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ITALIA

Episodio avvenuto il giorno del demone Volac

Furto reliquia Wojtyla, non si esclude pista satanica

Il furto dell'ampolla con il sangue di Giovanni Paolo II e di una croce è avvenuto nel santuario di S. Pietro della Ienca, sul Gran Sasso, vicino a L'Aquila

Papa Giovanni Paolo II
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L'Aquila Non è esclusa la pista satanica sul furto della reliquia del sangue di Giovanni Paolo II e di una croce, avvenuto nell'omonimo santuario sul Gran Sasso, vicino a L'Aquila.
Il giorno del furto, la notte tra venerdì 24 e sabato 25 gennaio, coincide infatti con l'inizio del dominio del demone Volac, evocato dal 25 al 29 gennaio nel calendario satanico. In questo periodo rientrano anche il ricordo sacrilego e il risvolto satanico dell'olocausto nazista nella Giornata della Memoria, e c'è la preparazione del capodanno di Satana, che si celebra il primo febbraio.
 
Secondo gli adoratori del diavolo – ha spiegato il coordinatore nazionale dell'osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, insegnate di religione - tale data rappresenta la nascita, le origini: quindi in questa fase dell'anno il sangue e la croce sono oggetti emblematici da profanare, sia per la religione cattolica che per quella ebraica.

Valore di decine di migliaia di euro
Il mercato dei simulacri religiosi nelle sette sataniche è particolarmente fiorente e i simboli sacri senza un particolare valore artistico, ma unici, come quelli trafugati a L'Aquila, vengono pagati decine di migliaia di euro. Anche il ricatto e l'eventuale richiesta di un riscatto possono rientrare in quest'ottica criminale, sapendo che sono solo tre al mondo le reliquie con il sangue di Wojtyla.

Il furto è stato scoperto da Franca Corrieri, figlia di Pasquale, della fondazione “Associazione culturale San Pietro della Jenca”, la località dove si trovata il santuario dedicato a papa Wojtyla che verrà canonizzato il prossimo 27 aprile, insieme ad un altro grande pontefice, Giovanni XXIII.

Ricerche in tutta la zona
Oltre cinquanta carabinieri stanno setacciando passo passo la zona intorno alla piccola chiesa di San Pietro della Ienca, sotto il Gran Sasso, alla ricerca della reliquia, con l’aiuto dei cani cerca persone.
Le indagini dei militari, guidati dal comandante provinciale, Savino Guarino, avrebbero evidenziato la possibilità che i ladri si siano disfatti dell'oggetto sacro. Sul furto è stata aperta un'inchiesta dalla Procura dell'Aquila.
 
La zona montana dove si trova il piccolo santuario era molto cara al papa polacco che era solito raggiungere spesso il Gran Sasso per passeggiare, stare in meditazione e anche sciare. La reliquia, un pezzettino di stoffa intrisa di sangue, presa dall'attentato in piazza San Pietro nel 1980 cui il Santo Padre era miracolosamente scampato, fu donata circa tre anni fa dall'ex segretario particolare di Giovanni Paolo II, il cardinale Stanislaw Dzuwisz, per testimoniare la presenza spirituale di Wojtyla in uno dei suoi luoghi prediletti.
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