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MONDO

Più di 1.100 operazioni di ricerca e soccorso

Frontex: 30 mila le persone salvate nel 2019

"Non possiamo iniziare un'operazione senza un accordo previo sul luogo di sbarco - dice durante l'audizione al Libe del Parlamento europeo, il direttore esecutivo dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, Fabrice Leggeri -  Però non c'è alcun vuoto giuridico, la legge del mare è molto chiara: le persone salvate devono essere trasportate al porto sicuro più vicino"

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"Nel 2018 abbiamo aiutato a salvare più di 88 mila vite. Quest'anno, fino a oggi, abbiamo aiutato più di 30 mila persone in difficoltà in mare. Con più di 1.100 operazioni di ricerca e soccorso". Sono i numeri forniti dal direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, intervenendo all'audizione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe) del Parlamento europeo. "Più di 20 mila persone sono state soccorse con Poseidon in Grecia, 15 mila con l'operazione Indalo in Spagna, poi 2 mila con l'operazione Themis nel centro del Mediterraneo", ha aggiunto. 

"Frontex non può proporre un'operazione marittima e intervenire con delle imbarcazioni di Guardia costiera senza un accordo previo del luogo di sbarco. Quindi non possiamo inviare imbarcazioni, non possiamo iniziare un'operazione senza un accordo previo sul luogo di sbarco, soprattutto nelle situazioni in cui riguarda eventuali migranti illegali che verrebbero salvati in mare - ha spiegato ancora Leggeri - Però non c'è alcun vuoto giuridico, la legge del mare è molto chiara: le persone salvate devono essere trasportate al porto sicuro più vicino".

"Come direttore esecutivo dell'agenzia non è appannaggio mio decidere se la Libia sia un porto sicuro o no. Non ho mai detto però che lo sia", ha spiegato ancora Leggeri. Su questo passaggio arriva il chiarimento di Michael Shotter, direttore nella commissione Ue per le migrazioni e la protezione che ha ribadito: "La posizione della Commissione Ue è che la Libia non è un porto sicuro".
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