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MONDO

Invitati anche Russia Sud Corea e India

​Usa: Trump rinvia il G7 dopo il no di Angela Merkel

Il rifiuto della cancelliera di partecipare fisicamente al G7 di Trump fa saltare il vertice. Si terrà a settembre, annuncia il presidente Usa, in chiave anti-Cina

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Donald Trump ha accettato di posticipare a settembre il G7 che voleva tenere a fine giugno alla Casa Bianca, dopo che la cancelliera Angela Merkel aveva rifiutato il suo invito a partecipare di persona per la pandemia in corso.

Il presidente americano nei giorni scorsi aveva sponsorizzato il summit come "l'esempio più grande della riapertura" dell'America suggerendo che si tenesse fra la Casa Bianca e Camp David, residenza presidenziale nel vicino Maryland, con la partecipazione fisica dei leader e non in videoconferenza, soluzione fin qui globalmente adottata per vertici e summit ai tempi del coronavirus e che in un primo momento era stata pensata anche per il G7 nell'anno della pandemia. 

Annunciando che posticiperà il G7, Trump ha annunciato che vuole invitare anche la Russia - sospesa dal 2014 per l'annessione della Crimea - e altri paesi come la Corea del Sud, l'Australia e l'India.

Un suo consigliere, scrive il New York Times, ha spiegato che l'idea è quella di unire i tradizionali alleati per discutere della Cina, diventata un paese rivale strategico degli Usa. Descrivendo l'evento come un "G-10 o G-11", Trump ha dichiarato di aver "approssimativamente" affrontato l'argomento con i leader degli altri quattro Paesi.   

I capi del G7, quest'anno a guida Usa, dovevano incontrarsi in videoconferenza alla fine di giugno, dopo che la pandemia di Covid-19 aveva affondato i piani per riunirsi di persona a Camp David, il ritiro presidenziale fuori Washington. Trump ha creato suspense poco più di una settimana fa, quando ha annunciato che dopo tutto avrebbe potuto tenere di persona il grande summit, "principalmente alla Casa Bianca", ma potenzialmente anche parti di esso a Camp David.     La cancelleria tedesca, Angela Merkel, ha però rifiutato la proposta. "Considerando la situazione generale di pandemia, non puo' accettare la sua partecipazione personale, con un viaggio a Washington", ha dichiarato il suo portavoce ieri.

Ha immediatamente detto di sì invece il premier britannico Johnson. Il presidente francese Macron e quello del Consiglio europeo, Michel, sarebbero andati se le condizioni sanitarie lo avessero permesso e se Angela Merkel avesse cambiato idea. 

Il premier giapponese Shinzo Abe e il presidente del consiglio Giuseppe Conte, non si erano ancora espressi. 
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