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POLITICA

Vertice a Palazzo Chigi

Non c'è accordo sul Mes. Gualtieri difende la riforma: "Attaccato da chi l'ha firmata"

"Abbiamo fatto una buona discussione sul trattato, seguiranno approfondimenti tecnici. La riunione è stata aggiornata per altri impegni dei partecipanti" spiega il deputato di Italia Viva, Luigi Marattin

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La maggioranza non ha ancora raggiunto una "soluzione" sul caso del Fondo salva-stati. Nel corso del vertice a Palazzo Chigi sul Mes, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, non avrebbe mancato di sottolineare quello che lui stesso, e l'intero Pd, considerano un paradosso: trovarsi a difendere e spiegare una riforma attaccata da chi nell'estate scorsa l'aveva negoziata e firmata, nello specifico la Lega, all'epoca forza di governo, e ora sul piede di guerra contro la ratifica del Mes.

Il clima dell'incontro viene descritto come positivo e costruttivo, seppur le distanze restano, tanto che sarà necessario un nuovo incontro. Il vertice sarebbe stato molto tecnico, con il responsabile dell'economia -testo alla mano - pronto a spiegare e tentare di fugare i dubbi, in particolare quelli sollevati dal M5S e da Leu, in particolare da Stefano Fassina. Passi avanti, secondo le stesse fonti, sarebbero comunque stati fatti: "se prima i dubbi erano 100, adesso sicuramente saranno stati sforbiciati almeno in parte".

Marattin: "Si continua a ragionare, in gioco credibilità dell'Italia"
Si continua "a ragionare" ha commentato a sua volta il parlamentare di Italia Viva, Luigi Marattin, dopo aver partecipato al vertice. Vertice - che è durato più di due ore - e che ha visto il premier Giuseppe Conte, allontanarsi temporaneamente per incontrare il Commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici. Per poi tornare al tavolo - dove oltre a Marattin - erano presenti i ministri Luigi Di Maio, Enzo Amendola, Roberto Gualtieri, Dario Franceschini, il sottosegretario Federico D'Incà e l'altro parlamentare Stefano Fassina, di LIberi e Uguali. Marattin prosegue: "Abbiamo fatto una buona discussione sul trattato, seguiranno approfondimenti tecnici. La riunione è tata aggiornata per altri impegni dei partecipanti. La discussione, ha assicurato, "e' stata sul merito", " molto approfondita" e "molto tecnica". "E' evidente - ha proseguito - che ci sono ancora valutazioni diverse, ma quando la riunione finirà sono sicuro che non ci saranno problemi su questo perché è una questione talmente importante di credibilità dell'Italia in ambito internazionale che è meglio non scherzare su una cosa del genere"

Salvini: "Se ha dato risparmi italiani per salvare banche tedesche è alto tradimento"
Critico nei confronti del governo e in particolare del premier sulla questione del Mes, il leader della Lega Matteo Salvini che intervenendo a Uno Mattina, su Rai1 ha detto:  "Organizzate un confronto qua, in diretta quando volete, con il presidente Conte a cui abbiamo sempre detto no" sul Meccanismo europeo di stabilità. E prosegue: "Se lui viene qua o fa la figura del bugiardo o la figura dello smemorato, sono pronto quando vuole". Se il presidente del Consiglio dovesse mai aver detto "'do i risparmi italiani per salvare le banche tedesche', se cosi fosse sarebbe altro tradimento e si finisce in carcere", dice il segretario della Lega, per il quale il Mes è "un organismo privato che non risponde nè a voi nè a me nè al Parlamento, una follia".

Brunetta (Forza Italia): "Servono coerenza e coesione nazionale"
“Se c'è proprio un tema che i mercati finanziari non stavano seguendo in questo momento è quello delle riforme europee. Concentrati sugli sviluppi della guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, la riforma del Mes e dell'Unione Bancaria era l'ultimo dei pensieri degli investitori. Bene in ogni caso che se ne parli, ma lo scontro che si sta verificando tra le varie forze politiche, di governo e di opposizione, sul delicatissimo tema delle riforme del Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes), del completamento dell'Unione Bancaria Europea e della riforma della governance del bilancio europeo, rischia di trasformarsi in un disastro per l'Italia, dopo quello del Fiscal Compact e del bail-in. Anche perché, una volta messe le firme su quei documenti, i giochi sono fatti e non si può più tornare indietro". Lo scrive Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, in un editoriale pubblicato oggi su ‘Il Riformista’.
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