alle elezioni regionali francesi, attestandosi al 18,5%, quasi dieci punti in meno della destra gollista dei Les Republicains. Il Rn rischia di non arrivare in testa in nemmeno una regione.

Valérie Pécresse, presidente uscente di destra (Républicains) dell'Ile-de-France, la regione di Parigi, è largamente in testa al primo turno delle regionali con il 36,4% dei voti, secondo le prime stime. Staccatissimo il giovane leader dell'estrema destra, Jordan Bardella, con il 13%.

In Provenza-Alpi-Costa Azzurra, il candidato lepenista Thierry Mariani, che era apparso in vantaggio dai primi exit poll, rischia di essere superato dal gollista Renaud Muselier in un incerto testa a testa. Secondo i primi exit poll Muselier sarebbe al 34,5% contro il 33% del candidato di Marine Le Pen, dato dai sondaggi come il favorito.

I candidati esponenti di Les Republicains (Lr) o di coalizioni di centrodestra che includono i gollisti sono in vantaggio in sette regioni francesi su 13, secondo i dati provvisori comunicati dai principali istituti transalpini. Candidati di sinistra, socialisti o ecologisti, sono in vantaggio in altre cinque regioni, mentre in Corsica sono in testa gli autonomisti.

L'estrema destra del Rassemblement National (Rn) non è in testa in alcuna regione,

Pessima performance de La Republique En Marche del presidente Emmanuel Macron, che rischia di restare fuori da alcuni parlamenti regionali e conferma il suo scarso radicamento sul territorio. 

Ecco i risultati parziali, regione per regione.

- In Provenza-Alpi-Costa Azzurra il gollista Renaud Muselier, che ha il sostegno di En Marche, è al 34,5%, contro il 33% di Thierry Mariani del Rassemblement National.

- In Ile-De-France la presidente uscente, Valerie Pecresse, esponente di una coalizione di destra che include Les Republicains, è al 36,4%, seguita da Jordan Bardella del Rn (13,7%).

- In Alta Francia, il presidente uscente, Xavier Bertrand (Lr), è dato al 43% contro il 24% di Sebastien Chenu (Rassemblement National).

- Nei Paesi della Loira, Christelle Morancais (Lr) è al 34%, mentre Guillame Garot e Matthieu Orphelin, entrambi espressione di coalizioni di sinistra, sono entrambi al 18%.

- Nel Grand Est è in vantaggio Jean Rottner (Lr) con il 31% seguito da Laurent Jacobelli (Rn) al 20% e Eliane Romani (24%), candidata da socialisti ed ecologisti.

- In Alvernia-Rodano-Alpi è in forte vantaggio Laurent Wauquiez (Lr), dato al 44%.

- In Normandia il centrista Herve' Morin, presidente uscente a capo di un'alleanza di centrodestra, è al 35,1% seguito da Nicolas Bay (Rn), dato al 20,4%.

- In Nuova Aquitania il socialista Alain Rousset, candidato uscente, è in testa con il 29%.

- In Bretagna il presidente socialista uscente, Loig Chesnais-Girard è primo al 20,8% seguito dal centrista Thierry Bourlot (16,2%).

- In Occitania e' in vantaggio la socialista Carole Delga (39,6%) seguita da Jean-Paul Garraud (Rn) e Aurelien Pradie' (Lr).

- In Centro-Valle della Loira il presidente socialista uscente Francois Bonneau è in testa al 25,6% a quattro punti dallo sfidante lepenista Aleksandar Nikolic.

- In Borgogna-Franca Contea la presidente socialista uscente Marie-Guite Dufay è in vantaggio al 26,2% ma tallonata da Julien Odoul del Rn, al 23,8%.

- In Corsica l'autonomista Gilles Simeoni è al 28%, seguito dal gollista Laurent Marcangeli al 24,9%.

Le reazioni
La Republique en Marche, il partito del presidente francese Emmanuel Macron, protagonista di una pessima performance al primo turno delle regionali, "si prenderà le sue responsabilità" per "non rischiare" una vittoria dei candidati di estrema destra del Rassemblement National al secondo turno. Lo ha dichiarato il presidente esecutivo del partito, Stanislas Guerini. En Marche sosterrà quindi al secondo turno i candidati gollisti o socialisti che avranno uno sfidante lepenista.

Il presidente di Les Republicains, Christian Jacob, si è rallegrato per il risultato del suo partito, "di gran lunga quello che raccoglie più voti" e ha attaccato il governo per l'organizzazione delle elezioni regionali, "indegna di una grande democrazia". "Mai c'è stato un tale disordine", ha detto Jacob a Tf1.

"Di fronte all'azione di questo governo che sta portando il Paese al caos, i nostri elettori hanno il dovere di reagire. Dovete votare. Se non votate per le vostre idee, la vostra voce non conta più. Tutto è possibile, purché l'avete deciso voi: alle urne, patrioti!" in vista del secondo turno. Così su Twitter la leader di Rassemblement National, Marine Le Pen, dopo il voto di oggi per le elezioni regionali e dipartimentali in Francia.


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