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ITALIA

Genova

Ponte San Giorgio aperto al traffico

Sul viadotto si sono conclusi i lavori di smontaggio delle strutture che erano state allestite per la cerimonia di inaugurazione

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Aperto al traffico il nuovo ponte San Giorgio a Genova. Le auto hanno percorso a partire dalle 22 di ieri sera il viadotto realizzato a tempo di record sul torrente Polcevera al posto del ponte Morandi, crollato il 14 agosto di due anni fa uccidendo 43 persone.

Secondo quanto appreso, la riapertura del Ponte è slittata a causa di due avvallamenti provocati nell'asfalto da alcune strutture allestite ieri per la cerimonia di inaugurazione.

Sul viadotto si sono conclusi i lavori di smontaggio delle strutture che erano state allestite per la cerimonia di inaugurazione. Alle 18 Autostrade per l'Italia ha ripreso dal Commissario straordinario per la ricostruzione e sindaco di Genova, Marco Bucci, la gestione della viabilità del viadotto. Poi è seguita l'ultima ispezione da parte di Aspi. Il direttore di Tronco Mirko Nanni, con alcuni tecnici, ha verificato la correttezza dell'installazione. Al termine dell'ispezione, e dopo la redazione del verbale, il ponte è stato riaperto al traffico.

Ieri la cerimonia d'inaugurazione. Mattarella: "Opera per ricordare"
43 nomi, letti nel silenzio uno dopo l'altro. Sono le vittime del Ponte Morandi, crollato il 14 agosto di due anni fa. I loro nomi sono risuonati sotto al tendone allestito per la cerimonia, che ha inaugurato la nuova struttura simbolo della rinascita della città: il Ponte San Giorgio, costruito in poco meno di 24 mesi da quella tragica mattina.

In prima fila, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premier Conte e la presidente del Senato, Elisabetta Casellati. 

Mattarella ha dapprima incontrato privatamente in Prefettura il Comitato dei familiari delle vittime del crollo di Ponte Morandi. I familiari erano stati invitati a partecipare alla cerimonia di inaugurazione, ma avevano opposto il rifiuto, perché ritenevano che l'evento prendesse un indirizzo troppo festoso. Mattarella, conosciuta la situazione, ha imposto una cerimonia sobria ed è nato l'incontro privato. A questo punto, il Comitato ha accettato che sul ponte fossero letti i nomi dei loro congiunti morti.

Mattarella: "Ci sia un'azione severa e rigorosa di accertamento delle responsabilità"
"Le responsabilità non sono generiche, hanno sempre un nome e un cognome, sono sempre frutto di azioni o di omissioni" ha detto loro Mattarella. "E' importante ci sia un'azione severa e rigorosa di accertamento delle responsabilità", ha sottolineato il Capo dello Stato, assicurando che seguirà "passo passo" lo svilupparsi della situazione.

L'inaugurazione del Ponte "non è la chiusura di quanto avvenuto ma la conseguenza di quanto avvenuto. Ed è un modo di ricordare la tragedia: chiunque vedrà il Ponte a Genova avrà sempre in mente che il Ponte è lì perché un altro ponte è crollato. E sicuramente lo ricorderà la Repubblica" ha detto ancora Mattarella. "Il Ponte non è una cancellazione di quel che è avvenuto, anzi per alcuni aspetti il progetto lo comprende con la lapide che ricorda le vittime", ha aggiunto.

"Il presidente della Repubblica ha avuto con noi parole affettuose e ci ha garantito che seguirà la vicenda delle vittime del crollo del ponte di Genova e che lo Stato non le dimentica e non dimentica i familiari" sono state le parole, fuori della prefettura, di Egle Possetti, presidente del comitato parenti vittime del Morandi.

Alla cerimonia di inaugurazione, anche il presidente della Camera Roberto Fico oltre a diversi ministri, tra cui la titolare delle Infrastrutture Paola De Micheli. Sul ponte anche il governatore Giovanni Toti, il sindaco e commissario alla ricostruzione Marco Bucci e l'architetto e senatore a vita Renzo Piano, il 'papà' della nuova struttura. 

Prima della cerimonia, le note della celebre 'Creuza de ma' di Fabrizio De Andre' hanno risuonato in Valpolcevera, partite dalle casse installate sul nuovo ponte Genova San Giorgio, sotto una pioggia battente.

Conte: mirabile frutto del genio italico
Il Ponte di Genova "è un'opera mirabile frutto del genio italico, di una virtuosa collaborazione tra politica, amministrazione locale, impresa e lavoro" ha detto il premier Giuseppe Conte nel suo intervento. "Genova è la dimostrazione che il nostro Paese sa rialzarsi e sa tornare a correre".

"Non siamo qui solo a tagliare un nastro, il nostro commosso pensiero è rivolto alle 43 vittime e ai familiari. Questo ponte ci restituisce una immagine di forza e leggerezza. Questo ponte è frutto della forza del lavoro" ha aggiunto il premier.


 

"Non esiste qualcosa che possa estinguere il dolore della perdita di una vita, tanto più quando la causa è l'incuria e la cattiva gestione di un bene che essendo anche pubblico dovrebbe custodito, gestito, con particolare cura e particolare attenzione" ha poi aggiunto, ricordando il contenzioso con Aspi. "E' anche muovendo da questa consapevolezza che il governo ha ritenuto doveroso condurre il complesso procedimento di contestazione degli inadempimenti che hanno causato il crollo del ponte", ha sostenuto il premier. "E proprio di recente questo procedimento si è concluso con l'accordo di ridefinire i termini della convenzione, di riportare in equilibrio giuridico ed economico l'originario rapporto concessorio, con la possibilità di garantire più efficacemente gli investimenti in manutenzione ordinaria e straordinaria, garantire maggiore sicurezza a tutti i cittadini. Stiamo anche lavorando per ridefinire la governance e il controllo della società concessoria".

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